la casa del sole Istituto Medicopsico-pedagogico per i bimbi minorati recuperabili dai tre ai quattordici anni Da anni è avvertita l'esigenza di creare nella nostra città un istituto medico-psico-pedagogico per il recupero degli insufficienti mentali. Non sono mancati studi, discussioni, proposte, richieste e in questo ultimo periodo persino invocazioni da parte di genitori che, venuti a conoscenza del referto, riguardante i loro figli, stilato dal Centro Medico-Psico-Pedago-gico (funzionante da diversi anni presso la sede dell’O.N.M.I. della nostra città), chiedono giustamente la Scuola adatta a l’assistenza specializzata per recuperare presto ciò che è umanamente possibile nelle loro creature. Il tempo trascorre in fretta e i problemi di una città sono tanti e, forse lo stesso avere migliorato ogni forma di assistenza offerta ai bambini nor mali, nel desiderio di servire meglio al processo della loro formazione inte graie, ha acuito ed evidenziato il mancato servizio sociale di recupero dovuto agli insufficienti mentali. SITUAZIONE GENERALE Depistage su tutta la popolazione prescolare e scolare non sono ancora stati eseguiti, ma alcune statistiche offrono un quadro reale della grave situazione : — Su una popolazione giovanile italiana di 14.779.000 abitanti da 0 a 18 anni (censimento 1958) gli insufficienti mentali gravi irrecuperabili sa rebbero 15.000; gli addestrabili (Q.I. inferiore a 0,45) 670.000, cioè il 4,5%; gli scolarizzabili 585.000, cioè il 3,9% (Wallace W. Taylor e Isabelle Taylor, citati da Bollea). Non sono valutati i deficit lievi e transitori che certamente raggiungono cifre molto più alte. Secondo inchieste effettuate in vari Paesi europei gli insufficienti men- tali all’età di 6 anni rappresenterebbero circa il 10% della leva scolastica. Secondo statistiche effettuate negli Stati Uniti d'America e in Olanda si è potuto stabilire che i deficit mentali riguardano un po’ meno del 3% della popolazione totale, per cui in Italia ammonterebbero ad oltre un milione. Le cifre riportate confermano sostanzialmente quello che non è difficile rilevare occupandoci di questo problema, e cioè che 1 soggetto su 10, in età evolutiva, presenta un insufficiente sviluppo psichico ed ha bisogno pertanto di particolare assistenza. Tornando alla popolazione censita nel ’58 si può calcolare che una massa enorme di giovani in Italia, oscillante da 1 a 2 milioni, attende un necessario aiuto per evitare il fallimento personale e sociale. Questi soggetti non sono in grado di reclamare i loro diritti e non fanno sentire quindi la loro voce. Ma proprio per questo è doveroso ricordare da parte nostra che essi hanno, sotto il profilo morale e giuridico, un assoluto diritto all'assistenza, e alla priorità nell’assistenza, perchè chiedono di salvare le loro facoltà umane più elevate a vantaggio di tutta la comunità. L’insufficienza mentale distrugge !a libertà e la creatività dell’essere umano rendendolo sterile, passivo, dipendente; con buona volontà, vero spirito di servizio e di collaborazione e tanta fiducia si può e si deve fare molto, attraverso un’opera paziente e prolungata, che affianchi strettamente medici ed educatori, al fine di ridare a questi soggetti la luce dello spirito. Chi poi non fosse sensibile a questa affermazione di diritti, potrà valutare facilmente che se questi soggetti non vengono recuperati all’autonomia i alla produttività, resteranno per l’intera vita un carico sociale passivo negli ospizi, negli ospedali e nei carceri e sentirà il dolore di tante famiglie come una colpa, anche personale, di mancata solidarietà.