dirette a risolvere il problema. A sua volta l'Amministrazione Ferroviaria potrebbe contribuire almeno con la capitalizzazione della spesa che attualmente sostiene per la custodia del passaggio a livello. Meno urgente, ma non meno importante, il passaggio a livello di Viale Oslavia, al quale però è interessato solo il Comune, che non potrà quindi contare su alcun contributo. La concessione per l'esercizio del passaggio a livello scadrà fra otto anni, entro i quali il Comune è impegnato ad una diversa sistemazione dell'incrocio strada ferrovia. La sopraelevazione della strada non presenta particolari difficoltà e l'opera potrà essere compresa nei programmi per il miglioramento della rete viaria del prossimo quadriennio. Resta comunque preminente il problema della strada della Cisa sulla quale il traffico si fa ogni giorno più intenso, mentre sul Viale Oslavia scorre un traffico prevalentemente cittadino. Sul problema della Mantova-Peschiera la scelta è apparsa chiara negli ultimi tempi. Si tratta di sostituire il servizio ferroviario che segna un deficit sempre più forte, con servizio automobilistico. L’iniziativa è nelle mani delle Amministrazioni Provinciali di Mantova e di Verona che, anche come quota capitaria, sono le più impegnate. Mantova è interessata in misura sempre crescente al collegamento con il lago di Garda, sia attraverso i servizi pubblici sia attraverso una ef-ficente rete stradale, non soltanto per portare i mantovani al Garda ma per incanalare correnti turistiche dal Garda verso la nostra città. I servizi automobilistici della città sono affidati all’APAM cui il Comune destina un contributo annuo. La Giunta, pur deplorando che la C.C.F.L. abbia ridotto il contributo del Comune alla Provincia, sta ricercando una soluzione tecnico-finanziaria che permetta il mantenimento degli impegni con la consorella Amministrazione, che si assume così larga parte del deficit dell’Azienda che svolge un servizio di interesse collettivo. MASSIMA OCCUPAZIONE Una delle conseguenze più dolorose della crisi economica che il nostro Paese sta tuttora attraversando è indubbiamente la disoccupazione operaia. La nostra città ha risentito di tale fenomeno soprattutto nel settore edilizio, nel quale si è verificata una notevole diminuzione delle iniziative. Attualmente i disoccupati nel nostro Comune, secondo i dati forniti dall'Ufficio di collocamento nel mese di gennaio sono circa 1240 (la metà di essi appartiene al settore edilizio fra mano d'opera qualificata e generica) ; di essi 165 circa sono quelli in attesa di prima occupazione. z Indubbiamente nella stagione invernale si hanno le punte massime di disoccupazione ed un alleggerimento si avrà senz’altro con la primavera, per la ripresa dei lavori sospesi o per nuove iniziative. Purtroppo, però, il riassorbimento di mano d’opera nel settore edilizio non potrà essere completo, anche perchè occorre considerare che, oltre a disoccupati iscritti presso l’Ufficio di collocamento, esistono molti operai sospesi ed ammessi ai benefici della cassa integrazione salari, e saranno ovviamente i primi ad essere riassorbiti. In altri settori importanti, come il metalmeccanico e l'abbigliamento, la situazione è stazionaria (abbigliamento 85 operai circa, metalmeccanici circa 70) ma in leggero miglioramento per quanto riguarda invece gli operai sospesi, poiché alcuni stabilimenti hanno ripreso pressocchè al completo la propria attività. Ed è proprio in questi settori che l’Amministrazione Comunale, avvalendosi delle convenzioni stipulate a suo tempo per la concessione di agevolazioni industriali, ha potuto intervenire a vantaggio dei lavoratori. E’ stato possibile infatti, richiamando le ditte concessionarie al rigoroso rispetto degli impegni assunti, evitare licenziamenti. La sospensione degli operai, in luogo del licenziamento, comporta corri e noto un notevole beneficio per il lavoratore che percepisce parte del salario, dalla cassa di integrazione, mentre al datore di lavoro restano gli oneri relativi alle festività retribuite, alle ferie ed all’accantonamento dell’indennità di licenziamento. Le organizzazioni sindacali hanno apprezzato questo intervento del Comune, a tutto vantaggio di numerosi lavoratori. Negli altri settori, purtroppo, non è stato possibile far molto, non disponendo il Comune di mezzi per interventi diretti. Quali le prospettive per ¡I futuro, anche in previsione dell’aumento della popolazione ? Possibilità di grossi insediamenti industriali in un futuro immediato non sono prevedibili. Esistono fondate speranze che con la realizzazione di imporatnti sovrastrutture già previste quali l’autostrada ed il canale navigabile, l'industrializzazione della nostra città possa fare un ulteriore e decisivo passo avanti. Certamente l'Amministrazione comunale, che in passato ha concesso diversi incentivi con risultati soddisfacenti, seppur non potrà gravare ulteriormente il proprio bilancio con la concessione di contributi, dovrà in ogni modo adoperarsi perchè anche Mantova possa godere di una parte dei benefici del previsto incremento delle industrie nazionali. Il Comune dispone di vaste aree particolarmente adatte ad insediamenti industriali, che potranno essere cedute a condizioni di favore. Ma è dalla programmazione regionale e nazionale che è lecito attendersi una * 69