La relazione del Sindaco Per l’ampliamento della rete del gas, non rigettiamo la tesi comprensoriale, pur con le difficoltà che comportano gli ostacoli posti dalla SNAM. La precedenza però spetta comunque ai cittadini del nostro Comune, quali quelli di Angeli, Chiesanuova, Lunetta, Frassine, e posteriormente Formigosa e Castelletto. In sostanza la Giunta ribadisce la propria posizione per il risanamento dello attuale deficit nel piano quadriennale. Molta sfiducia l’estrema sinistra ha manifestato nel settore abitazioni. Sia nell’utilizzo della Legge « 167 » che sull’incentivazione a risanare le vecchie case del centro. E’ solo una ipotesi pessimistica. L’edilizia sovvenzionata ha già un conto di quasi 4 miliardi nel quadriennio, suscettibili di aumento. Al Comune spetta il costo di inurbamento per cui si affacciano già possibilità di contributi. Per il risanamento delle vecchie abitazioni, le nostre indicazioni, seppure finora non hanno dato risultati, interessano assai, sia la proprietà edilizia che l’Associazione inquilini da noi interpellata in un vasto giro di orizzonti con i vari Enti economici e sindacali. Abbiamo intenzione di insistere e quanto prima smuoveremo il problema con una tavola rotonda che interessi anche i costruttori e gli Istituti di Credito. Infine, sulle grandi vie di comunicazione, ci viene sempre dalla estrema sinistra una indicazione a favore delle superstrade in alternativa a nuove autostrade. La Brennero è quella che è, la Cremona-Mantova-Ferrara-Monselice è ancora nella fase di idea e la scelta tecnica sarà esaminata, quanto meno da noi man tovani. Lo studio comprensoriale per le circonvallazioni esterne verrà portato avanti in accordo con la Provincia. E in tale accordo rientra l’interessante soluzione della strada in fregio al costruendo Canale navigabile a sud della città. In tema di canali navigabili, l’intervento è ai pubblici poteri (come pure il potenziamento delle ferrovie) a livello regionale e nazionale, e cioè per noi in posizione rivendicativa. In tema di ferrovie, le due grosse questioni sono riemerse: Mantova-Peschiera e passaggio a livello a Porta Cerese sulla Cisa. Il dissenso è palese. La nostra posi zione è di risolvere il primo con la trasformazione che però salvaguardi la posizione del personale, il secondo — d’acco -do con la Provincia, con l’ANAS e la Fer rovia — su scelte tecniche, ma con senso realistico senza sposare anticipatamente soluzioni troppo costose che poi si palesano irrealizzabili. In sostanza il piano, ci si dice, è troppo poco protestatario. Il piano per noi è una programmazione di entrate e di spese e quindi di attività concreta. Non mancheranno ordini del giorno, di auspicio, di sollecitazioni, ed anche di protesta. Sono cose queste a lato e non parte integrante del piano. Per quanto riguarda dizioni che possono apparire poco chiare, ma dietro alle quali esiste un sostanziale accordo, siamo pronti a rivederle, allo scopo di maggiore chiarezza. E per concludere esprimo un vivo ringraziamento alla Commissione consiliare per l’apporto che certamente risulterà utile al dibattito che ci accingiamo a fare. Gli interventi dei rappresentanti i Gruppi Consiliari Avv. CARLO RASPANTI P.L.I. Dichiariamo che il nostro atteggiamento deriva dalla convinzione che ci siamo formata che il programma quadriennale presentatoci può essere definito, come un autorevole esponente deila D.C. ebbe a definire il Piano di programmazione presentato dal Governo : il libro dei sogni od il piano dei sogni. F. noi liberali, sospettati dagli altri gruppi di opposizione di essere dei fiancheggiatori del I Centro Sinistra, non veniamo meno a tale sospetto quando vi lodiamo, ma per avere fatto dei >ogni magnifici. Senza con questo negare che ii lavoro fatto dalla Giunta è senz’altro encomiabile e per la ponderosità di esso e per i vari problemi trattati e per la dovizia di dati I s: alistici, per il complesso dell’opera che ha richiesto indubbiamente studio e lavoro e che I rileva buoni propositi, senza dubbio, ma che noi riteniamo irrealizzabili. Tutte ottime cose quelle alle quali la Giunta ha pensato, ottime cose che rivelano, sì, I che sono presenti alla Giunta per la loro realizzazione e che tutti noi, di maggioranza e di I minoranza, vorremmo che fossero realizzate per il bene della nostra Città. Ma troppo belle per-I chè sia possibile realizzarle nei quattro anni a venire, troppo belle perchè sia possibile realiz-I zarle con i mezzi di cui si dispone e disporrà nei prossimi quattro anni. Ecco perchè ho parlato di sogni. Perchè il Comune non deve regolarsi come il saggio padre di famiglia e pur ricono- I scendo che certe opere non sarebbero di carattere diciamo voluttuario, ma necessarie perchè I utili alla cittadinanza, pur riconoscendo che certe altre opere concorrerebbero ad un miglio-I ramento della vita cittadina, pur riconoscendo che determinate richieste della cittadinanza sa-I rebbero da esaudire perchè la nostra Città appaia sempre più bella e moderna, pur ricono- I scendo che nulla che costituisca spreco viene proposto o chiesto, non oppone il limite dei I mezzi per fare quanto si vorrebbe che fosse fatto? Perchè il Comune, che ha un gravosissimo deficit e riconosce, come la Giunta ha scritto I < ui, che «un qualsiasi piano realistico non può prescindere dalle possibilità finanziarle del-l i .nte », si avventura, mi sia consentita l’espressione, in un programma di opere che è larga-I niente eccedente rispetto a tali possibilità? In un programma di opere in cui tutti concordia- I ino, riconoscendo che esse sono necessarie, che tutti, di ogni gruppo, ameremmo vedere com- I pmte, la cui realizzazione tutti, ogni gruppo, porremmo nel nostro programma di ammini- I si razione ,ma che non può che restare una fervida speranza, e quindi oggi un sogno, per le I limitate risorse finanziarie. Non è che non si renda conto la Giunta di tutto questo. Rileva che le possibilità del Bilancio ordinario non consentono il soddisfacimento degli innumerevoli bisogni della collettività, riconosce che il deficit del biancio è tale per cui « non può ovviamente essere disatteso I l'obbligo dell’Ammimstrazione di contenere il più possibile il disavanzo ». Però... mentre ricor-I da a se stessa questo obbligo di contenere il disavanzo, si propone altre spese che tale disa-I vanzo aggraveranno, confidando in sovvenzioni statali e nella possibilità da parte del Comune I di contrarre altri mutui. Possibilità peraltro limitata.