zona annonaria prende forma e vita nella nostra previsione come una entità globale che forse va oltre i limiti delle nostre esigenze comunali ma che attinge dalle proprie caratteristiche una validità incontestata. Si tratta di creare un punto organizzato ove abbiamo un naturale interesse a convergere in contrattazione di mercato, i principali prodotti commestibili di una vasta zona della provincia attraverso una comodità di trasporto, di esposizione, di macellazione, di conservazione e di contrattazione, in franchigia di imposta, col risultato di un controllo sanitario e di distribuzione che sia all’altezza delle esigenze dei tempi. L’area idonea e sufficiente è già acquisita per 150 milioni e sollecitiamo fiduciosi i due enti, Provincia e Camera di Commercio, affinchè partecipino a questa operazione patrimoniale, per un terzo a testa, nelle forme possibili che potrebbero essere comproprietà a quote indivise per la Provincia e proprietà identificata per la Camera di Commercio, o, meglio ancora, con un Consorzio fra gli Enti. Il progetto del Macello è tuttora in attesa dell’approvazione dell’organo tutorio, Magistrato alle Acque di Venezia, e nelle more stiamo assestando il finanziamento con la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde; finanziamento che dovrebbe, grosso modo, essere autosufficiente per il Comune col contributo dei due Enti suddetti e con la vendita dell’area fabbricabile dell’attuale macello. È già allo studio il progetto del mercato ortofrutticolo che però dovrà essere finanziato con mutuo. Per il mercato del bestiame indenne da t.b.c. ed altre attrezzature, forme consortili con gli altri Enti e con le stesse forze economiche interessate, pensiamo saranno possibili. La gestione degli impianti potrà avvenire pure in consorzio, o in società, nella quale gli Enti Locali abbiano assicurata la maggioranza. Dobbiamo dire che le difficoltà burocratiche e di finanziamento ci hanno un po’ fatto segnare il passo. Riteniamo doveroso tuttavia riprendere con maggior impegno il problema in questo mandato certi dell’appoggio degli Enti che come noi e per certi aspetti più di noi sono interessati al problema, e coscienti che mai come in questo momento la zona annonaria può costituire un rilancio di vasti settori imprenditoriali dell’economia agraria che è pur sempre tanta parte dell’economia mantovana. LAGHI Il problema dei laghi, oggi dibattuto anche per la presenza di una ìecente proposta di legge dei senatori comunisti, passa dalla prima fase della sicurezza a quella della salubrità e della navigabilità. 8 I lavori del grande dispositivo Adige-Garda-Mincio-Fissero-Tartaro-Canal Bianco-Po di Levante, avendo investito in pieno il territorio mantovano prima con la botte-sifone, poi con il diversivo primo e il diversivo secondo, hanno posto il nostro territorio al sicuro dalle inondazioni. È giusto quindi che prima ancora, o contemporaneamente alla navigabilità (che da sempre è in funzione dall’Adriatico al Ponte dei Mulini) ci si preoccupasse della salubrità. £ noto l’intervento della Giunta assieme ai parlamentari presso il Ministro dei LL. PP., intervento che avrà prossimamente un seguito in occasione della visita a Mantova che il Ministro ci ha cortesemente assicurato. Ci si critica di voler minimizzare o addirittura eludere il problema dei Laghi con pochi milioni di pulizia delle erbe. Pensiamo di aver cominciato con un argomento che non è poi tanto modesto ma comunque importante. Da tempo è stata fatta la scelta di non sopprimere i Laghi, di non ridurre l’acqua che attornia Mantova ad un canale. Fu fatta col consenso dei mantovani e fu una scelta felice, secondo noi, perchè non distrugge valori storici e paesistici di grande portata. Si tratta dunque di organizzare e finanziare una sistematica pulizia dello specchio d’acqua dalle erbe che dalla primavera inoltrata all’autunno affiorano con abbondante verzura, che a contatto con l’aria facilmente imputridisce e fermenta. È attualmente prevista dal Genio Civile il taglio delle erbe nei soli canali. Abbiamo chiesto che le erbe siano in continuità dalla primavera all’autunno tenute tagliate quanto meno in tutta !a fascia centrale dei laghi e in quella della riva interna da Borgo Angeli sino alla Diga Masetti. Non è un lavoro fatto una volta tanto, ma annuale, e quindi non del tutto modesto. Pensiamo che questo intervento, assieme all’assestamento delle rive he praticamente da Mulina a Catena sono già sistemate con la creazione delle circonvallazioni, e assieme al raggiungimento del livello stabile delle acque, porterà ad un mantenimento dello specchio d’acqua più sano, non maleodorante, con meno zanzare, visibilmente più estetico all’occhio del mantovano e, non dimentichiamolo, del turista. Il dragaggio dei canali completerà l’imbottitura e la sistemazione delle sponde esterne. Il livello fisso delle acque, la mancanza cioè di escursione eliminerà anche i detriti putrescenti che le acque lasciano sulle rive quando si ritirano. Essendo poi chiaro che le acque dei laghi saranno parificate con lo spostamento del salto d’acqua da Mulina alla Diga Masetti, abbiamo chiesto che i problemi di deviazione del Rio e della Fossa Magistrale verso uno sbocco in Mincio a valle della Diga Masetti, che sono una conseguenza dello spostamento del salto d’acqua ma che come lavori ovviamente devono essere fatti prima, siano anticipati, ed affrontati 9