Il mutamento storico politico verificatosi nel '700 ad opera dell’illuminismo portò a un nuovo concetto di vita e di costume e, con la disgregazione delle proprietà delle caste dominanti, mutò anche la situazione del verde. E' nota l’eredità di spazi a verde che grandi metropoli, prima sedi di corti reali, godettero nella nuova situazione. Fu tuttavia il nuovo indirizzo urbanistico — adeguatosi alle esigenze della industrializzazione — quindi dell'inurbamento — a inserire il verde come elemento fisso e programmatico nel nuovo schema pianimetrico delle città. Tale esigenza fu urgentemente sentita dapprima nei centri maggiori. Poi il dilagare della civiltà industriale durante l’800 pose il problema, in verità all'inizio solo di riflesso, anche nelle città di provincia. La borghesia entrando sulla scena del potere a recitare la sua parte, promosse la istituzione di zone a parco pubblico, sollecitata più da esigenze estetiche e morali che da reali cause di ordine pratico. Il ritorno a concetti panteistici verificatosi allora nella giovane Repubblica Cisalpina, si risolse talvolta con manifestazioni in cui l’albero assurse addirittura a simbolo della libertà dell'individuo. Famose sono rimaste, a tal proposito, le « feste virgiliane » a Pietole nella verde vallata del Mincio, ove l’amore per l’antichità e la natura ebbe sovrana esaltazione. A Mantova venne opportunamente destinata a parco pubblico parte dell'ancona di S. Agnese bonificata dai Benedettini, oggi piazza Virgiliana; e il grande parco del Te che subì sorti alterne negli ultimi anni del ducato gon zaghesco. venne sistemato con il piantamento dei platani che ancora oggi — vecchi di cent'anni — fanno corona al palazzo. Sintomo dell’interesse per la natura sotto l'aspetto scientifico, fu la destinazione ad orto botanico delle vecchie ortaglie della Congregazione di San Marco. Purtroppo poi dal Comune tale proprietà passò alla Provincia e successivamente si frazionò cambiando in seguito totalmente destinazione. Risalendo al periodo fascista, la politica di difesa del verde ebbe strane e contrastanti vicende. Piazza Virgiliana com’ara verso la fine del 1800 • come * oggi (fotografia di fronte). 8 L’enfatismo e la mania celebrativa condussero anche alla realizzazione di opere il cui aspetto positivo si rivela a Mantova pure oggi, con la presenza della grande macchia verde del Bosco Virgiliano. D'altro lato furono cancellati i vecchi bastioni, demolite le barriere e la bonifica della valle sottostante fu talmente integrale da togliere ai futuri pianificatori la possibilità di conservare l'anello a verde attorno alla città vecchia. Giungono gli anni in cui — sia pure in modo informe — i piani regolatori cominciano a segmentare le periferie delle vecchie città. 1 viali alberati dei nuovi quartieri fanno le loro prime apparizioni. Con il trascorrere degli anni e l’accentuarsi delle caratteristiche della nuova edilizia sorge una duplice esigenza: da un lato inserire larghe zone di verde a macchia che anche psicologicamente creino una interruzione alle forme parallele e squadrate delle costruzioni, dall’altro preservare nella maggior misura possibile il verde spontaneo rimasto nel nuovo tessuto urbano, valorizzando nel contempo e conservando il verde ornamentale dei complessi monumentali e artistici, patrimonio della nostra civiltà. Tale discorso va collegato con la prospettiva a raggio più ampio, della difesa del paesaggio come elemento di richiamo turistico. Qual'è oggi la situazione del verde a Mantova, dopo il boom edilizio dell'ultimo dopoguerra, dopo l’insediamento di un nucleo industriale e dopo alcuni anni di adozione del Piano regolatore del 1956 come correttivo e aggiornamento del precedente Piano d’anteguerra? Diamo uno sguardo innanzitutto al patrimonio dei parchi e giardini pubblici, dei viali con gli alberi ad alto fusto, e degli spartitraffico fioriti che tono in manutenzione al Comune. Dai filari di pioppi cipressini del Cavalcavia e del ponte di San Giorgio die alberature di viale T. Nuvolari, agli spartitraffico interni e alle porte Iella città, dalle zone a verde sin Lungolago ai giardinetti di piazza dei Mille, ni verde del nuovo centro cittadino, ai giardinetti di via Matteotti (uno dei 9