per una politica sanitaria nella scuola Il sistema democratico ha posto maggiormente in risalto le responsabilità che l'Ente comunale ha verso i cittadini che amministra. Se cerchiamo di scoprire le varie esigenze d una vita comunitaria rileviamo come, tra di esse, un posto prioritario sia occupato dallo stato di salute della collettività. Da qui scaturisce una varietà di problemi che hanno il finalismo di tutelare questo deli cato aspetto della persona umana, la quale, accanto al diritto alla libertà, alla istruzione, al lavoro, vuole, giustamente, anche il diritto alla integrità fisica. Si deduce che una prima corretta massa in opera del problema della salute va posta nell'età pre-scolare e scolare attraverso l'attuazione della medicina scolastica. Per la validità di questa impostazione basta ricordare che i bambini di oggi saranno adulti domani e gli alunni di oggi saranno i lavoratori di domani. La preoccupazione per la salute della popolazione scolastica non è nuova in Italia, ma si dovrà passare da una « vigilanza » compiuta su moduli passivi ad una prospettiva ove entri il concetto di « azione » sanitaria, dinamica, di iniziativa. La medicina scolastica è medicina sociale a carattere preventivo, ma essa si rivolge alla ricerca degli aspetti predisponenti, alla individuazione delle condizioni morbose presenti, ove è necessario anche il trattamento curativo in quanto la stessa cura è profilassi. Essa si rivolge ai fanciulli, risale agli squilibri famigliari, esamina situazioni di disagio, può sollecitare ¡1 pubblico intervento. Si inquadra quindi in una azione comunitaria, quale è tipica dell'Ente locale. Famiglia, scuola, Comune sono le componenti di quest'azione in una collaborazione che si servirà anche dei vari servizi sanitari pubblici e mutualistici già disposti per la salute dei cittadini e dei lavoratori quando si dovranno completare le indagini specie nel settore specialistico. La comunità civica potrà fare anche da elemento equilibratore ove particolari casi bisognosi di intervento trovino nella famiglia solo una affettuosa ma purtroppo inerme e carente iniziativa. Così nell'età pre e scolare non vi saranno ricchi e poveri perchè per tutti è uguale il diritto alla salute. Con questo spirito il pubblico potere si sente impegnato verso quel « piccolo cittadino » che è lo scolaro. In tale senso si è espressa la Legge n. 264 dell'l 1-2-1961 che ha posto le norme di medicina scolastica. Essa attende ancora l'emanazione di un regolamento che la affianchi. Auspichiamo dia nella legge quadro della programmazione sanitaria nazionale si tenga dovuto conto dell'Ente locale al quale non può spettare solo l'onere amministrativo ma al quale va riconosciuto un potere decisionale ed organizzativo diretto, proprio per la sua facoltà di possedere una visione globale dei bisogni dei cittadini. In questa attesa l'Amministrazione Comunale con criterio di priorità, volontà e graduala dettate dalle disponibilità ancora inadeguate ai compiti, ha da tempo impostato e potenzerà l'attività medico-scolastica anche per i prossimi anni. Il piano di lavoro implica la collaborazione della Scuola che è già tanto sensibile al problema ed alla quale va il ringraziamento, e delle famiglie che già avvertono l'importanza dei problemi. Le cifre che ci attendono non sono modeste per l'alto numero di bambini degli asili, delle Elementari per ora, delle scuole dell'obbligo in un domani. Arrivare a tutti con una accurata prima visita generica e con un secondo controllo a fine anno scolastico di natura conclusiva in vista del soggiorno climatico; cogliere le turbe nervose, muscolo-scheletriche, dentarie, uditive, oculari per poi indirizzare le risultanze alle famiglie ed alla scuola; praticare le cure preventive aerosolica, nebulizzante, attiniche, ecc.; 39