carlo zanfrognini pittore E' nello stesso tempo facile e difficile parlare del pittore Zanfrognini: facile perchè la su vita artistica è piana, tranquilla, lineare, senza tormentose ricerche di una via, che l'artist segue ancor da giovane; difficile perchè Zanfrognini è uno dei protagonisti delle nuove espi rienze pittoriche mantovane che, all'inizio del secolo, hanno caratterizzato il rinnovamento dell nostra pittura, la quale produrrà, nella successiva generazione, personalità come quelle di L< renzetti, Cavicchini e Facciotto. Non è facile perciò, brevemente, valutare con precisione l'importanza nell’ambito provinciale di tale movimento. Nato a Mantova il 29 aprile ¡897, Carlo Zanfrognini esordì nel 1920 alla Permanente di Milano con un quadro eseguilo tre anni prima. Da allora fu presente alle principali mostre nazionali e internazionali. La sua prima personale risale al 1939, presso la galleria milanese Gian Ferrari. Nel 1926 ebbe inizio la sua attività di restauratore e in tale campo prestò la sua opera presso varie Soprintendenze alle Belle Arti; citiamo Mantova, Verona, Milano, Genova. CARLO ZANFROGNINI 1915 - Autoritratto giovanile olio Il pittore non ha nessuno di quegli atteggiamenti esteriori, romantici, estrosi, spesso istrio-ni i che la tradizionale letteratura attribuisce all’artista quale espressione del genio che diro nipe. A questo atteggiamento schivo corrisponde, una vita tranquilla in cui la pittura è la Pi >tagonista. Ancora giovane frequenta in Mantova la scuola del prof. Marusi e da questi impala che l'artista deve essere onesto, sincero con sè e con la propria arte. La scuola di Marusi è stata, dai primi anni del secolo, fucina di generazioni di personalità notevoli che hanno, nella maturità, creato in Mantova, un clima artistico vivacissimo. Converrà riprendere in altro momento il discorso intorno alla scuola del prof. Marusi. Sotto la guida di Bresciani da Gazzoldo, dopo aver vinto una borsa Frarìchetti, il giovane Zanlrognini si staccherà, poco per volta dall’indirizzo giovanile, per affermarsi con una pittura che, nella sua maturità, esprimerà, nel modo più vero, la sua sensibilità poetica. Marusi e Bresciani da Gazzoldo, che hanno illustrato in modo diverso un periodo impor-tante della nostra pittura, sono stati maestri di Zanfrognini, ma, e lo dice anche il pittore Bresciani, il nostro artista mi pare sia stato un autodidatta. La sua pittura, calma, onesta ma decisa, si distingue nettamente dalla pittura ottocentesca illustrativa di Marusi, il quale dipinse vilissimi piccoli studi ma nelle composizioni più grandi, almeno tra quelle che io conosco, n°n sa staccarsi dalle forme tradizionali, scolastiche. Il prof. Marusi non ha inciso sulla visione estetica del nostro se non in modo limitato, e Zanfrognini da lui ha imparato l’amore, l'onestà del mestiere e la convinzione che il raggiungimento del risultato è sempre frutto di una "cerea laboriosa e di una tecnica sicura sia che lo vediamo come puro artista, che nella Ua attività di restauratore. Il pittore che si dedica al restauro deve avere notevole possesso 49