più conta, riesce con costanza a imporla al gusto di un pubblico smaliziato e fuorviato dalle più varie esperienze che caratterizzano il cl.'ma del nostro secolo rivoluzionario. Dopo il 1930 circa, l’arte di Zanfrognini, già matura, coglie le sue affermazioni più significative, doveroso riconoscimento di un’opera che già si fa notare fuori dell’ambito provinciale. L’artista, oltre che partecipare a tutte le rassegne mantovane, espone alla 22' e alla 25a Biennale veneziana e alla 4a, alla 6> e all’8a Quadriennale di Roma. Dopo la guerra, nel 1953, vince ex equo con i pittori Perina e Ruberti, il primo premio Mantegna e, sempre nello stesso anno, il premio CIF. Nella produzione di Zanfrognini, mi pare sia necessario richiamare la attenzione su di un aspetto originale della sua attività specialmente rispetto al tempo in cui viene praticata, in cui risalta la perizia tecnica, che la pratica del restauro gli dà: mi riferisco agli affreschi staccati di vario soggetto, della dimensione di quadri da cavalletto, e come tali incorniciati e presentati. Ricordo di aver visto la prima volta, durante la guerra, a Pietole dove il pittore Zanfrognini era sfollato con la signora, opere di questo genere. Questa produ zione, nuova per me, mi aveva colpito specialmente per il colore molto raffinato chj la nuov; tecnica permetteva. Ora, dopo tanti anni, di fronte alle stesse opere e a nuove fatte con le stesso sistema, provo la medesima impressione positiva. Dovrei ora parlare dell’attività di Zanfrognini restauratore, ma oltre che magnificami l’opera intenta a salvare e a conservare irripetibili capolavori del passato destinati a scom parire, io dovrei fare un lungo elenco di località e monumenti ai quali il nostro ha lavorato ma ciò mi pare esuli da questo studio. Segnalo pertanto le sue opere più importanti, e preci samente: il restauro del Santuario di N.S. delle Grazie di Chiavari ove il pittore ha ripristinati il complesso di affreschi di Luca Cambiaso e di Teramo Biagio; il restauro a piani di Im peria, nella Chiesa parrocchiale dedicata a Maria Assunta, degli affreschi dei fratelli Biasacci'-da Busca; infine il ripristino e il restauro della pitture del palazzo Lamba Doria in Savona. Quest’ultima opera è stata ricordata in una lussuosa pubblicazione che illustra completament l’opera di Zanfrognini restauratore. Come riconoscimento all’artista, nell’anno 1959 la città di Savona ha allestito nella Camera di commercio una mostra delle opere del pittore. CARLO ZANFROGNINI 1963 - Gasometro affresco LUIGI FRACCALINI 25 APRILE 1945 • <965 i manifesti del comune (£> COMUNE Gl MANTOVA primo maggio festa del lavoro Mantovani, S-l ni..ra.nlt! in rui *i rrMin il 'culrttnilr la ft*U li-l I »1M.II» |uirlir»t*iv tato* .• »«■»fic»!» rat •* >«•*•' 'HI» Kladrfiui ritill» (tri »ir.tr« furw rfcr «•'Ititttaun. «il drilli >11111. v*iprr (un rmoiu Cittadini, lavoratori. f.MrijumM.u ,| | n tliUltl 4.1 li in un Irifurfu. d. muri UHM IJWM LA REPUBBLICA W LA COSTTTUZNMI C IT TUO IMI, din litui«r anni «» x>hii li- firn- *UW»- riBM- .• MBtl<- Italia lolla «MI» Ki*i-li*»». xerWf* a*'!la ISr|t:ihlifir,i la farri a «»lila/li iialr *1 «Rlr» Pa^r. U *la rra Imrrl.il,, r rimprKlHl rU •>' Harqm- f** la far4ÌlB(tllii«i e4 iilumia. » la l