prevista in modo insufficiente e sull’imposta di famiglia prevista in misura eccessiva. Alla base parrebbe viziata la previsione per non allarmare i contribuenti nel primo caso (II.CC.) e da motivi demagogici nel caso dell’imposta di famiglia. Dall’estrema destra per contro, è ritenuto ancora insufficiente l’obiettivo dell’imposta di famiglia. I dissensi della Giunta a questi rilievi di fondo, non sono tanto nella previsione quanto in una scelta politica aderente ad una realtà. Saremmo molto lieti che le nostre prudenti previsioni sui consumi fossero largamente superate, ma non vogliamo superarle con una maggiore pressione fiscale: questo sarebbe assurdo. L’imposta di famiglia può e deve avere un maggior gettito, ma anche qui ci sono dei limiti. La Giunta conferma le proprie previsioni e ancora prima la politica di una giusta pressione sempre aderente ad una realtà economica e conferma la ricerca costante di una perequazione, per una equa distribuzione del carico tributario. La lotta contro la residenza di comodo, ci trova d’accordo, ma essa è in atto ed appartiene al nostro bagaglio morale più che ad una semplice volontà politica. Poco da dire sulla viabilità: un sostanziale accordo per la pavimentazioni necessarie, per l’illuminazione, per i semafori e la segnaletica, sul decongestionamento del centro cittadino e del centro storico. Ci è stato chiesto di rinunciare ad una maggior manutenzione in favore di nuove pavimentazioni. Dobbiamo insistere nel percorrere entrambe le vie perch: sono proprio le attuali pavimentazioni, per cui non è previsto un intervento a breve scadenza, che abbisognano di maggior manutenzione. Basti ricordare le preoccupazioni per gli asfalti, tutte le volte che si esce da una cattiva invernata, in relazione alla insufficienza dei fondi ordinari di bilancio per le manutenzioni. Sull’annoso problema delle strade private un principio giuridico ci impedirebbe di intervenire, abbiamo tuttavia già espresso l’opinione di tentare soluzioni ed interventi misti (Comune - privati) concordando preventivamente la ripartizione degli oneri così come è già stato possibile attuare, sia pure con difficoltà, in qualche quartiere. Nel settore della Scuola le critiche si sono fatte sentire in una discussione necessariamente più approfondita, poiché da vari lustri la scuola è stata la pupilla dell’Amministrazione, tuttavia in sostanza, le critiche non si sono mai concretate in controproposte. La situazione è notoriamente buona, anche se in qualche parte ancora carente: basta pensare alle ingenti somme spese e a quelle che ci si accinge a spendere (quasi un miliardo). L’analisi della popolazione scolastica che ha soddisfatto anche un settore del'e minoranze, denuncia limitatissimi settori di sovrapopolazione (Gradara e Martin di Belfiore) dove il piano prevede soluzioni. Per la quasi generalità il problema dei turni è un ricordo, essendo la densità La relazione del Sindaco media di popolazione scolastica al di sotto dei 25 alunni-aula, densità ritenuta più che soddisfacente. Non va dimenticato, e i mutui che stiamo pagando lo dimostrano, che le aule delle scuole elementari in breve volgere di anni sono più che raddoppiate. Le critiche da sinistra e da destra sono venute sui vecchi edifici scolastici dove ancora una volta la manutenzione, con i fondi del bilancio ordinario, è scarsa e dove tuttavia si ritiene che interventi massicci possano rendere più che soddisfacente la situazione, in alternativa al ritornello della scuola nuova il cui costo è circa dieci volte superiore. Il programma prevede scuole materne ed elementari in ogni quartiere. La scuola media è stata e rimane la preoccupazione di esigenze « a scoppio » che sono la naturale conseguenza di un’autentica rivoluzione qual'è appunto l’istituzione della scuola media dell’obbligo. Dopo un periodo assai tormentato di notevoli trasmigrazioni interne, dovute alla crescita della città e di istituzione della scuola media obbligatoria, riteniamo che la situazione, anche al confronto dei turni, sia assai più soddisfacente di quella di quasi tutte le città vicine. La situazione dell’ex Caserma Palestra è da noi stessi ritenuta provvisoria, non dimentichiamo che se da un lato siamo in leggera crescita, dall’altro su 2.800 studenti medi iscritti in città, oltre 600 provengono da altri Comuni. Non è questione di comprensorio, ma di un fenomeno che il tempo ed altre Amministrazioni ridimensioneranno. Sul piano della scuola professionale, al di fuori della Scuola d’Arte e dell’Istituto per il Commercio che superano gli stessi nostri compiti d’istituto, abbiamo eia tempo interessato l’Amministrazione Provinciale che, siamo certi, non trascurerà il problema nei propri programmi. Sulle colonie nulla è stato rilevato e possiamo dire che si affacciano soluzioni per una grossa colonia marina consortile che può risolvere le esigenze previste nel piano. In tema di assistenza agli anziani, nessuna contrapposizione di fondo: ci è stato fatto l’appunto della carenza di uno studio esteso a tutti gli anziani. Non rigettiamo l’idea, anche se difficile da realizzare e dispendiosa di energie. Non dimentichiamo che principale componente del fenomeno attuale è la situazione economica generale, non disgiunta dai rapporti effettivi nell’intemo della famiglia, e, altro componente è il farraginoso movimento pensionistico in atto. Temiamo che indagini campione non darebbero risultati attendibili. A terreno sgombro e ad orizzonte più chiaro il problema potrà avere una valutazione anche numerica più precisa. La nostra attenzione ad un Geriatrico moderno e più capiente è nettamente condivisa e così pure la politica di allargamento dei sussidi domiciliari. Non vogliamo apparire ottimisti, ma è certo che la dilatazione del sistema pensionistico obbligatorio ridurrà in prospettiva le funzioni del Comune, e il moderno Geriatrico potrà assumere le caratteristiche di un pensionato per anziani. Pure il problema dell’igiene del sottosuolo non ha portato in fondo a con- 7