La maturazione di questo « nodo storico » è vicina. Non solo per l'urgenza che essa riveste per Mantova, ma per l'acquisita coscienza da parte degli organi tecnici e politici romani. L’On. Usvardi ha ricordato gli sforzi compiuti dallo Stato per difendere e cautelare dalle piene Mantova e ora nel quadro di un sistema non solo di bonifica, ma di rilancio per i economia di più città da Riva del Garda all'Adriatico, come si ponga la sistemazione dei laghi e del collegamento idroviario con il Benaco. Si è poi soffermato sulle varie possibilità di finanziamento, prima fra tutte la rimpinguata « legge per i fiumi ». L'intervento del capogruppo socialista si è poi articolato su vari punti esposti dalla relazione del Sindaco. In particolare ha detto dello sforzo per la casa che ha ottenuto buoni risultati, anche se non totalmente soddisfacenti. Per quanto riguarda la Zona Annonaria l'On. Usvardi ha puntualizzato la decisiva svolta che ha preso il problema con gli incontri fra gli Enti, la Cariplo e la definizione dei progetti tecnicifinanziari. Plaudendo alla iniziativa per il nuovo Geriatrico ha dato atto alla Giunta della felice iniziativa del sussidio domiciliare agli anziani inabili, auspicando che la G.P.A. approvi al più presto il provvedimento che dovrebbe essere completato da una assistenza medica domiciliare. A precisazione di alcune note stonate il capogruppo socialista ha poi riferito dati, cifre e servizi di altre città a favore dell’infanzia. Da questi è emerso chiaro come Mantova sia alla avanguardia in questo settore, come lo è nella medicina scolastica. Dopo aver preso atto con compiacimento dello stanziamento per l’Ente Manifestazioni Man tovano, strumento capace in unità di intenti di rilanciare la vita culturale della città, l’On.lt Usvardi ha parlato della politica tributaria e della positiva istituzione della Comm. Consiliare c delle nuove importanti norme varate dal «centro-sinistra» che con il decreto n. 670 dell’? marzo 1965 danno modernità al Bilancio Comunale uniformandolo con quello dello Stato, supe rando le anacronistiche divisioni fra spese straordinarie, facoltative e ordinarie. Ha concluso riaffermando che veramente ingiusto e strumentale è il chiedere, come è av venuto da destra e dall’estrema sinistra, che il Bilancio 1965 risolva tutti i problemi della cit tà, ma che esso deve essere visto e giudicato come il preludio allo sviluppo armonico e program mato che in collaborazione con gli altri Enti prenderà vita nel 1966 — nel quadro della pianif cazione nazionale, regionale e provinciale. Geom. Nello Zanlbonl - D. < • Il bilancio presentatoci è un bilancio serio perchè realistico. Il programma di cui esso costituisce il supporto finanziario è infatti adeguato alle difficili condizioni economiche in cui si trova l’Amministrazione Comunale, ma non per questo è rinunciatario, anzi, nella linea dell’i'C-cordo programmatico presentato all’atto dell’insediamento della Giunta di Centro Sinistra risponde alle esigenze della cittadinanza adottando criteri di priorità ispirati ad una sana e responsabile gerarchia di valori. Grandissimi problemi, come ad esempio quello delle fognature restano da risolvere, ce ne rendiamo conto, ma ci piace sottolineare l’impegno, concretato anche sul piano finanziario, di cominciare a dare ad essi concreta soluzione. Molto è stato fatto nel campo della scuola, della casa, dell’assistenza all’infanzia ed agli anziani, ecc.; molto è in fase di realizzazione nel campo dei servizi, vedi ad es. lo stabilimento per i rifiuti solidi, la zona annonaria, ecc.; molto resta da fare, è chiaro, ma tutti i problemi da risolvere hanno un denominatare comune: l’esigenza di una programmazione. Questo è il grande impegno che sta davanti alla Giunta. Occorre programmare e programmare bene, occorre inserirsi nella programmazione nazionale e regionale per non arrivare tardi e per ottenere il massimo possibile nel campo dei grandi problemi quali la navigazione, le vie di comunicazione, lo sviluppo industriale. A nessuno sfugge l’importanza di sapere esattamente a che cosa si va incontro sul piano degli impegni e come si intende compiutamente provvedere ad essi. La Giunta ha promesso di darci entro l'anno un primo piano di lavoro e di sviluppo, e ciò è importantissimo, così come riteniamo importante che il Comune si faccia promotore di sode iniziative >n questo senso, come ad esempio la