Responsabilmente dunque la Giunta riconosce che è giunto il momento di ristabilire l'Amministrazione del Comune nei limiti e nei termini di una sensata economia e di una programmazione, non più viziata da astrattismi, ma dettata dalla dura realtà delle cifre. Il passato della spregiudicata e corrotta finanza sembra lasci finalmente il passo a quella oculata amministrazione che, pur tenendo nel massimo conto le esigenze sociali e civiche, non trascuri la logica spietata delle leggi della economia. E’ quindi per noi di sommo conforto sentire in questo momento i responsabili della grave situazione economica che da tempo ci travaglia, fare ammenda delle loro colpe e riconoscere alla opposizione di destra la funzione e la sua posizione di critica costruttiva. Purtroppo, se nelle direttive generali introduttive la relazione ha aperto l'animo alle speranze, così non è avvenuto scorrendo alcuni capitoli volti più alla demagogia che alla concretezza. Quando si parla della casa e della scuola riconosciamo una impostazione impegnativa, anche se gravissimi errori passati e presenti rendono la soluzione di tali problemi assai ardua. Quello della casa non è soltanto un diritto di proprietà, ma più ancora un diritto alla proprietà, il cui conseguimento lo Stato deve agevolare. L’edilizia popolare economica è cosa troppo seria per farne oggetto di funambolismi politi ci. Migliorando nella sua articolazione la legge 167, ne agevoleremo il cammino. Si combattam le speculazioni di parte, comuniste o di centro-sinistra, che attraverso piani demagogici cream maggiori danni ai lavoratori in attesa di alloggio di quanti ne arrechino ai proprietari di aree avidi di sopraprofitti. Una 167 ben congegnata doveva essere varata molti anni addietro per im pedire le grosse speculazioni a danno dell'edilizia e per evitare forse la crisi che oggi la colpi sce con il blocco degli affitti: una vera paralisi per l'iniziativa privata, che si ripercuote sul la voratore. Per quanto riguarda la Scuola ci auguriamo che il tempo ci consenta di non cadere nell< aule prefabbricate, in edifici di emergenza, e nemmeno di erogare somme rilevanti per dei rifa cimenti. Essi non potrebbero mai essere funzionali, nè rispondere a quei criteri tecnici ed igie nico-sanitari voluti dai tempi. Il problema della zona annonaria trova in noi degli entusiasti quando si prospetta la costri zione di un macello a sfondo cooperativo, tenendo in alto conto le necessità di ordine econom co e di mercato del settore zootecnico della nostra provincia. Ma bisogna pensare anche al For i Boario, per un mercato destinato a raccogliere tutti i bovini, altrimenti convogliati su altri me cati per tornare poi da noi con l’aggravio di maggiori spese. Ingenuo parlare di un mercato per animali indenni da T.B.C. perchè anche in Italia, fra pochi anni, la bonifica sanitaria in campj zootecnico, dovrà essere totale; e prevedere oggi delle discriminazioni è inconcepibile. Parlare della bonifica dei nostri laghi, come se ne parla nella relazione, è semplicistico e superficiale. Con serietà, concretezza ed urgenza si può invece affrontare il problema della pulitura dei laghi dalle erbe infestanti che lo riducono a palude. Ciò importa un grave onere, ma il problema, sotto il riguardo paesistico, ma soprattutto igienico, non è più procrastinabilc. Circa il rifacimento del « Geriatrico », riteniamo si navighi in pieno confusionismo delle idif. Si può parlare di spese dell’ordine di un miliardo solo per una nuova costruzione, che risponda, per tecnica costruttiva, a tutte le nuove esigenze sanitarie ed assistenziali. Vorremmo soffermarci sul costo dei finanziamenti ; sulla tempestività di esecuzione delle opere e sulla sorveglianza dei lavori ; vorremmo dire tante cose, se i limiti di tempo ed il rispetto per la pazienza dei colleghi non ci consigliassero la sintesi. Il piano fantasma 1965-69 riassume in sè stesso pressapochismo e superficialismo, sempre forieri di gravi squilibri economici. Siamo ancora nel regno delle incertezze; arriviamo ad una programmazione con venti anni di ritardo rispetto al resto dell’Europa. Mendes France, che nessuno può sospetatre di nostalgia fascista, ha il coraggio di rivendicare nel suo volume « Repubbliche moderne », il potere decisionale alle categorie organizzate. Bene ha fatto dunque, a conclusione dell’VIII Congresso Nazionale, il mio partito ad affermare, anche in dichiarato e diretto contrasto con il P.L.I., l’impegno per un programma economico che non sia frutto di alchimie o compromessi fra i partiti, ma che scaturisca dall’incontro delle istanze di tutte le categorie produttrici nel quadro del superiore interesse nazionale. Per quanto riguarda il capitolo delle entrate e la necessaria riorganizzazione dell'Uffic'0 Tributi, con le cautele imposte dalla annunciata riforma della finanza locale, speriamo di essere sulla buona strada. Speriamo sia di ausilio alla Giunta la nuova Commissione consigliare tributaria, per un concreto lavoro rivolto al raggiungimento di una severa moralizzazione e giustizia nonché di una doverosa perequazione. 