FINANZIAMENTI L’altro fattore sul quale ci pare giusto fare il punto della situazione è quello dei finanziamenti, come possibilità e come fattore di scelta. Le caratteristiche del mercato italiano del denaro, cioè degli Isti tuti Italiani di finanziamento, sono di una ripresa di disponibilità (gl sportelli, almeno per gli Enti Locali si stanno riaprendo), di un tassi in aumento (7,50%-8%), di una buona durata (dai 20 ai 35 anni; 2\ anni in media), di limitati diritti di commissione (1% come massimo) di uno scarto di cartelle praticamente nullo (assorbito però evidente mente dal tasso), delle consuete garanzie che sono le delegazioni d imposta di consumo e sovrimposta (di cui però attualmente il comum è sprovvisto) per la Cassa Depositi e Prestiti e per gli Istituti prev denziali, e le delegazioni anche suH’I.C.A.P. e sull’imposta di famigli1 per gli altri Istituti. In sostanza esclusi la Cassa Depositi e Prestiti (quando non ci si i la presenza di un contributo statale) e gli Istituti di Previdenza amm -nistrati dal Ministero del Tesoro, per le suddette ragioni di garanzia, gli Istituti di Credito Italiani si possono dividere in quattro gruppi: — Le Casse di Risparmio (Verona, Vicenza e Belluno, nostro tesoriere e la CaRiPlo) che praticano un ammortamento di 20-25 anni con tasso del 7,50%; — Gli Istituti di Credito Fondiario (della CaRiPlo, delle Venezie, la sezione OO.PP. della Banca Nazionale del Lavoro, ecc.) che praticano 20 annualità col tasso dell’8-8,50% (tasso alto che attualmente copre lo scarto di cartelle dell’emissione di obbligazioni); — Il Consorzio di Credito Opere Pubbliche, 30 anni, 8% (copre lo scarto di cartelle); — Gli Istituti assicurativi (INA - INPS - INAIL) durata media 20-25 anni, tasso 6,75-7%. I piani di programmazione hanno il fine ultimo di una maggior occupazione in ogni zona, hanno il fine ultimo di avvicinare le distanze fra zone sviluppate e zone depresse, di tendere al livellamento; qualsiasi altra concezione porterebbe al risultato inverso. Su questi princìpi ci batteremo nella commissione regionale lombarda di programmazione, alfinchè anche a Mantova, come in ogni angolo della Lombardia, si punti decisamente alla massima occupazione come obbiettivo di fondo. Tutti possono accettare in garanzia anche delegazioni I.C.A.P. e imposta di famiglia di cui il Comune è ancora dotato. Ma ai Comuni non è esclusa la possibilità di finanziamenti con l’estero, e poiché un accenno è stato fatto in precedenza, nonostante la raccomandata cautela e riservatezza pensiamo di dover affrontare questa possibilità anche a titolo di paragone per le future scelte. Le caratteristiche del prestito all’estero sono di una notevole disponibilità (praticamente al di sopra dei limiti delle nostre esigenze); di un buon tasso (almeno nominalmente) di interesse, 5,50-6%; di una durata scarsa, 15 anni, nei casi migliori 20; di un diritto di commissione più sensibile 2%; di un forte scarto di garanzia di svalutazione, 93-94; di una garanzia di fidejussione bancaria che costa praticamente lo 0,80%. È facile notare che ad un tasso notevolmente più basso fanno contrappeso altre spese (commissioni, scarto cartelle, fidejussione e oneri fiscali) per cui il costo del denaro straniero non è molto più basso di quello italiano. Per completare il quadro è da aggiungere che oltre alla approvazione della Commissione Centrale per la Finanza Locale occorre l’autorizzazione preventiva del Ministero del Tesoro, della Banca d’Italia e del Ministero del Commercio estero. I limiti della convenienza evidentemente si restringono ed entrano in gioco le reali situazioni di mercato al momento della stipulazione cioè quelle variazioni, sia pur modeste, che possono far scattare una convenienza. Se si tien conto che la banca che fa fidejussione oltre a richiedere un costo può chiedere l’impegno di delegazioni, queste che sono abbastanza preziose per gli enti locali, possono costituire, a seconda della richiesta o meno, l'ago della bilancia di una convenienza e di una scelta. Indipendentemente dalla durata è interessante vedere il carico annuo di quota reale di ammortamento che grava sul bilancio. Ad esempio per ottenere il fianziamento di un miliardo, tenuto conto di tutti i vari fattori, in questo momento avremmo le seguenti quote di ammortamento annuali da caricare sul bilancio: Casse di risparmio 91.300 mila circa all’anno per 25 anni Istituti di Credito fondiario 105.700 mila » per 20 anni Consorzio Credito Op. Pubbliche 86 milioni » » per 30 anni Istituti assicurativi 85.800 mila » » per 25 anni Istituti esteri - Valuta lire it. 94.800 mila » » per 20 anni Istituti esteri - Val. estera (doli.) 118 milioni » » per 15 anni 15