Dal Quirinale il Presidente ha latto giungere, dopo la visita a Mantova, il seguente talegramma all' indirizzo deI Sindaco: NEL GRATO RICORDO DELLA MIA VISITA A MANTOVA DESIDERO RINNOVARE A LEI CIVICA AMMINISTRAZIONE ET CITTADINANZA TUTTA MIEI RINGRAZIAMENTI PER ACCOGLIENZE RISERVATEMI ET UN CORDIALE BENE AUGURANTE SALUTO - GIUSEPPE SARAGAT ------------------------COMUNE DI MANTOVA Linee per il piano di programmazione quadriennale presentate al Consiglio Comunale nella seduta del 22-4-1966 ONOREVOLI CONSIGLIERI, Prima di presentare il bilancio di previsione 1966 la Giunta propone al Consiglio queste linee per un piano quadriennale di programmazione onde razionalizzare sempre più l'attività amministrativa nellambito del mandato e nel quale i vari bilanci di previsione dovranno trovare più precisa collocazione. Siamo perfettamente coscienti che la programmazione ha i suoi limiti, che non costituisce mito. Essa costituisce tuttavia strumento metodologico validissimo, ormai universalmente riconosciuto onde avere sempre ben presente, in ogni singolo intervento, il complesso globale delle esigenze della comunità nel quadro realistico della possibilità di finanziamento. Diverse sono le ragioni che ci portano a definire un piano pluriennale di spesa. Fra esse ricordiamo le più importanti. Anzitutto la razionalizzazione della spesa derivante, come abbiamo detto, da una visione globale delle necessità che consente di stabilire una graduatoria. Diciamo che consente, poiché i dati che portano alle scelte non possono essere scientificamente esatti sul piano teorico. Non è possibile infatti stabilire l’utilità marginale di ogni singola porzione di spesa onde paragonarla alle utilità marginali delle altre singole spese. Anzitutto molte opere non sono scindibili per cui si può al massimo calcolare una utilità media e non marginale. Molti interventi poi non risolvono interamente una necessità sociale, ma collaborano a risolvere un avanzamento sociale assieme agli interventi di altri enti, di altri centri decisionali coi quali dovrà instaurarsi una dialettica permanente per ricercare insieme il miglior rapporto economico funzionale, ampliando il processo di razionalizzazione della spesa onde poi i vari enti vi partecipino parallelamente, in piena armonia di finalità e di tempi. La finalizzazione della spesa stessa è un’altra ragione fondamentale della definizione di un piano. Essa va evidentemente controllata e verificata nel tempo, non essendo nessun intervento di spesa fine a sè stesso ma rigidamente legato al benessere economico della collettività.