Con l’attuale tariffa si ha infatti da una parte un beneficio per le famiglie che non si può non definire irrisorio, dall 'altra un notevole onere per una Azienda che, senza trascurare la propria funzione essenzialmente pubblica, ha il dovere di tendere con ogni mezzo aM’auto-sufficienza. Appare quindi opportuno prevedere un aggiornamento della tariffa in vigore, senza tuttavia abbandonare il principio della tariffa differenziata al fine di gravare meno sui consumi modesti che generalmente si riferiscono alle famiglie meno abbienti (8 me. al mese). Nè sarà ovviamente necessario prevedere attraverso le nuove tariffe il totale pareggio economico del settore acqua: esiste tuttavia la possibilità di un notevole alleggerimento del deficit gravando sull’utente in misura trascurabile per la generalità degli utenti. Altre misure, poi, potranno essere adottate per migliorare la situazione: risulta che il consumo annuo di acqua, malgrado il continuo aumento degli impianti, è in leggera diminuzione. Ciò è dovuto in buona parte all’esodo estivo di molte famiglie mantovane. Poiché il costo del servizio viene attualmente trasferito esclusivamente sul consumo, ne consegue che in determinati periodi dell’anno un numero apprezzabile di utenti ha a propria disposizione un servizio senza sopportarne anche in parte il costo relativo. Appare quindi opportuno prevedere l’impegno da parte degli utenti per un consumo minimo, che potrebbe coincidere con il consumo a tariffa ridotta. Non sarà un provvedimento di grande portata finanziaria, ma sarà tuttavia apprezzato per evidenti ragioni di equità. Una buona economia potrà essere realizzata nel settore delle fontanelle pubbliche, per le quali il Comune corrisponde circa 2 milioni all’anno contro un onere effettivo per l’Azienda di circa 12 milioni. Molte di queste fontanelle sono ormai di relativa utilità ed appare quindi possibile una migliore utilizzazione, mantenendo in continua efficienza quelle tradizionali che praticamente servono i rioni più popolari e i mercati, e applicando il rubinetto a chiusura alle altre. Grosso modo l’onere per l’Azienda potrebbe ridursi alla metà. Complessivamente, con l’adozione dei suddetti provvedimenti, si dovrebbe alleggerire il deficit del servizio erogazione acqua di un importo non inferiore ai 30 milioni. Il terzo elemento che incide, poi, in misura notevole sui costi dell'Azienda è dato dal personale, oggi esuberante rispetto alle attuali necessità. In passato I Azienda ha dovuto assicurarsi la mano d'opera necessaria per far fronte al riassetto della rete di distribuzione, all’estensione della stessa a nuove zone e sopratutto alle numerose richieste di nuovi allacciamenti. Le attuali e future esigenze non consentiranno di utilizzare convenientemente tutto il personale disponibile e si rende quindi necessario un progressivo alleggerimento, con l'adozione di misure che non danneggino il personale. I dipendenti che man man saranno collocati a riposo non verranno sostituiti fino alla eliminazione completa del personale esuberante, che si valuta in circa 20 unità. La stessa Commissione ha espresso il convincimento che entro il 1968 possono essere collocati a riposo senza alcun danno per gli interessati circa 15 dipendenti, con un alleggerimento di spesa di circa 40 milioni all’anno. Considerando quindi che dal 1967 il bilancio generale dell’Azienda possa considerarsi in pareggio per effetto dell'incremento dei consumi di gas e dell'utilizzazione dell’impianto di stoccaggio, si può sin d'ora prevedere la possibilità di coprire il deficit del 1966 con gli utili che si verificheranno negli anni 1968-1969. Si tratta di una previsione realistica che troverà facile conferma, pur tenendo conto che i benefici conseguenti alla riduzione del personale potrebbero in parte essere assorbiti da miglioramenti economici derivanti da contratti nazionali di lavoro o da disposizioni di legge. Questo per quanto riguarda il risanamento economico deM’Azienda. Per quanto riguarda infine la possibilità di nuovi impianti al fine di estendere la distribuzione del gas alle zone del forese che tuttora ne sono sprovviste, si può prevedere nel quadriennio un apprezzabile passo avanti. Il bilancio deM'Azienda prevede infatti ogni anno uno stanziamento di 63 milioni per fondo rinnovi impianti, che potrà essere in buona parte utilizzato, per la estensione della rete. E’ prevedibile infatti che circa 20 milioni all’anno saranno impiegati per la sostituzione di impianti non più efficienti, mentre circa 40 milioni saranno a disposizione per finanziare i progetti già allo studio per l’estensione della rete. Con una disponibilità di circa 160 milioni, nel quadriennio, sarà possibile portare il gas a Borgo Angeli, a Borgo Chiesanuova ed alla zona Lu-netta-Frassine. Il progetto di estensione della rete a Lunetta-Frassine terrà ovviamente conto della necessità di attuare, in un successivo tempo, la distribuzione del gas nelle borgate di Formigosa e Castelletto. Sarà infine possibile, sempre nel quadriennio, realizzare un nuovo impianto di sollevamento acqua nella Vailetta Paiolo o nelle vicinanze, con un serbatoio pensile della capacità di 3.000 me. che consentirà un servizio di erogazione dell'acqua più soddisfacente e, seppure in misura non rilevante, più economico. Concludendo, si può affermare che nel corso del quadriennio 1966-69 55