che, una volta completato, potrà essere inserito nel carnet del visitatore, ma soprattutto risultare un vivo elemento di quella vita artistica cittadina di cui vedremo più avanti una possibile, auspicabile articolazione. Nel centro storico in una zona nevralgica che abbraccia il Broletto, la Piazza delle Erbe, la Chiesa albertiana di S. Andrea, lungo l’asse della antica « strada vicinale romana » si impone il grossissimo problema del restauro del Palazzo Vecchio o Palazzo del Podestà ed il completamento del restauro del Palazzo della Ragione. Mentre per il Palazzo Vecchio si deve parlare di restauro totale, ed è auspicabile che tale esigenza sia sentita dall’intera comunità, a tutti i livelli, il Palazzo della Ragione ha solo bisogno di essere reso più « accogliente » con un nuovo impianto luce, un riscaldamento adeguato, la dotazione di servizi igienici e di uscita di sicurezza. Il Palazzo Te, da tanto tempo bisognevole di restauri statici ed artistici interessanti i principali elementi compositivi dell’architettura giuliesca, sta per conoscere finalmente l’intervento risanatore, grazie ad uno stanziamento da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, completato da altro finanziamento cittadino e interessante anche la sistemazione dell'ala sud del Palazzo che potrà essere adibita a congressi, riunioni, mostre, ecc. Attorno a questi tre poli di grande interesse artistico: Teatro Accademico, Palazzo Te e Palazzo Vecchio, si presentano necessari interventi restauratori alla loggia di Giulio Romano in Pescheria onde destinarla anche ad uso di maggior prestigio ed alle sale rinascimentali del Palazzo Alde-gatti, una volta usate dall'Università Popolare ed oggi concesse saltuariamente ad associazioni culturali per riunioni o manifestazioni di limitato afflusso. Con la prevista acquisizione del Convento e Chiesa di S. Paola, si prospetta il problema della valorizzazione della parte monumentale del complesso e il risanamento con piantamenti di verde pubblico di tutta la zona circostante, come pure è necessario prevedere la sistemazione degli accessi viarii e dell’area antistante la Chiesa del Gradaro, ora che il Convento è stato restaurato e affidato all'Ordine Religioso delle Oblate che, oltre ad ospitare bambini nel Collegio, può aprire al culto e ai turisti la Chiesa stessa. Il Museo Civico del Risorgimento, recentemente risistemato con decoro nelle sale del piano terra del Palazzo Ducale verso Piazza Sordello, con le successive donazioni ricevute ha ora necessità di estendersi in altri locali reperibili nell’attiguo stabile di proprietà deM’Amministrazione Provinciale, dato che il Palazzo Ducale non offre altre risorse di ampliamento pianimetrico. Conviene infine ricordare il necessario intervento, sia pure limitato all indispensabile, per riparare i danni provocati da un fulmine al monu- mento di Virgilio. Rientra certo nei compiti deH’Amministrazione pubblica sollecitare, incoraggiare, facilitare sul piano pratico anche il restauro di palazzi privati, come il Valenti ad esempio, che costituiscono vanto e patrimonio dell’intera città. Scendendo sul piano dell'attività culturale della città, è d’obbligo porre prima l'accento sulle difficoltà che le Amministrazioni pubbliche incontrano nel far approvare voci di spesa dedicate a manifestazioni artistiche. Ragione per cui la soluzione ideale rimane sempre quella di dotare un organismo (Ente Manifestazioni Mantovane) di un bilancio annuo autonomo che permetta ai responsabili nominati dagli Enti locali di programmare una attività, di normale consumo per la città, senza dover sottostare per ogni singola manifestazione al controllo preventivo. Il programma di manifestazioni da svolgersi nel 1966, centenario dell’annessione di Mantova al Regno d'Italia, a cui provvederà il Comitato appositamente costituito, troverà partecipe il Comune con un contributo di 5 milioni e un corredo di assistenza tecnica dei propri funzionari. Il discorso delle manifestazioni di interesse eccezionale che possono dare periodicamente uno squillo alla vita artistica cittadina, che possa essere inteso e raccolto anche da una popolazione turistica a largo raggio, si riallaccia alla necessità prima prospettata che tutti gli Enti cittadini trovino concordia di sforzi per operare in condizioni economico-organizza-tive di vantaggio. In tal senso il restauro e il riattamento del Teatro Accademico, della Sala della Ragione, del Palazzo Te, oltre che costituire un doveroso obbligo morale di conservazione del patrimonio artistico comunale, è altresì motivo di opportunità, onde ridonare un senso di dignità di vita a monumenti destinati ad accogliere ancora visitatori, spettatori di manifestazioni d'arte e congressisti. L’incentivazione alla scelta di Mantova quale sede di congressi e convegni una volta che la città sia attrezzata per accoglierli nelle sue strutture alberghiere, turistiche ed offra motivi artistici di rilievo, richiama pure alla memoria la perduta abitudine di ripetere annualmente nella nostra città una manifestazione fierìstica. Fiera che dovrà indubbiamente trovare una tipizzazione meglio di quanto non sia stato fatto in passato, se non vorrà confondersi con le numerosissime manifestazioni analoghe: e qui l’iniziativa dovrà essere preminentemente studiata dall Ente che meglio può individuarne i motivi più validi, la Camera di Commercio. Sul piano delle iniziative culturali è da ricordare che il 1966 vedrà Mantova ospitare nella « Case del Sole » grazie all’azione di sollecitazione degli organi pubblici cittadini, il Corso nazionale di studi montessoria-