Guindani esce da una famiglia borghese dell’ultimo ottocento (nasce nel 1886); ii padre r ingegnere e, per la mentalità positivistica dell'epoca, rifugge dal pensiero che il proprio figlioli segua la carriera artistica. Sapeva della passione del figlio e non ne era entusiasta; voleva per lui una vita tranquilla fuori dai tormenti e dalle lotte per l'arte, con tutte le incertezze prc prie di questa affascinante, ma troppo spesso poco rimuneratrice attività. La signora Guir dani conserva, e mi ha mostrato, un ritratto ad olio eseguito lai giovane studente dell’ist tuto tecnico al bidello della scuola: è un’operetta un po’ tormentata per lo sforzo di render la somiglianza, ma denota un mestiere già abbastanza esperto, malgrado le ingenuità e le timidezze giovanili. La somiglianza è una costante in tutta l'opera dell’artista, un impegn rispettabile in un'epoca nella quale l’arte si allontana sempre più dalla realtà oggettiva nello inseguire e fissare i suoi sogni. Guindani ha eseguito moltissimi ritratti e molto belli, tanto da diventare nella sua città, per un certo periodo, il ritrattista di moda. I suoi soggetti variano: giovani, vecchi, uomini e donne; ma la sua preferenza va ai bambini e alle giovanette, alle adolescenti non ancor donne. La bellezza leggera fresca, ridente di queste figure, tocca in particolare la sensibilil i poetica di Guindani priva di complicazioni e tutta protesa a realizzare il suo ideale di bell) nell'aspetto più immediato ed evidente, piacevole e naturale. Molti sono i ritratti, (disegn , pastelli ed oli) che la signora Guindani ancora possiede e mi mostra: in tutti c’è la stessi gioia di vivere e di dipingere. Lo stesso devo ripetere per i paesaggi, nature morte e fior: c’ò sempre la stessa facilità e sponianeità dell'esecuzione, la stessa istintiva capacità di comunicare, la stessa felicità anche nelle opere meno riuscite pur presenti in una produzione com copiosa. Tutto questo, che è la risultante degli aspetti positivi dell'opera deU'artisla, ne è anche il limite: la facilità ddl'esecuzione, l'estremo possesso del mestiere, la fiducia e la sicurezza di sè, il facile consenso, non gli creano mai una vera problematica: gli Tanno apparire inutili e superflue le discussioni e i tormenti che la problematica propone. Rifugge da discus- sioni e non ama partecipare a movimenti arti itici; tiene ad affermare se stesso e la sua propria originalità. Intelligente e arguto, ha la battuta facile, ironica, che elude l’avversario, disarmandolo, e questo gli riesce facile come dipingere; ma alla fine ciò rinchiuderà Guidani sempre più in sè e la sua arte si maturerà su una linea di estrema coerenza, ma senza possibilità di stabilire più fruttuosi contatti con il fermento artistico che lo circonda, sicché a un certo momento, penso, che egli stesso si sia sentito un isolato. Credo comunque che questa sua posizione quasi di lotta, non gli spiacesse del tut'o, tanto che negli ultimi anni la sua pittura assume quasi una posizione polemica contro quello che per lui era l’andazzo dei tempi. Questo mi pare il suo limite principale, scaturito proprio dalla validità della sua opera, che lo attira sempre più con il compiacimento dato dalla completa soddisfazione di sè. Ciò spiega la coerenza e l'unità del suo operare, dalle prime opere fino alla fine, in circa 40 anni di attività. Guindani si è formato sotto la guida del pittore Tallone a Milano ove si era iscritto alla Accademia di Brera nel 1906 quando al padre aveva fatto credere di essersi iscritto ad archi’ tettura. Dopo Brera si iscrive a Venezia sottola guida di Luigi Nono. Le prime opere dopo la scuola si possono collocare negli anni immediatamente precedenti a prima guerra mondiale (il pittore partirà volontario allo scoppio delle ostilità): vi sono pre-enti una irruenza e una decisione giovanile, sia per la sicura e larga pennellata, pel colore icceso già senza incertezze, pel gusto del soggetto, per la posizione talvolta tormentata delle igure. Però il colore e il disegno si distinguono ora per la spavalderia con la quale l'opera 1 affrontata e risolta, ma saranno superati decisamente dall’artista maturo, qualche anno dopo, in una esecuzione sempre più raffinata e tecnicamente elaborata. C'è nelle prime opere, come fià altri hanno notato, una carica espressionistica e « fauve », che le pone all’avanguardia del mio tempo; questa carica si smorza nel forzato intervallo della guerra (la sig. Guindani mi ciice che il pittore è rimasto completamente inattivo per tre anni, fra l'altro è stato anche ferito). L immediato dopoguerra porterà l'artista alla Biennale veneziana. La critica di oggi, di fronte alle ampie rassegne postume allestite dalla signora Guindani, ha rivalutalo molto le opere giovanili; ma, conoscendo il pittore e il suo ambiente, si capisce chiaramente come cuelle non potessero essere che un momento, il quale trova la sua logica soluzione nelle sue opere più tarde, non tanto in quelle che per prime lo impongono alla critica più autorevole, quanto in quelle della maturità; tanto per intenderci dopo il 1930, fino alla fine dell’opera del-1 artista. Dopo la guerra Guindani si fa più esperto, più smaliziato, e sviluppa un mestiere s mpre più raffinato. Tutto ciò che tocca diventa perfetto, nuovo, lucido, in un mondo idillico s nza problemi; è il periodo dei grandi quadri che alla Biennale rendono noto il pittore fuori della cerchia provinciale, a un pubblico più vasto e qualificato. Il colore non è più acceso e violento come nelle prime opere, è più cupo, meno irniente, più pensato. Sono quadri che si impongono per la bellezza del soggetto scelto e per la sapienza della composizione. In seguito, dal 1929 al 1931 circa, il colore diventerà più raffinato, ma più cupo, tanto che l’artista sembra a ni scegliere motivi in ombra o in penombra, rifuggendo da quella ricchezza di luce e colore c .e con la loro violenza espressionistica caratterizzarono le prime opere dal 1910 al 1914. Ma q lesta pittura si schiarirà e si aprirà dopo il 1930 a una visione più serena e spontanea della r< altà: i quadri non sono più di grandi dimensioni, ma più svelti nel taglio e nell’esecuzione. I questa pittura Guidani maturo completerà e compirà la sua esperienza. LUIGI FRACCALINI Una dalla ultima tele di Giuseppe Guindani