Una scena della “ Locandiera „ di C. Goldoni rappresentata con finissimo gusto dal Gruppo Enal di Udine. - Lo stesso spettacolo aveva vinto il Concorso Nazionale dei Gruppi d'Arte Drammatica lo scorso anno a Pesaro. ingenuamente irretito dalla Locandiera poi, sempre al centro del gioco e dell'attenzione scenica. Applaudito più volte a scena aperta per l’esatta caratterizzazione del Marchese di Forlimpopoli è stato Alfonso Caniffi. Piero Rizzardi ha dato risalto al Conte d’Albafio-rita, grazie all’acuta introspezione del personaggio ». Anche il « Resto del Carlino » a conclusione delle sei serate, usciva con un commento più che lusinghiero sulla manifestazione nel suo complesso cd in particolare per la maggioranza dei G.A.D. partecipanti, sulla base-delia rispondenza del pubblico e delle sue reazioni: « Una classifica è inevitabile. Perciò daremo la palma del primato a quella compagnia che meglio ha saputo incontrarsi con la sala. Primo fra tutti quindi il « Piccolo Teatro Città di Venezia » con l’intramontabile « Nina no far la stupida » di Rossato e Gian Capo. Il successo di questa commedia che chiuse il 1° ciclo del « Gala » fu addirittura strepitoso. Il pubblico ne ha tratto un pieno e completo divertimento. Merito di questo contatto completo tra sala e ribalta, l’intelligente bravura di Dario Bruscagnin che in scena impersonava Buganza, maestro di musica. Bruscagnin ha veramente conquistato il Sociale. Piccolo, vecchio, canuto, vacillante, atuoritario, pronubo aveva tutti i requisiti della simpatia. In scena Buganza presentava ad una presunta illustre ospite le sue musiche e i paesani facevano la claque agli ordi- di notare. Lo stesso testo promette nel primo atto sorprendenti sviluppi, ma poi si cristallizza e un poco cade. Se dunque a « Nina » assegnassimo un 9, a « Mirandolina » un 8, alla « Quaterna » un 7 e alla « Moglie gelosa », presentata dai Teatranti di Modena, un 6 (per un innegabile brio di scena) dobbiamo assegnare anche-due insufficienze:..., una per i tre atti unici presentati dagli aretini (il pubblico si è annoiato): lo stesso per « Il dilemma del marito », presentato dai milanesi, che ha mancato di mordente, di forza scenica. Quattro commedie positive su sei costituiscono comunque un ottimo risulato, ammesso che il parere espresso trovi tutti concordi. Il « Gala » è entrato dunque ormai nella tradizione. E’ da annoverare fra le più attese e riuscite manifestazioni artistiche del-l’ENAL a carattere nazionale. Questo grazie alla iniziativa ed alla collaborazione degli Enti culturali mantovani e del Comune, sempre pronto a dare il suo appoggio ad ogni forma di arte e di cultura a favore della cittadinanza. MANFREDO GENERALI Consigliere Comunale ni della sua bacchetta. Ebbene, loggione, Pal' chi e platea del Sociale hanno voluto... entrare nella commedia; il pubblico ha voluto che Buganza dirigesse anche i suoi applausi con quella chiusa finale di battere le mani tutti insieme che ogni \olta suscitava risate Alla fine del secondo atto il pubblico ha voluto ripetere il gioco ben sette volte. Non si dimentichi poi l’indovinatissima figura del carabiniere (Giorgio Cecchelin) che senza mai dir una parola ha creato un indimene cabile personaggio.