e sulle caratteristiche merceologiche dei combustibili da usarsi, sia solidi che liquidi. Il problema è stato particolarmente studiato dall’Ufficio Igiene di Mantova e l’Amministrazione lo aveva già concluso in sede normativa attraverso delibera consiliare che approvava il Regolamento comunale per la lotta contro i fumi e le esalazioni moleste. Si tratta di un regolamento che ci ha posto all’avanguardia del problema perchè stabilisce disposizioni sui focolai, sugli apparecchi, sul tipo di combustibile, con particolare attenzione per quelli liquidi. Trattasi di norme che sarà opportuno richiamare attraverso idonei strumenti, affinchè si attui con i cittadini un « momento » di collaborazione più che di repressione per raggiungere migliori condizioni igieniche. Gioverà a questo punto ricordare come dalle combustioni si liberino diverse sostanze dannose. Di esse forse la più diffusa nell'aria delle città è l’anidride solforosa (basterebbe pensare che in ogni quintale di nafta vi sono tre chilogrammi di solfo). Essa ha azione patologica sulle mucose dell’apparato respiratorio, provocando laringiti, tracheiti, bronchiti, riacutizzazione di asma bronchiale specie nelle ore serali. La sostanza che dai fumi è più visibilmente apprezzabile è data dal pulviscolo o corpuscoli provenienti dai camini, (carbone o fuliggine) che certamente non giovano — con i loro depositi antracotici — all’organo respiratorio. I fumi contengono poi un idrocarburo fortemente nocivo, il benzopirene, noto per la sua nefasta azione tumorale, a volte associato con un confratello altrettanto dannoso: l’arsenico. Fortunatamente le loro concentrazioni sono di ordine fin’ora veramente trascurabile e non rappresentano un concreto pericolo per la salute. Costituiscono, assieme alle altre componenti un « dato » verso il quale si rivolgerà sempre l’attenzione dell’Ufficio preposto con una maggiore strumentazione scientifica. In un vasto campo profilattico non sarà inutile — anche se sommariamente — richiamare gli utenti all’uso di nafta molto fluida, di bruciatori adeguati al tipo e caratteristiche delle camere di combustione, all’impianto di depuratori, al controllo dei camini, ad evitare strati di combustibile troppo alti, a denunciare gli inconvenienti per una collaborazione con gli organi tecnici. Sempre sotto il lato preventivo l’Ente locale provvederà ai mezzi generali, quali il favorire il verde pubblico, le alberature (perchè purificatori naturali), al controllo delle zone industriali e dei grandi condomini, alla tutela delle norme in vigore. La battaglia «antismog» va continuata con raiuto volonteroso di tutti, in modo radicale, perchè nella città di Mantova non dobbiamo attendere che i prodotti dannosi delle combustioni provochino nell'organismo umano vere e proprie malattie. ROBERTO CAFFARELLA Assessore all’Igiene 25