La complessità dei progetti e relativi tempi tecnici, che quasi sempre superano il periodo annuale del bilancio, è un’altra ragione che conduce al piano. Il bilancio di previsione annuale è indubbiamente già uno strumento di programmazione, ma evidentemente troppo limitato nel tempo. C'è da ultimo la stessa funzione metodologica che il piano comporta, che ne sottolinea la validità. Definendo infatti un piano pluriennale, ci si trova costretti a riferirsi ad un determinato quadro generale, il che produce sempre un ripensamento in sede di discussione dei singoli problemi in chiave più ampia, e con conseguente collocazione del singolo problema entro ambiti dimensionali indubbiamente più realistici e più legati alla finalità del benessere sociale. Certo il piano non risolve di per sè stesso i singoli problemi, ma offre la possibilità, fornisce l’occasione per un ripensamento sugli stessi, per una loro classificazione ed implica una linea di condotta che porta al razionale attingimento delle soluzioni possibili e più corrette. Occorre anche dire, fra i limiti del piano pluriennale, che esso contiene necessariamente un elevato grado di approssimazione. Da ciò la necessità di un adattamento annuale, con lo strumento tradizionale quale il bilancio di previsione, che comporta gradi di approssimazione assai più ridotti e che in questa luce può essere considerato un vero e proprio stralcio del piano. La strutturazione del piano quadriennale si basa principalmente sulla : a) esplicitazione delle finalità ; b) identificazione delle disponibilità e dei limiti nel campo di azione ; c) identificazione delle esigenze ; d) scelta degli interventi per la realizzazione degli obbiettivi in funzione delle finalità. Le nostre finalità significano l'aumento del benessere generale, cioè un grado di maggior civiltà attraverso il soddisfacimento delle esigenze primarie. In questo senso, a livello comunale, non si può tanto parlare di zone depresse da risollevare, ma di settori sociali, che non si identificano in un territorio (es. richiesta della casa, del lavoro). Fa parte quindi delle finalità la realizzazione della perequazione che già di per sè stessa, eliminando i disagi particolari, costituisce obbiettivo sociale. In un comune capoluogo riteniamo vada esaltata la funzione di guida, sempre democraticamente intesa, in particolare per la soluzione dei problemi comuni. In quanto a disponibilità e a campo d’azione, occorre tener presente la 8 situazione reale ed operare ragionevoli e realistiche previsioni in ordine alle entrate. Questo sul terreno della competenza. Vi sono dei problemi ovviamente per i quali a noi competo solo una azione di sollecitazione. Riguardo alle esigenze ogni settore viene esaminato nella situazione attuale, nella situazione futura in ordine all’aumento della popolazione e nella sua funzione contestuale. Alle scelte infine si arriva consequenzialmente. Riteniamo si debba operare una azione in profondità nei settori primari, nei quali si ritiene possibile e doveroso un totale esaudimento delle esigenze. Tipici esempi sono le scuole, la illuminazione pubblica. Essi rappresentano tanta parte di quel gradino di civiltà che si vuol raggiungere. Riteniamo che si debba dare un avvio concreto ed organico alla soluzione dei problemi di grande impegno. La scarsità di fondi e di finanziamenti spesso indirizza a soluzioni parziali e frammentarie mentre occorre tener sempre ben presente una visione globale. Tipici esempi la viabilità e l'assistenza. Riteniamo sia il momento di porre in cantiere problemi di grande portata che da decenni e da secoli sono presenti nella nostra città, anche se la soluzione, per la sua complessità e per il grave onere di spesa, dovrà proiettarsi nel futuro. Tipico esempio il sistema di smaltimento delle acque luride. Consideriamo sia necessaria, indispensabile, una azione di propulsione e di sollecitazione nonché di inserimento nostro responsabile e deciso per quanto attiene i grandi problemi a livello superiore a quello comunale. Tipico esempio sono le grandi vie di comunicazione nonché tutto ciò che si dibatte nella programmazione regionale. Consideriamo sia valida la ricerca di opportune soluzioni consortili per tutti i problemi che la richiedono. Alcuni per considerazioni di carattere territoriale, quasi sempre per motivi di riduzione di spesa, qualche volta per motivi di identificazione di interessi su grossi problemi di carattere provinciale, che costituiscono un vero e proprio rilancio di un settore provinciale nei suoi molteplici aspetti. Tipico esempio è la zona annonaria che pur prevista nel territorio comunale, affronta problemi che travalicano gli stessi limiti comunali e investono interessi di vasta zona provinciale, per cui è sentita la collaborazione e la partecipazione di enti provinciali quali la Provincia e la Camera di Commercio. Altre tipiche soluzioni consortili sono la stessa viabilità, le colonie, lo smaltimento dei rifiuti solidi. Consideriamo infine doverosa la ricerca continua della perequazione tributaria come dato costante e permanente, ma soprottutto vivo ed operante, della nostra azione. Per lo studio del piano si ritiene indispensabile un'indagine sull’attuale