32 Anche la vigilanza igienico-sanitaria nel settore annonario esige la più scrupolosa attenzione ed un efficace potenziamento. E’ un settore al quale l’opinione pubblica è particolarmente sensibile. Onestamente riconosco che, a differenza dei bilanci a sfondo totalmente politico e demagogico dei passato, questo di previsione per il 1965 è stato approntato con obbiettività e concreto desiderio di fattivamente operare. Tuttavia, per le molteplici lacune, incertezze ed imprecisioni, per la gravità delle risultanze passive, il mio voto non può essere che di disapprovazione. A nome del gruppo socialista è intervenuto nel dibattito sulla relazione al Bilancio 1965 l’On.le Gianni Usvardi. Egli ha esordito mettendo in evidenza la contraddittoria serie di giudizi che le estreme poli-iche han dato, avendo come unico obbiettivo di sminuire il responsabile impegno della Giunta ul « bilancio-ponte » 1965. Ha smentito e respinto l’accusa di disprezzo delle minoranze, avanzata dall’Avvocato Ma-i nani, che sarebbe matrice della Amministrazione attiva ed ha ribadito la indispensabile funzio-i e critica dell’opposizione auspicando che questa però non operi sul puro e semplice terreno del- I ) strumentalismo. A tale proposito ha sottolineao l’organizzazione di tutti i malcontenti che oggi allinea su i n terreno qualunquista le forze contrarie al « centro-sinistra »; organizzazione del malcontento c iie alimenta solo sfiducia nelle istituzioni e spesso ignora volutamente le grandi scelte rinnova-t ici. Polemizzando con i comunisti, il capogruppo socialista ha fatto notare come l’anno in corso a ibia sì messo in luce le cresciute difficoltà operative delle Amministrazioni Comunali e Provin-c ali per le dilatate spese, ma abbia anche fatto riscontrare una nuova riconosciuta dimensio-n ■ all’Ente Locale da parte del Governo^ « Il 1965 sarà ricordato — ha proseguito l'On. Usvardi - come l’anno del primo piano quinquennale di programmazione italiana e detto piano sarà r altà solo poggiando sugli Enti Locali, veri insostituibili strumenti di democrazia e di pianifi-c izione di base ». E’ stato poi ricordato come il 1965 abbia mostrato attraverso l’attuazione del « super decreti » per la ripresa della nostra economia come Stato, Comuni e Provincie rappresentino l’ossatu-n di una azione coordinata e risanatrice di squilibri: gli oltre 300 miliardi di opere pubbliche appaltate in pochi mesi parlano da sole! La « nascita » sempre più numerosa dei Comitati regionali per la programmazione dicono di Ha volontà politica del Governo di creare sempre più validi e positivi rapporti di collaborazione fra Stato e Ente Locale nel quadro dell’attuazione di quelle riforme — fra le prime quella dilla Finanza Locale — che diano non solo ossigenazione, ma nuovo slancio ai Comuni, che troveranno nell'Ente Regione e nel Piano il loro massimo sviluppo nell'interesse della collettività. « Non vi è — ha detto l’On. Usvardi — slittamento artificioso di impegni, ma definizione responsabile degli stessi e riconferma che entro l'anno vi sarà da parte della Giunta, come è chiaramente detto nella relazione del Sindaco, l’elaborazione e la presentazione del piano comunale quadriennale ». Ha poi dato atto alla Amministrazione attiva di aver operato per concretizzare le soluzioni di problemi già discussi, facendo notare come il tempo, dalla delibera alla esecuzione, sia il più duro ed oscuro, ma il più proficuo per la realizzazione. La situazione degli altri grandi e medi Comuni ha permesso poi al capogruppo socialista di dimostrare con cifre e fatti che non vi è nè immobilismo, nè irresponsabilità nelle scelte del Comune, che ha tenuto conto del contenimento della spesa pubblica senza mortificare le aspirazioni e i servizi. L’On. Usvardi ha poi precisato la posizione del suo gruppo sul discorso generale dei « nodi storici » della città. « Il problema dei Laghi e delle fognature è chiaramente presente alla Giunta — cbe intende dare tutto il suo impegno per la soluzione ». 33