I LAVORI ALL’ISTITUTO MAGISTRALE ISABELLA D'ESTE Nella prima metà del mese di luglio si è dato l'avvio alla costruzione della nuova seae dell'Istituto Magistrale Isabslla D'Este, con utilizzazione della parte monumentale dell'ex convento del Carmelino in Via Giulio Romano. Come è noto il convento, costruito verso la fine del secolo decimo quinto (1492) con il concorso economico e tecnico dei Gonzaga mentre era signore di Mantova Francesco IV marito di Isabella d'Este, si compone di un chiostro e di una chiesa. Nel 1782 il convento venne soppresso e trasformato in sala d'armi ed armeria per i militari stranieri di stanza a Mantova. Successivamente venne utilizzato dalle autorità militari oer depositi e magazzini; fu in tale occasione che si costruirono sui lati perimetrali, altri edipei, che hanno alterato l'originaria costruzione. Accurati rilievi ad esami particolareggiati hanno consentito di elaborare un progetto di estauro del complesso monumentale e di una decorosa utilizzazione degli ambienti stessi quale ede scolastica dell'Istituto Magistrale. A tutt'oggi si è provveduto: — alla demolizione di quella parte di corpi di fabbrica non originali costruiti in epoca recente sul lato di Via Rippa e Via Giulio Romano; — allo smontaggio della copertura ed abbassamento del coronamento dell'ala a Sud, pur essa non originale; — agli scavi di sbancamento per l'abbassamento del plano dei cortili, riportandoli alle quote originali; — alla ispezione dei sottoportici e di tutti I locali del piano terreno; — alla ispezione e ricerca di tutte le tracce di elementi decorativi esistenti sotto intonaco; — al rafforzamento statico dell'edificio mediante sottomurazionl. Di tutte queste operazioni si sono rivelati di particolare interesse i lavori di ricerca nei ocall di piano terreno del chiostro e quelli di ispezione e scoprimento delle opere di decora- zione esistenti sotto intonaco al plano superiore. Si è accertato che l'originario piano di calpestio del portici e tutti i pavimenti dei locali piano terra erano stati rinterrati per circa 70 cm. coprendo completamente i muretti di sostegno dei colonnati in marmo e alterando notevolmente l'originario slancio del complesso monumentale. Dopo I asportazione dei materiali di rinterro al di sotto della quota del piano terreno, sono state individuate strutture a volta, poste a copertura di vani di cantinato dei quali non esultava indicazione nei vecchi disegni. Si è ritrovata poi una struttura a volta rampante, a copertura di una scala di discesa, che sembra portare a locali esistenti al di sotto del coro della chiesa di S. Maria del Paradiso. Per quanto attiene ai lavori di ricerca degli elementi decorativi, pur non potendosi parare di scoperte di grande valore, stanno venendo alla luce fregi pittorici, medaglioni con simboli, decorazioni di volte a verzura o a stelle, che, una volta ripuliti e fissati negli elementi iterati, conferiranno ai locali rinnovati una notevole dignità.