Ma ciò che coronerà il Ventennale è il Monumento alla Resistenza che gli Enti Locali mantovani erigeranno e per il quale esiste già un ottimo progetto, scelto dalla Commissione Giudicatrice del Concorso nazionale. Il monumento nasce senza polemiche nel settore artistico e nell’opinione pubblica, ricorderà degnamente ai mantovani nella loro integrità gli alti valori umani, sociali e politici della Resistenza, ricorderà quei nomi tanto cari al cuore della nostra gente, ai quali è legata la riconquista della nostra democrazia, della nostra libertà. ONOREVOLI CONSIGLIERI, Questo il bilancio che la Giunta vi sottopone. Ragione politica con-siglierà forse i gruppi di minoranza a non approvarlo. Consideriamo tuttavia che l'importante sia superare i tempi diffìcili con una azione, la più valida possibile, valida soprattutto per gli interessi della cittadinanza mantovana. GLI INTERVENTI DEI CAPI GRUPPO CONSILIARI Il prof. Finzi, rappresentante del P.S.I.l>^" afferma innanzitutto che la relazione ed il bilancio preventivo 1965 mancano di uno studi" I serio ed accurato dei problemi riguardanti la città e di conseguenza che l’attività che si vuoi svolgere è avulsa da un qualsiasi piano programmato e ciò per ammissione della stessa Giunta che parla di programma ponte verso un programma più generale che peraltro non esiste ancora Pertanto siamo di fronte ad una assoluta mancanza di indicazioni concrete sulle attuali esigei121 della città, di precisi orientamenti e quindi di una qualsiasi scelta. Ciò è il prodotto del distacco esistente tra amministrazione e popolazione, della mancanza cioè di un rapporto democratico sostituito invc -e da un metodo burocratico, che si protrae, assistito da una legislazione veramente decrepita. E’ certo che per portare i cittadini ad intc ressarsi dei problemi amministrativi e quindi rilanciare la battaglia per l’autonomia bisogna collocarsi con i p-oblemi che hanno stretta attinenza con la condizione sociale della popolazione nel suo complesso: la casa, i servizi di trasporto, l’assistenza vista come servizio sociale; l’edilizia scolastica ed ospedaliera, i posti di lavoro, ccc. Ciò affermiamo, prosegue il prof. Finzi, non per strumentalizzare gli Enti Locali per ia lotta al centro-sinistra e al Governo (pur essendo il PSIUP ben deciso a combattere questa formula); ma perchè intendiamo valorizzare l’Ente Locale, esaltarne la funzione politica e programmatrice, jarantirne la piena autonomia che non è pregiudizialmente contro questo o quel governo, ma perchè lo si vuole reale e valido rappresentante degli interessi della collettività cittadina in con-irapposizione alle scelte utili soltanto agli interessi dei gruppi monopolistici e speculativi. Sappiamo che in questo momento, grave è la situazione finanziaria degli Enti Locali (anzi in dato che mi sembra interessante è questo : l’indebitamento di questi è oggi di circa 4.500 mi-iardi solo di poco inferiore a quello dello Stato che è di circa 5.000!). Essa è peraltro destinata peggiorare ed occorre spiegarne le cause, ed è giusto informare la popolazione che senza un liverso rapporto finanziario fra potere centrale e amministrazione locale, senza una radicale riorma della finanza locale non sarà possibile risolvere i problemi che assillano la nostra città, ¡«ia è proprio l’Ente Locale che deve alzare la voce e farla sentire e pesare in sede centrale ; oc-orre che sia il Comune a far sentire le proprie istanze innovatrici, che avanzi proposte concrete, occorre insomma che i nostri amministratori, permeati di un autentico spirito demacrati-- o, facciano valere la loro qualità di conoscitori e di rappresentanti delle esigenze reali dei cit- • idini. Questa sarebbe reale autonomia dell’Ente Locale perchè autonomia vuol dire sopratutto vo-! >ntà autonoma che si esplica in mille modi diversi, ma volti ad un unico fine: quello di risol-ere i problemi dei propri amministrati dopo averli studiati e compresi, secondo un criterio politico di giustizia sociale. Il prof. Finzi fa inoltre rilevare come nella relazione si tenda a dimostrare che se certe <■ >se non verranno realizzate la colpa sarà della programmazione nazionale. Ciò certamente non s irebbe se, invece di restarsene passivo, il Comune avesse partecipato alla formulazione del r^ano quinquennale mettendo in evidenza quelle che sono le più vive ed urgenti necessità della i istra città, rendendosi così fedele interprete della collettività cittadina ed allo stesso tempo i alizzando quel pluralismo decisionale che dovrebbe essere a fondamento della democraticità i I piano stesso. Passando poi ad esaminare più da vicino alcuni aspetti generali del bilancio, il prof, Finzi f ferma che subito ad una prima lettura si ha l’impressione di una ormai raggiunta rigidità del I lancio stesso nel senso di una incapacità di assumere nuovi impegni che soddisfino i sempre i ostenti bisogni della cittadinanza. Pur riconoscendo, come abbiamo già laito. la gravissima h luazione economica dell’Ente Locale, non possiamo ammettere che si resti fermi perchè ciò, s a pure in termini di relatività, significa un arretramento di fatto rispetto ad un moto evolutivo che è sempre esistente ed anzi crescente anche nei momenti più difficili della vita economica di un paese. Ciò che soprattutto noi contestiamo è la passività della giunta nell’accettare questa situazione. Perchè se il Comune volesse veramente risolvere nel tempo, per esempio, il problema dell’edilizia popolare, o quello delle scuole, o delle case malsane, o delle fognature, allora avrebbe dovuto preoccuparsi di predisporre dei piani organici e dei progetti adeguati e solo allora sarà 111 grado di pretendere ed assicurarsi il flusso dei finanziamenti necessari alla loro graduale realizzazione. Più che di soldi, quindi, è questione di attività, di volontà, di capacità, dicevamo, di interpretare i bisogni dei cittadini. E’ assurdo cullarsi nella illusione che un giorno o l’altro arrivino da Roma i fondi senza avere prima dimostrato le necessità esistenti e come questi fondi verranno spesi. Quindi, afferma il prof. Finzi, noi contestiamo sopratutto quella frase della relazione che dice « è in noi la volontà di sfruttare tutte le possibilità reali per soddisfare le esigenze della comunità » perchè in questo caso avrebbe messo in atto tutto quanto è in suo potere per risolvere quelle difficoltà che sono reali ma che possono essere rimosse solo quando l’amministra-zione cosidetta attiva non rimane inerte di fronte a ciò che voi stessi definite « decrepito », * anacronistico » e « assurdo ». E anche questo è un aspetto della autonomia dell’ente locale! 27