i dati dell’ultimo quinquennio dimostrano, nonostante l’aumento della franchigia del '64 .essa infatti è in aumento. Il traguardo dei 500 milioni circa di gettito che ci proponiamo per il 1969 sembra a prima vista ambizioso, ma in analisi appare ragionevole e possibile. A parte i leggeri sintomi di ripresa già rilevati in alcuni settori economici occorre considerare la necessità, anche per ovvie ragioni di equità, di completare l'operazione di perequazione già iniziata estendendola alle altre categorie passibili di revisione. Va considerata anche la crescente presenza di nuovi cittadini, secondo l’incremento dell’1,14%. Molto è stato detto e sottolineato nella recente ampia discussione sull’imposta di famiglia avvenuta pochi mesi fa. In definitiva proprio quella discussione ha riconfermato che la politica del « quieto vivere » non porta critiche ma nemmeno quattrini alle casse comunali e soprattutto che, operando con decisione si può sbagliare, si può essere incompleti, si provocano piccoli terremoti psicologici, ma si scoprono anche cose nuove : che il livello potenziale è più alto di quel che si supponeva, che sono doverose perequazioni successive, portatrici di nuovi maggiori gettiti, che gli strumenti e gli uffici a disposizione sono modesti e vanno potenziati, sia per evitare qualche accertamento abbondante, che si ridimensiona però col concordato, ma soprattutto per evitare le carenze, le zone bianche, le insufficienti notizie che permettono parziali o totali evasioni. Si è messa in moto cioè una macchina, che ha fatto molto rumore neN’avviamento, ma che potrà arrivare a soddisfacenti risultati alla fine del quadriennio. Ribadiamo qui la volontà ben precisa della perequazione, della perseverante ricerca degli evasori totali e parziali, deM’adeguamento di strumenti ed uffici, della collaborazione della Commissione Consiliare Tributi, consci che il cittadino mantovano non è affatto un cattivo contribuente. Muto, in genere, nella fase di denuncia di reddito o di maggior reddito, ma particolarmente sensibile alla perequazione, alla quale l’Amministrazione dovrà tendere con ogni mezzo. L’impegno deH’Amministrazione è di realizzare secondo gli schemi e gli indirizzi già approvati, un'anagrafe tributaria che dia aH'Amministrazione il quadro globale della potenzialità tributaria dei 19.000 nuclei familiari esenti o no dalla tassazione. Denunciamo qui anche carenze e vetustà del nostro sistema tributario, già altre volte ribadite, ma che si palesano sempre più stridenti, e in primo luogo il troppo parziale, il troppo breve spazio della progressività, bloccata ai dodici milioni di reddito annuo. Secondo le previsioni formulate, nel quadriennio ’66-'69 si potrebbero verificare, rispetto al 1965 i seguenti maggiori introiti : 1966 1967 1968 1969 + 95.000.000 + 135.000.000 + 165.000.000 + 195.000.000 con un maggior introito complessivo nel quadriennio di quasi 600 milioni. E va ricordato che il passo più lungo lo abbiamo già fatto con la recente tanto discussa operazione. TRIBUTI DIVERSI La tassa raccolta rifiuti costituisce un problema che non può essere disgiunto da quello del servizio raccolta immondizie. Attualmente l'intero servizio (raccolta e scopatura stradale) grava sul bilancio per una cifra di 260 milioni circa. Metà di tale onere può essere ragionevolmente attribuito al servizio raccolta, stante il numero stesso dei netturbini adibiti ai diversi servizi e l’ammortamento delle attrezzature. Teoricamente il costo del servizio raccolta (130 milioni circa attuali) dovrebbe essere coperto dal gettito della relativa tassa. In pratica nessun Comune si attiene a questo principio in base al quale i cittadini dovrebbero sopportarne il costo in proporzione del beneficio che ne traggono, indipendentemente dalla capacità contributiva. C'è stata quindi in passato in tutti i Comuni una disabitudine a pagare tale servizio per quel che costa. E non è che poi costi eccessivamente. La raccolta e il trasporto delle spazzature di un appartamento di 90 mq. costa oggi all'utente 10 lire al giorno. La Giunta quindi si propone di riguadagnare terreno e di ridurre il più possibile il divario ora esistente fra gettito della tassa e costo del servizio. Ciò sarà possibile con alcuni ritocchi della tariffa (sempre nei limiti delle città vicine, e con un severo controllo della spesa). Si hanno fondati motivi di ritenere che con una diversa organizzazione del servizio, siano possibili economie. Formulando le previsioni del quadriennio si è anche tenuto conto dell’incremento edilizio (quanto meno dei vani in via di costruzione o già costruiti e non ancora abitati), nonché del reperimento delle partite che, sia pure in numero sempre più modesto, sfuggono ancora alla tassazione. Secondo le previsioni si potrebbe agevolmente arrivare dagli 84 milioni del '65, ai 120 del '69. Per la tassa occupazione permanente delle aree si prevede un modesto incremento dai 40 milioni del '65, ai 50 milioni del '69. Per la tassa occupazione temporanea del suolo pubblico è prevedibile una leggera flessione a causa dell’andamento del settore edilizio e delle agevolazioni in atto. L’introito dovrebbe stabilizzarsi attorno ai 25 milioni 15