annui. La diminuzione potrà essere compensata dal leggero incremento del gettito dei canoni ricognitori che seguono una modesta tendenza all'aumento. Un gettito pressocchè invariato è ragionevole prevedere per le tasse insegne, licenza, patente, cani, macchine da caffè, valore locativo, o quanto meno con piccole variazioni che potranno compensarsi fra di loro. Per quanto riguarda l’I.C.A.P. e le sovrimposte terreni, essendo esse applicate dallo Stato nessun potere viene ora lasciato all'Ente locale. Le quote di spettanza comunale si sono, negli ultimi anni stabilizzate. E' intenzione deM'Amministrazione operare una precisa azione contestativa nei confronti delle attuali quote di riparto. Siamo però pienamente convinti che qualsiasi modifica effettiva in aumento potrà verificarsi nel prossimo quadriennio, dato il ritardo con cui lo Stato effettua i versamenti delle quote di spettanza comunale. Abbiamo detto « se nulla cambia » ! in realtà vorremmo che le cose cambiassero e in favore dei Comuni. E’ proprio nel settore delle compartecipazioni ai diritti erariali che lo Stato potrebbe tendere una mano alle finanze degli Enti locali, che sono gli avamposti più sensibili ai problemi della collettività. I diritti erariali sugli spettacoli (e quindi la quota comunale) si sono stabilizzati. Il cinema (47,47%) dopo il duro colpo della concorrenza televisiva, si è consolidato. Anche negli altri settori: sport (27,84%), teatro (1,92%) e varie (24,77%) non sono prevedibili movimenti degni di nota. Considerato tuttavia l’incremento modesto ma continuo della popolazione, la sempre maggior attrazione del capoluogo sulle zone limitrofe della provincia facilitata dall’incremento dei mezzi di trasporto, e, non ultima, la naturale tendenza che si va manifestando dal cittadino di impiegare bene, piacevolmente, il proprio tempo libero, il proprio fine settimana, ci fa ritenere di poter contare sulla conferma di quella che è già una leggera tendenza manifestatasi negli ultimi anni. L’incremento che prevediamo è di circa 5 milioni all'anno. Per l'imposta sull’incremento di valore delle aree fabbricabili e contributo di miglioria specifica, sulla base degli atti amministrativi adottati e dei dati forniti dagli uffici comunali è possibile prevedere per il quadriennio un introito costante di 20 milioni annui come per il 1965. A seguito del recente appalto viene assicurato per l’affissione e pubblicità un maggior introito di 15 milioni annui, quindi 60 milioni nel quadriennio. L’IMPOSTA DI CONSUMO L'imposta di consumo, com’è noto, costituisce la maggior entrata per il Comune. Per essa si è ritenuto di compilare un prospetto analitico per un esame più dettagliato (Tavola X). Come si rileva, nell’ultimo quadriennio si è avuto nel complesso un continuo se pur non costante incremento. Esaminando singolarmente le principali categorie dei generi soggetti ad imposta, si può rilevare la diminuzione nel '62 delle bevande per effetto dell’imposta sul vino. Diminuzione tuttavia assorbita da altre voci. Nei materiali da costruzione dopo il notevole incremento negli anni ’62-’63-’64 si è verificata la nota diminuzione che andrà accentuandosi nel '66, in conseguenza dell'attuale ristagno del settore edilizio. Naturalmente non si vuole qui prevedere il perdurare della crisi della edilizia, per la quale invece si ha motivo di credere in una ripresa, sia pur non rapida; ma occorre considerare che ai fini dell'imposta sui materiali da costruzione la ripresa avrà effetto ritardato, in quanto l'assolvimento completo avviene a costruzione ultimata. Per questa ragione è stato possibile prevedere nel 1966 un introito di 85 milioni, rispetto ai 140 del 1965, previsione che troverà conferma con l'ultimazione dei fabbricati in fase di avanzata costruzione. Sulla diminuzione degli anni successivi invece influiscono quelle norme che sta attuando lo Stato e che prevedono l’esenzione deN'imposta per l’edilizia sovvenzionata. NeH’ultimo quinquennio, come si è visto, è stato possibile assorbire l'effetto negativo dei fenomeni suddetti mediante il naturale incremento generale del gettito per tutte le altre voci, in modo che l’andamento è sempre stato positivo, senza particolare appesantimento della pressione fiscale. Ciò dimostra che i consumi sono in continuo graduale aumento, e su tale aumento influiscono l'incremento della popolazione e la gravitazione sempre maggiore di buona parte della provincia sul capoluogo per determinati consumi. Sul graduale incremento dei consumi globali la Giunta ritiene di poter contare anche nel quadriennio 1966-69. La somma algebrica di questi fenomeni e diciamo anche una certa dose di prudenza ci inducono a prevedere per il 1966 consolidato l’introito lordo del '65 (872.000.000); per il '67 - '68 - ’69 rispettivamente di +20, +40, f 70 milioni (cioè una ripresa generale, una volta scontata la flessione edilizia) in modo da arrivare ai 942 milioni nel '69 con un maggior gettito complessivo globale di 130 milioni nel quadriennio. Dobbiamo precisare che l’aumento avvenuto e potenziale dell'II.CC. di questi anni non è solo frutto di un aumento di reddito ma anche della crescente partecipazione alla vita economica della città da parte della popolazione della provincia, partecipazione favorita dalle migliorate vie di comunicazione, dalla crescita dei mezzi di trasporto e dall'andamento sul