Tenuto conto dei vari fattori la convenienza varia entro margini abbastanza ristretti. In sostanza la scelta potrà dipendere dalle variazioni di mercato al momento della stipulazione, dalle garanzie richieste, dal tipo di lavoro pubblico, dalla presenza o dalla possibilità di ottenere contributi statali. VIE DI COMUNICAZIONE Sulle grandi vie di comunicazione il discorso è buono per quanto riguarda l’autostrada Brennero Modena che passa alla fase della realizzazione, prevedibile interamente entro questo mandato. I raccordi sono previsti per la zona della città attraverso la Statale 10 e il ponte Sangiorgio; per la zona industriale e sud-ovest della città è allo studio con la Provincia un rapido raccordo su strade provinciali. Meno buono è quello della navigazione interna che prevede attualmente uno stanziamento di solo 50 miliardi, destinati secondo recenti indiscrezioni per il canale Milano-Cremona-Po. È vero che la carta della navigabilità padana scaturita dal Convegno Nazionale di Mantova è stata accettata dagli organi della Programmazione; ma evidentemente è stata accettata con una certa freddezza se l’impegno finanziario del primo piano quinquennale non riesce almeno come pare a mettere in moto entrambi i sistemi, quelli del Po-Milano e quello delle acque chiare pedemontane secondo il voto del CNEL che chiede un maggior impegno di 200 miliardi. Mantova pur rappresentando l'anello di congiunzione fra i due sistemi, evidentemente inquadra i propri interessi maggiormente nel sistema pedemontano. Le attuali nostre richieste sulle quali maggiormente puntiamo sono per l’inclusione nel piano quanto meno della navigabilità del Garda-Mantova, presupposto per il Ticino-Mincio e per il Canale di Verona. La battaglia è grossa, e per il momento non possiamo dire di più. Aperto è ancora il problema del potenziamento delle ferrovie man tovane e della linea Monselice che costituisce la cintura ferroviaria mantovana. La deviazione su S. Antonio oggi rappresenta un costo fra i due e i tre miliardi. Non abbiamo rinunciato a questa battaglia, con l’eventuale alternativa di due buoni sovrapassaggi alla Cisa e all’Ospedale. La soluzione provvisoria dei due passaggi a livello a tempi ridotti pei- il momento può considerarsi soddisfacente, ma ci soddisfa proprio nel senso che la consideriamo provvisoria. Le strade della città per fortuna quest’anno sono uscite dall’inverno abbastanza bene. Ciò non toglie che la manutenzione è sempre al di 16 sotto delle esigenze. Un approfondimento dello studio dei costi sempre più contenuti non può tener conto delle componenti atmosferiche straordinarie e negli ultimi anni purtroppo ne abbiamo registrate diverse. Per quanto riguarda nuove strade e servizi inerenti di marciapiedi e tombinature ci sono a disposizione finanziamenti, modesti, ma che ci permettono di soddisfare le esigenze più impellenti. Ci riferiamo al residuo 50% delle entrate per l’imposta sulle aree fabbricabili che solo per la metà può essere iscritta a bilancio ordinario. Sono state finanziate a questo modo parte delle strade della zona artigianale. Quest’anno pensiamo di pavimentare Via Dugoni, onde congiungere Piazzale Gramsci con Piazza Martiri, cioè, direttamente, la città nuova con la città vecchia com’era nei nostri programmi. L’incrocio con Via Conciliazione non sarà ancora definitivo per qualche tempo, tuttavia la nuova strada pavimentata permetterà di smaltire il nuovo traffico diretto. La nostra attenzione quest’anno si pone pure alle più urgenti tombinature e a qualche tratto di pavimentazione nei vari borghi periferici e al progredire delle asfaltature nel quartiere Paiolo. Le nostre vie cittadine sia in asfalto che in acciottolato hanno risentito, come fondo stradale, un notevole beneficio con l’allontanamento degli autocarri pesanti dalla Città. È urgente ora allontanare anche i pullman con la nuova sede della stazione delle autocorriere il cui progetto ancora troppo lentamente procede nel suo iter burocratico. Tant e che si reputa conveniente pensare ad una sede provvisoria lungo il Viale Risorgimento in attesa della stazione definitiva, pur di allontanare anche gli autobus di linea dalla vecchia città. Un elemento deteriore per il fondo stradale nella vecchia città ìon è l’aumento della circolazione dei veicoli, naturalmente leggeri he sono obbligati ad una velocità limitata (50 Km.), ma la manomissione delle strade per i servizi essenziali del sottosuolo (acqua-gas-elefono-energia elettrica-tombinature ecc.) anche se gli interventi sono ¡dotti al puro indispensabile. L’aumento della circolazione dei veicoli invece provoca quel fenomeno di intasamento che non è evidentemente solo della nostra città, ma che nella nostra città si sente maggiormente per la ristrettezza delle vie in particolare del centro storico. Per qualche tempo pensiamo possa sopperire il dispositivo dei sensi unici che gradualmente va applicandosi; oltre certi limiti si dovrà incentivare la costruzione di rimesse in zone adiacenti il centro. Verrà installato qualche semaforo nei punti ove se ne sente maggiormente la necessità, come Piazza Martiri, Piazza Cavallotti, Stazione Ferroviaria ed altri, per un disbrigo del traffico e per una maggior sicurezza pedonale. 17