di qualche milione, destinato a mettere in piedi, assieme ad altri Enti, l’Ente Manifestazioni Mantovane, di cui si è già parlato, con una dotazione di fondi annuale, che non abbia bisogno di lente autorizzazioni per singole iniziative che abbisognano invece di tempestività. È pronto uno statuto per 1’ E.M.M. che sottoporremo più avanti al Consiglio. ENTRATE Anche sulle entrate occorre fare un breve discorso di programmazione. Per il fatto che il 1965 sia stato un anno di cautela e di vigile attenzione sui fenomeni congiunturali, siamo indotti a pensare, che la ripresa economica anche se lenta e faticosa apra una prospettiva anche in questo settore. La verità è che la crisi congiunturale si è fatta sentire nel nostro capoluogo di una zona tradizionalmente agricola, in misura certamente minore che non nelle zone fortemente industrializzate. Lo stesso andamento dei consumi se in qualche settore ha portato delle contrazioni è dovuto anche a fenomeni di spostamento di consumo o al sorgere di nuove e più moderne organizzazioni di vendita. La massa dei consumi nella sua globalità non possiamo dire abbia avuto una grossa flessione. La ripresa economica e la ripresa della occupazione anche se lente e faticose lasciano intendere che anche nel settore della imposta di consumo e dell’imposta di famiglia, per gli anni futuri del mandato ce spazio e motivo per una ragionata dilatazione. E poiché alle entrate occorre prevedere per tempo, riteniamo che sia il caso di occuparci sin d’ora al miglioramento, all’affinamento dei nostri strumenti, alla qualificazione dei quadri, all’ampliamento dei locali dello Ufficio Tributi. I periodi di boom e di recessione portano con sè una forte dinamica dei redditi privati, in senso positivo e negativo, e occorre essere preparati se si vuol avanzare verso l’obbiettivo della perequazione tributaria, mentre questi periodi economici burrascosi tendono a farci retrocedere. Le prospettive tuttavia sono aperte sia per i consumi con la ripresa della occupazione sia per i redditi familiari con una generale ripresa economica. Questo ci permette di prevedere, come abbiamo detto, una ragionata dilatazione delle entrate per gli anni futuri, con la conseguenza di contenere i deficit di esercizio da una parte e di aumentare le delegazioni veramente preziose per i lavori pubblici, per i debiti a lunga scadenza. La nuova commissione consiliare tributaria ha già iniziato a riunirsi e noi siamo certi sarà di valido aiuto in questo delicato settore 24 e delicato momento. Certo il discorso sulle entrate e sulle tasse è sempre un discorso ostico, ma non è nemmeno possibile ignorare le difficoltà oggettive che il deficit provoca nella vita dell’amministrazione. La legislazione è piuttosto carente e non abbiamo che da ribadire le nostre aspettative della riforma della finanza locale che snellisca tutto il sistema ma soprattutto che dia agli Enti Locali un minimo di mezzi sufficienti per soddisfare le crescenti esigenze. L’imposta di consumo così concepita, e per determinati consumi, è insufficiente e troppo antiquata. L'imposta di famiglia è legata a schemi ormai superatissimi del limite della progressione legato a 12 milioni, per cui, con un certo scivolamento della lira e l’aumento dei costi e dei redditi, l’imposta di famiglia risulta sempre meno progressiva, quando il carattere della progressività è tipico di una imposta diretta. Attendiamo quindi la riforma della finanza locale che come riforma di struttura è indispensabile compagna di ogni nostra programmazione. Entrate sufficienti a coprire le attuali esigenze. E questa la vera bandiera dell’autonomia degli Enti Locali, e certamente problema non solo nostro ma di tutto il Paese. L’indebitamento degli Enti Locali è forse oggi il problema più importante, comunque fra i più importanti, che non ha certamente origine nella congiuntura ma di cui la congiuntura rende più difficile la soluzione. Attendiamo anche la riforma della legge comunale e provinciale sottolineandone la sempre maggior esigenza. Certo occorre la presenza di un rigido e cosciente autocontrollo; ma gli attuali sistemi di controllo dire che sono superati è dir poco. Si possono definire anacronistici, a volte assurdi. L’esigenza del decentramento amministrativo a vari livelli, regionale, provinciale, comunale, che conquista sempre più coscienza nel nostro sistema democratico ci lascia intravvedere con chiarezza anche i giusti rapporti fra Stato ed Ente Locale. Rapporti di collaborazione, d’integrazione, ma soprattutto di fiducia. LA RESISTENZA La lotta di Liberazione, in occasione del Ventennale è stata ricordata ed esaltata con animo scevro da rancori, in varie manifestazioni culminate il 25 Aprile con la rievocazione del Sottosegretario alla P.I. L’opinione pubblica ha accolto, gradito e giudicato favorevolmente queste manifestazioni. Altre ve ne saranno in questo scorcio di ’65. 25