Dobbiamo poi ricordare al solerte « tecnico del traffico » che non deve prendersela con gli uffici e i funzionari. Ciò che scrive l'Ufficio Pubbliche Relazioni è il pensiero dell’Amministrazione e solo essa ne risponde. Riguardo alle norme giuridiche che regolano il traffico rinviamo il « tecnico » a volersi meglio documentare poiché le norme che valgono sulle strade provinciali e dell’Anas valgono anche per le strade del Comune, ma laddove non esiste limite di velocità, non all’interno della città, dove la velocità massima è ridotta a 50 Km. orari. È previsto il riassetto della zona verde di rispetto del Palazzo Te e di quella attorno al cippo di Andrea Hofer. Per il potenziamento del verde nella zona Pompilio occorrerà una convenzione con l’Istituto Autonomo Case Popolari. £ nostro intendimento proseguire neH’intensificazione delle attrezzature sportive del così detto verde attrezzato che a Mantova si identifica nella fascia che va dalla piscina Comunale al Bosco Virgiliano. Lo spazio lasciato libero della stalle ultimamente demolite (40 metri per 80) può a nostro avviso essere utilizzato per una grande palestra (il cosidetto Palazzetto dello Sport) concepito al solo piano terra. In questo senso attendiamo il pensiero della Sovrintendenza ai Monumenti data la prossimità del Palazzo Te. Ci pare che la ubicazione sia adatta anche in considerazione dell’ampio parcheggio immediatamente adiacente. I campi di calcio saranno portati da 8 a 11, forse 12. Anche questo anno si terranno per i più giovani corsi di nuoto in piscina e corsi prime ruote. URBANISTICA L’urbanistica è in fase di assestamento, ed è nel nostro programma la revisione del piano regolatore. In questi 6-7 anni di piano regolatore abbiamo avuto un boom edilizio e una recessione. Esperienze varie e antitetiche che ci permettono di vedere il piano in senso critico secondo diverse angolature. Indubbiamente in questo scorcio di 1965 occorrerà dare inizio alla revisione del piano, quanto meno come studio. A solo titolo di anticipazione e senza la pretesa che il quadro sia completo ci pare opportuno dover rivedere i comparti edilizi alla luce delle esperienze, particolarmente in periferia, dove la richiesta e l’appe-tibilità dei terreni da costruzione non sempre coincide con la attuale distribuzione delle zone fabbricabili. Un esempio tipico l’abbiamo a Borgo Angeli. Ci pare che si debba fare la prova del nove delle caratteristiche 22 delle varie zone di densità che pur non avendo particolarità diverse dalle altre città hanno dimostrato in pratica una inversione di tendenze. Le zone a bassa densità, dato anche il maggior costo prò capite dei servizi, dovevano costituire la residenza degli stati sociali più elevati, (le caratteristiche villette) mentre le zone a maggior densità e a minor costo prò capite di servizi, i cosiddetti alveari, sembrava costituissero la caratteristica degli stati sociali meno abbienti. L’inversione di tendenza è data forse dalla scarsa maturazione del concetto di condominio in stati modesti e dalla presenza peraltro di grossi condomìni di notevole livello. Abbiamo già detto che i vincoli del centro storico e della fascia del Rio richiedono urgentemente uno studio accurato e particolare per incentivare la proprietà edilizia ad interventi di manutenzione e di rifacimento onde zone e fabbricati di notevole valore e oltre a tutto centrali non cadano nel più completo abbandono con pregiudizi igienici e talvolta anche statici che già si delineano con molta frequenza. Lo spostamento dello sbocco del Rio e della Fossa Magistrale a Valle del Mincio con notevole risanamento igienico della sponda interna fra Catena e Diga Masetti fanno porre l’attenzione sulla zona dell’Anco-netta della Ceramica e quella demaniale di S. Nicolò con notevole possibilità di sviluppo. Lo stesso porto che è previsto nell’attuale piano a titolo indicativo potrà avere una ristrutturazione secondo reali esigenze e necessità di dislocazione. A seconda degli indirizzi della programmazione regionale la zona industriale potrà avere pure una ristrutturazione e così dicasi per gli insediamenti artigianali. Naturalmente questa vuol essere solo una semplice enunciazione di problemi che vanno studiati a fondo, onde la ripresa del piano regolatore abbia una rispondenza pratica e non resti nel campo delle ipotesi teoriche. INIZIATIVE CULTURALI Il problema culturale si è acutizzato per la presenza del deficit e della difficoltà di approvazione di spese che non possono rientrare nè fra le ordinarie nè fra le obbligatorie. Classificazione aimè ingrata tanto più per la cultura! Qualche iniziativa è possibile laddove non ci sono spese o si limitano al minimo (allestimento ecc.). Il nostro bilancio porta un fondo 23