Nel 1951 circolavano in Italia circa un milione e seicentomila veicoli a motore; nel 1964 oltre otto milioni. Sulle strade dei nostri vecchi centri urbani, che per la maggior parte sono quelle di alcune centinaia di anni fa, si muovono contemporaneamente decine e decine di veicoli e ciascuno di questi veicoli non è soltanto animato dal motore ma dalla diversa volontà, dal diverso carattere, dal diverso temperamento, dalla diversa capacità dei guidatori. Le pubbliche amministrazioni che hanno il governo di strade sanno che si deve operare in due direzioni e cioè con provvedimenti che potremmo definire a breve portata e con altri che definiremo a lunga portata. Trascurando i provvedimenti a lunga portata, quali la costruzione di sottovie, di strade di scorrimento, di circonvallazioni esterne, che comportano grossi impegni di studio, di progettazione, di esecuzione e gravi impegni finanziari che oggi la maggior parte delle pubbliche amministrazioni non sono in grado di affrontare, esaminiamo i provvedimenti a breve portata o di polizia che possono migliorare la situazione esistente come la creazione di sensi unici, percorsi preferenziali, limitazione di circolazione, miglioramenti o modificazione di incroci, segnaletica orizzontale e verticale, regolazioni semaforiche, separazione delle correnti di traffico; provvedimenti tutti che l’amministrazione comunale di Mantova sta adottando attenendosi ad un ben programmato piano. Lo sviluppo vertiginoso della motorizzazione in quest’ultimo decennio che ha trasformato la vita ed il volto della nostra città, imponendo radicali cambiamenti di secolari abitudini, è stato contenuto, tenuto presente la situazione generale della circolazione cittadina, adottando non provvedimenti improvvisati che creano stati di sfiducia e di frizione fra utenti ed autorità, ma provvedimenti meditati e giustificati da seri studi sulla dislocazione e sulle necessità degli Uffici pubblici e privati, delle scuole, delle botteghe, dei cinema, dei ristoranti, caffè, banche e magazzeni, studi che non hanno scordato di valutare la densità degli edifici, i percorsi dei mezzi di trasporto collettivo, il volume, la qualità, le direzioni del traffico ed il fatto che, purtroppo, a Mantova esiste una circolazione mista per velocità ed ingombro. Si è iniziato, tenuto ben presente che norma principale e basilare del codice della strada per quanto riguarda la precedenza, è quella dettata dall'articolo 105 che impone ai conducenti, quando stanno per impegnare i crocevia, di usare la massima prudenza e di dare la precedenza a chi proviene da destra, ad avvalersi con parsimonia della facoltà concessa ai Comuni di creare percorsi preferenziati o a precedenza, creandoli nelle sole circonvallazioni interne e cioè per le sole strade periferiche congiungenti le strade statali, già a precedenza ai sensi della legislazione vigente. Si è continuato, in considerazione della mole degli autocarri, del disturbo della quiete pubblica e degli intralci che gli stessi possono arrecare, delle caratteristiche strutturali delle strade e di quelle di impiego degli autocarri stessi a limitarne l’accesso al centro urbano alle sole ore comprese fra le 6 e le IO e solo per l'effettuazione delle operazioni di carico e scarico merci, vietandone in tal modo anche la sosta inoperosa in tutte le ore del giorno e della notte. Si sono regolate le soste dei veicoli vietandole solo dove era strettamente indispensabile e limitandole, nei giorni feriali e nella sola zona centrale, a sessanta minuti. Si sono indicati con l’apposizione delle prescritte frecce sia gli itinerari esterni che interni cosi che, incrocio per incrocio, gli utenti stradali sono accompagnati verso le direzioni che intendono prendere. A cura dell’E.P.T. è stata posta in opera una completa ed esemplare segnaletica turistica. Si è costituita ed addestrata una apposita squadra di operai per la posa in opera e la manutenzione della segnaletica verticale e per la stesura di quella orizzontale; si sono sistemati incroci creando isole spartitraffico e si è canalizzato il traffico stesso. La strada è, con la casa e con il lavoro, uno dei più grandi beni comuni perchè è fonte di benessere e di civiltà, di progresso, di scambi e di lavoro e la comunità attende dagli Enti che hanno il governo di strade una sistemazione moderna ed una seria organizzazione del traffico che consenta a tutti i cittadini, siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti od automobilisti una circolazione ordinata, rapida e sicura, sia pure nei limiti delle possibilità ambientali.