Alcuni dei fregi esistenti nei settori di parete a contatto con i soffitti e che già si presentavano notevolmente danneggiati, sono stati staccati; una volta effettuato l'abbassamento e il consolidamento delle strutture di copertura, verranno riportati in loco. Particolari ed impegnativi interventi sono stati necessari per realizzare il rafforzamento statico del vecchio edificio mediante sottomurazioni, e l'efficace drenaggio delle strutture della parte monumentale e il ripristino delle murature di base costituenti il sostegno dei colonnati. Attualmente è in corso l'inizio dei getti dei nuovi corpi di fabbricato, su due piani oltre il piano terra, posti in fregio a Via Rippa e che risulteranno arretrati per allinearsi con il fabbricato scolastico di Via Tasso. E' in corso anche la completa ricopertura dell'ala Sud, onde consentire per la stagione invernale, la continuazione dei lavori in spazi coperti. La palestra, che sorgerà nello spazio libero a Sud, completerà l'edificio scolastico, che troverà respiro nei vasti cortili, sistemati con aiuole a verde. La recinzione in ferro, ad elementi metallici leggeri, in fregio alla via 0. Romano, consentirà di intravedere lo stupendo chiostro interno, attraverso le aperture originarie che si stanno attualmente ricercando nel muro nord dell'edificio. ENZO GUERESI Assessore ai Lavori Pubblici del verde pubblico a mantova L’esigenza del verde pubhlico come componente determinante del volto imbientale di una collettività è storia recente. Non tanto perchè il verde sia un mito creato dai contemporanei, quanto perchè solamente con la rivoluzione industriale del secolo scorso e il conseguente inurbamento, tale problema ha assunto un interesse precipuo nella vita della nuova società. Per inquadrare la situazione creatasi nella città di Mantova si deve ricordare che fin dal Medioevo i Canossa avevano concesso ampi appezzamenti incolti ai Benedettini, i quali ne ricavarono ortaglie che vennero ad aumentare il patrimonio verde esclusivamente privato esistente nell’agglomerato urbano. I parchi e i giardini famosi del Rinascimento furono esclusivo godimento di poche famiglie che, alla guisa dei signori della città, dotavano le loro dimore di zone amene e riposanti. I Gonzaga, dal canto loro, furono prodighi cultori deU'arte del giardino. Oltre i magnifici giardini all’italiana del palazzo ducale, sull'isola del Teieto, attorno alla villa estiva costruita da Giulio Romano, sorse uno splendido parco ricco di vegetazione, angoli pittoreschi e freschi giochi d'acqua. In località confinanti con l'attuale territorio comunale, i Gonzaga eressero la villa della Favorita di cui oggi rimangono alcune strutture sbrecciate ma non più il vastissimo parco, e il castello di caccia di Bosco Fontana. Ancora oggi il parco — di proprietà demaniale — si offre imponente allo sguardo del visitatore. aspetti e problemi