|ndustr| ■al un problema di attualità legato al mondo del la produ zione Il disegno industriale come attività organizzata nel quadro della produzione in serie ha un suo preciso profilo e da qualche tempo anche da noi, una posizione giunta via via a chiarificazione e affermatasi con ia espansione delle aree di consumo e quindi della produttività. Da quando un'industria prima di dare avvio alla produzione di un oggetto chiama qualcuno — che per interessi, attività, doti è particolarmente indicato — a suggerire l'estetica migliore da assegnare a quell'og-getto? Evidentemente non è facile stabilire una data. Le prime industrie a carattere famigliare, ebbero certamente nel proprietario il primo ideatore della tale o tal'altra forma. Da qui all'invito alla collaborazione di un nome dell'architettura o dell'ingegneria, del disegno o più genericamente del buon gusto. Non diremmo quindi il disegno industriale — come comunemente si afferma — una attività nuova, bensì la nuova applicazione di una vecchia attività. La volgarizzazione del concetto di disegno industriale ha evidenti radici nello styling americano. Il problema di mettere sul mercato serie di oggetti capaci di sollecitare l'interesse del pubblico e di invogliarlo all'acquisto, premeva l'industria statunitense dopo la grande crisi del 1929. 16 I produttori ebbero la urgente necessità di smuovere l'immobilismo degli acquirenti. Sorse così negli anni trenta in America, un notevole numero di persone e gruppi il cui compito era quello di dare nuova veste, più piacevole aspetto ad oggetti ormai privi di richiamo perchè logorati dall'uso comune. L'arte di conferire nuovo fascino agli oggetti prese il nome di styling. Tale tendenza nasceva da un particolare stato di necessità del settore produttivo americano e non raggiungeva, seppure a parole non le desse per escluse, espressioni di un qualche pregio formale. Attorno ai risultati di questa attività e prima ancora sull'impostazione che ad essa si era impressa, sorsero discussioni e polemiche. In Europa la più autorevole disapprovazione dello styling veniva ovviamente dalla Bauhaus di Walter Gropius. Frattanto nel volgere di alcuni decenni l'avventura industriale dei maggiori stati europei si era sviluppata in attività stabile, più difficile, più sottile. Si autodefinì divenendo la base della moderna economia. La produzione — dapprima sotto vari aspetti limitata — deve ora rispondere alle richieste di un pubblico sempre più vasto ed economicamente più potente, culturalmente più raffinato, in una parola più esigente. II perfezionamento dell'organizzazione si manifesta indispensabile: disciplina, controllo, calcolo esatto dall'idea alla pubblicità, alla presentazione del prodotto. Solamente curando il prodotto fin nei minimi dettagli, dalla nascita alla esposizione sul mercato, si può cattivarsi il pubblico, invogliarlo ad acquistare questa merce anziché quella analoga ma non uguale, di altre ditte che sorgono e si impegnano per piazzare la propria. Nella scienza della commercializzazione dei prodotti, grafica pubblicitaria e studio della confezionatura sono settori di prima-ria importanza. Essi si sono fatti adulti con l'esperienza industriale, e varrebbero soli, un trattato. L'importanza di inserire nel programma il disegnatore industriale come presenza e contributo di collaborazione riconoscibili, è un dato di fatto da tempo acquisito all'in-dustria mondiale — quando per l'industria italiana inizia quel processo di sollecitazione dovuto alle nuove capacità di assorbimento e di consumo interno, per cui essa apre la porta al designer non più come casuale e isolato prestatore d'opera, bensì riconoscendolo collaboratore fisso, parte di una ben classificata categoria di lavoro. L'era dell'industrializzazione italiana è iniziata, suscitando mutamenti di vita e di costume che sempre più sollecitano la stessa industria a produrre anche per ricreare il benessere che la vita moderna tende a disperdere. F. L. Wright ha detto: il genio deve dominare quell'invenzione che esso stesso ha prodotto. Il riconoscimento ufficiale della appartenenza alla vita nazionale del termine e dell'idea di persone industriai designers, avvenne nel 1956 con la formazione della A. D. I. — associazione designers italiani. In verità già da un decennio numerosi tecnici, architetti, grafici, studiosi del disegno prestavano assiduamente la loro opera a varie industrie col preciso incarico di studiare le forme migliori da assegnare ad oggetti in produzione e la loro presentaziona al pubblico. : Particolari interessanti della giovane storia del disegno industriale italiano — prima della costituzione della Associazione — sono la presentazione di mobili della Arflex disegnati dall'architetto Zanuso alla IX Triennale; l'uscita della rivista Stile Industria e, ad opera della Rinascente, l'attuale configurazione del premio Compasso d'oro nel 1954; l'entrata della Lexicon al Museo d'Arte moderna di New York, settore industria. Il ruolo che l'industria svolge nella vita nazionale è ormai di primo piano. 17