costituzione di un comprensorio che si estenda ai Comuni fin1" 34 timi e che sia la premessa per un ordinato e proficuo sviluppo nostro e loro. Per quanto attiene al bilancio vero e proprio, mentre ci riserviamo di esporre le nostre osservazioni in sede di analisi delle singole voci, facciamo qui un semplice accenno al disavanzo. Novecentocinquanta milioni sono indubbiamente una bella somma, ma non bisogna dimenticare un fatto molto importante: il disavanzo preventivato è pressoché dello stesso ammontare di quello dell’anno scorso. Questo, a nostro giudizio è già un fatto positivo, una vittoria che testimonia della oculatezza e del senso di responsabilità con cui la Giunta affronta il problema della gestione del denaro pubblico. Già l’aver evidenziato, lo scorso anno il disavanzo fu un atto di coraggio e di serietà amministrativa e ciò è stato riconosciuto. E’ critica facile quella del PCI che chiede che il Comune sia « aggressivo » nei suoi programmi e contemporaneamente stigmatizza il deficit, salvo poi protestare per le tasse dipingendo gli amministratori come dissanguatori o cose simili. E non è da dimenticare che il PCI dovrebbe conoscere bene la situazione data la sua lunga esperienza all’amministrazione del Comune. Noi riteniamo che l’azione della Giunta sia apprezzabile e che essa vada appoggiata fino in tondo. E il primo atto in cui si concreta il nostro appoggio è proprio il voto favorevole che il nostro gruppo darà a questo bilancio. La replica del Sindaco Abbiamo avuto 14 interventi — buon numero. Ringraziamo gli intervenuti per qualche indi-azione, poche in verità, e che nulla hanno aggiunto alle nostre preoccupazioni, alla nostra sen-ibilità, alla nostra volontà, espressa nella relazione. Dico qualche, perchè il sopravvento nei discorsi della opposizione, è stato di critica (ovviamente), critica che a volte sommessamente ma quasi sempre apertamente, è contro la formula entro-sinistra. Non c’è stato a sinistra una astensione, che poteva essere una spinta ad una volontà di professo: manifestata, non potete negarlo, e ne avete preso buona nota se non altro per poterci l tendere al varco del mandato. Non c’è stata a destra una astensione che poteva essere una spinta alla Amministrazione ocu-ita, allo sforzo di contenimento, di cui non ci facciamo merito particolare, ma per il quale non ntiamo affatto vergogna. Perchè vogliamo amministrare anche domani. Due solchi profondi, quindi, da una parte e dall'altra che costituiscono la battaglia ad ol- 11 anza contro una formula. In realtà le distanze sono forse un tantino minori quando si passa ai singoli problemi. Il Consigliere Zanchi parla, come prima impressione, di un aggiornamento di cose già det-lf'. Ci ha fatto piacere questa osservazione, e la conferma di una nostra fedeltà al programma «Ile cose promesse. Ribadisce la tesi di febbraio: bisognerebbe spendere di più in ogni settore, tassare di meno > diminuire il deficit, in un matrimonio con la destra liberale che non riusciamo a capire. Da parte nostra non abbiamo che da ribadire la nostra tesi. Gli Enti Locali non necessariamente debbono essere in contrapposizione con lo Stato, tanto più quando questo si pone nella via di una programmazione democratica. Si accetta fatalisticamente una situazione ? Ma se fosse così non andremmo a scomodare Ministeri e Ministri ! Quale è il pensiero della Giunta Municipale sul P.I.M. ? Ci sono delle verità. C’è a Mantova una percentuale elevata di attività terziarie. Troppa gente vive con attività al di fuori delle due fondamentali : agricoltura ed industria. Situazione pesante, preoccupante, che tende ad aumentare il costo della vita. Ma tutto questo conferma la nostra tesi che per raddrizzare la situazione occorrono nuovi posti di lavoro e nel settore privato (industria), e nel settore dei grandi lavori pubblici. Queste cose, però, le abbiamo dette nella relazione. Un convegno a settembre? Abbiamo detto che sentiremo tutte le istanze democratiche e fors’anche prima di settembre. I nodi storici denunciati. Non sono l’uovo di Colombo. Ne parla persino Pitentino nella lapide di tanti secoli fa e su cui l'Ing. Della Luna ha voluto amabilmente rinfrescarci la memoria, assieme alla lettura della relazione prima e del dispositivo, poi, della proposta di legge comuni- sta, di molto più recente stesura, che già conoscevamo e sul cui aspetto tecnico nulla avevamo da rilevare. 35