stato dei diversi servizi in relazione alle ragionevoli esigenze e necessità della comunità mantovana al fine di rendere possibile una previsione, altrettanto ragionevole per il periodo cui riferisce il piano. Soprattutto si ritiene indispensabile l'esame dell'attuale situazione demografica onde sapere in quanti cittadini presumibilmente saremo durante e alla fine del quadriennio. LA POPOLAZIONE Abbiamo naturalmente i dati attuali e i dati precedenti, riteniamo utile prendere in esame gli ultimi venti anni e non oltre. Precedentemente, all’ultimo ventennio infatti, si sono avuti ampliamenti del territorio comunale, cioè fenomeni non ricorrenti, da trascurare ai fini della previsione. Riteniamo che una storia di ventanni della nostra popolazione, riassunta nei dati della tavola I, è sufficientemente lunga per essere analizzata e per denunciare una tendenza. In linea di massima negli ultimi vent’anni si è verificato un incremento continuo di popolazione. La nostra crescita è dovuta alle due componenti, quella demografica e quella migratoria, costantemente positive entrambe Un forte incremento si è avuto attorno al 1959 in coincidenza dell’ac-centuarsi dell’esodo dalle campagne e della emanazione di nuove disposizioni di legge che hanno facilitato sia l’immigrazione nel centro urbano, che la reale acquisizione della residenza cittadina. Pare a noi quindi dopo aver dato uno sguardo generale al fenomeno dell’ultimo ventennio che l’andamento dell’ultimo quinquennio dovrebbe essere sufficiente per determinare una tendenza valida a prevedere gli incrementi della popolazione nel quadriennio ’66-'69. Come si nota dalla tavola I e con maggior evidenza nella tavola II (dove la linea più alta segna la somma dei due fenomeni demografico e migratorio), il primo e il terzo quinquennio registrano una tendenza più ripida mentre il secondo e il quarto (ultimo) una tendenza più moderata. Il primo è dominato dal fenomeno del rientro dei mantovani nella loro città nel dopoguerra, con relativa accentuazione demografica, il terzo dai succitati fenomeni di forte trasmigrazione dalle campagne verso i centri urbani e industriali e dalla maggior libertà di acquisizione di residenza. Entrambi questi fenomeni pensiamo non siano ricorrenti con quella intensità, per cui pare che più si adatti l'andamento anche se più moderato dell'ultimo quinquennio. Non va sottaciuto che l'andamento del penultimo quinquennio contiene un altro fenomeno caro a noi mantovani, cui la stessa Amministrazione IO ha dedicato energie, cioè la spinta della zona industriale, che risulta invece assolutamente affievolita nell’ultimo quinquennio. Un desiderio e una aspettativa di ripresa nel settore industriale che ravvivi il richiamo nel capoluogo, sono presenti in noi, ma ci sembra prudenziale e più corretto prevedere una possibile sostanziale ripresa verso la fine del quadriennio anche perchè tale legittima aspettativa appare legata al realizzarsi di determinate infrastrutture che comportano qualche anno per la loro realizzazione. Gli appalti dei lavori per il tratto Verona-Modena dell’autostrada del Brennero danno aU’Amministrazione la certezza di incentramenti di investimenti di tipo nazionale e forse anche internazionale, caratteristici sulle fascie di sviluppo. Inoltre l’autostrada del Brennero inserirà l’area mantovana in una fondamentale direttrice Nord-Sud che contribuirà a decongestionare le aree baricentriche del Nord-Lombardia, il che ci permette di prevedere un potenziale ritorno di mano d’opera qualificata e soprattutto un congelamento dell’esodo tuttora vivo nella provincia. La media dell’aumento di popolazione calcolata sulla tendenza degli ultimi cinque anni ci dà l’1,14% cioè 725 persone in più. La media degli ultimi dieci anni ci dà 922 persone in più. Pur ritenendo più valida la prima, per le considerazioni sopraccennate, l’aumento di popolazione avverrà entro questi due limiti che possiamo considerare minimo e massimo, salvo naturalmente l’avvento di qualche fenomeno perturbatore del tutto imprevedibile. La tendenza ci dice quindi che alla fine del 1969 potremo essere presumibilmente, in Comune di Mantova, in 68.395 cittadini e ciò secondo la seguente previsione. La percentuale d’aumento è stata la seguente: nel 1961 dell’1,44% — nel 1962 dello 0,69% — nel 1963 dell'1,01% — nel 1964 dell'1,04% — nel 1965 dell'1,53%. La percentuale media dell’1,14% presa come tendenza ci dice che presumibilmente saremo : a fine '66 66.110 a fine '67 66.860 a fine ’68 67.620 a fine '69 68.395. Lo studio però sulla popolazione mantovana e sulla sua composizione va naturalmente approfondito onde individuare quali possono essere le esigenze dei diversi strati della popolazione stessa. Per intenderci : I giovani fino ai diciannove anni per studiare quali sono le attuali necessità e quali potranno essere nel quadriennio, in modo particolare nel campo dell’assistenza all'infanzia, della scuola, dell’apprendistato; i cittadini dai 20 ai 65 anni per determinare quali sono e quali sa-