potrà risanare nel tempo la situazione dell’intero settore residenziale, che oggi non può certamente ritenersi rosea. Il prof. Finzi accenna anche al decentramento delle attività comunali non solo come decentramento di uffici e servizi, bensì soprattutto con la costituzione di organismi democratici di quartiere che esprimono la volontà dei cittadini, che mantengono un costante collegamento con gli organi centrali del Comune e capaci di esplicare un’opera direzionale nei confronti della collettività. Da ultimo, sul problema della massima occupazione, il prof. Finzi, sostiene che, se sono auspicabili ulteriori futuri insediamenti industriali, è pur tuttavia necessario che l’azione pubblica esplichi un ruolo di direzione e regoli le scelte orientandole ad obiettivi di utilità generale; si tratta di iscrivere le esigenze alla economia mantovana nel piano di sviluppo della economia lombarda e nazionale nel quale le industrie nazionalizzate sono determinanti; le nazionalizzazioni, gli investimenti di capitale pubblico rappresentano gli strumenti fondamentali per la lotta contro il predominio dei monopoli sulla vita economica italiana. Queste le idee che i nostri rappresentanti dovrebbero sostenere tenacemente in sede di comitato regionale se è vero che si vuole raggiungere l’obiettivo della massima occupazione anche nella nostra città. Dott. ETTORE SARZl SARTORI M S. I. Siamo profondamente convinti della urgente necessità di una programmazione in campo locale e nazionale per meglio disciplinare tutti i problemi che investono la vita economica del Paese. Senza di essa qualsiasi impostazione d’ordine sociale, economico e amministrativo sarebbe un non senso, una nave senza bussola in pieno oceano. Gravi crisi di settore e territoriali hanno colpito la nostra economia solo perchè è sem pre mancata una seria, responsabile programmazione. Una articolata e bene coordinata economia, in questo ultimo ventennio, ha lasciato il passe alla faciloneria, alla spregiudicatezza alla superficialità economica. Gli stessi ministeri, ognuno nel proprio campo, hanno sempre agito con la massima e colpevole indipendenza e libertà di azione, senza tenere conto che ogni organismo diventa utile e funzionante solo se bene coordinato ed articolato con tutti gli altri. In luogo di una saggia economia ha sempre prevalso la demagogia politica, quando non hanno fatto presa la speculazione e la corruzione. A questo punto i politicanti di bassa lega ci ricordano a loro merito, d’avere fatto risor gere a grande vita la nazione dopo le gravi rovine della guerra, dimenticando troppo faci! mente, ed ingenuamente, che altre nazioni più dissetate della nostra sono risorte in modo esemplare solo per merito di governanti capaci e saggi, e per merito di programmazioni beni inquadrate. La Germania può parlare in questo campo al mondo, con sommo orgoglio, e con la profonda soddisfazione di non essere caduta, per sprovvedutezza, in quel fenomeno congiuntu rale che assilla e turba il centro sinistra. Lasciando da parte le recriminazioni e per parlare in modo obiettivo, sereno e responsabile, purtroppo non vediamo nello sforzo della programmazione, che prende la mano ai nostri uomini politici, alcunché di rassicurante perchè, nostra impressione, è che manchino i programmatori, e laddove sembra ci siano, sono disorientati da divergenze preoccupanti, perchè impastoiati in formule politiche, economiche ed ideologiche contrastanti. L’immobilismo del centro sinistra lo si deve a queste profonde divergenze. Anche in questa Sede abbiamo avuto l’impressione che molti problemi non siano risolti in funzione economica, ma spesso solo in omaggio ad una demagogia politica nettamente in contrasto con le esigenze di una sana amministrazione. A parte le esigenze tattiche e strategiche comuniste, che ben conosciamo, il grave e il ridicolo è offerto dai dissensi che sempre più frequentemente si manifestano in seno agli uomini degli stessi partiti di maggioranza. Il centro sinistra si identifica con la programmazione. Si sono istituite commissioni, mobilitati tecnici, si sono accese polemiche altisonanti, si 16 z sono consultati tutti i vocabolari; chi la voleva coercitiva, chi indicativa ecc.. Si sono messi in crisi governi e cambiati ministri del bilancio in modo da rendere quanto meno fiabesco questo libro di sogni tormentosi, eppure la programmazione è ancora una parola e non una realtà; è un disaccordo e non un accordo di politica economica. Ora i contrasti all’interno della maggioranza sono sul come bisognerebbe approvarla: i i socialisti la vogliono subito, prima delle ferie parlamentari e sotto forma di legge ; i democristiani paiono di avviso diverso, insomma si continua a discuterne perdendo di vista che nel frattempo le scelte contenute nel programma sono diventate anacronistiche e appartengono a fasi economiche largamente superate. Siamo di fronte a due mentalità diverse, dice uno dei maggiori giornalisti filo-governativi. Il ministro Colombo in una sua ultima conferenza sottolineava la situazione poco lieta e annunciava, come un monito, che le entrate del primo quadrimestre deU’anno in corso erano risultate inferiori al previsto e che mancando i fondi per il piano della scuola ci si vedeva costretti a contrarre debiti e ad aumentare le imposte. Sulle stesse posizioni di Colombo troviamo Preti, Tremelloni, Scalfaro, Andreotti ecc. Si afferma inoltre che vi sono uomini di governo che ragionano come di solito si ragiona nelle farmacie di paese, o nelle piazze, e cioè indulgendo a tutti i luoghi comuni demagogici e suggerendo indirizzi e decisioni sconsigliabili. Queste due mentalità finiscono quasi sempre col conciliarsi in un compromesso, e così si fanno quelle leggi che sono sempre sospese tra le sciocchezze e il ravvedimento. Per concludere; quello che abbiamo detto sul piano nazionale, purtroppo si riflette negli Enti locali. Facciamo pure questa programmazione, ma sia il frutto di studi seri e approfonditi, sulla scorta delle programazioni e sperimentazioni già avvenute da anni negli altri paesi, aggiorniamole al nostro ambiente, ed alla nostra mentalità, nonché alle nostre possibilità. Operiamo il necessario al di fuori delle esigenze della politica demagogica con saggezza e solo in omaggio a giusti e sani principi di vera socialità. Le sperequazioni che in ogni campo offendono ancora i veri principi di giustizia devono essere eliminate se effettivamente si vuole operare per il progresso, e nell’interesse di tutto il popolo. 0*i. GIANNI USVARDI P. S. I A nome del gruppo socialista è intervenuto il consigliere on. Gianni Usvardi, il quale ha esordito precisando che le linee programmatiche di spesa quadriennale sono state avanzate dalla Giunta di Mantova per discutere e trovare nel Consiglio quella unità di intenti che serva a rafforzare gli interessi della città, inquadrando le sue esigenze nel quadro della programmazione regionale e nazionale. E’ certo che il piano identifica delle scelte di spesa, che debbono fornire alla cittadinanza la informazione precisa da dove muoveranno gli sforzi di attività del Comune nella azione non di ordinaria gestione, ovvero negli investimenti pubblici di interesse collettivo. Il consigliere on. Usvardi ha così continuato: «Il piano deve essere visto come un piano di attività che cerca anche di inserirsi attivamente in quello che sarà il piano quinquennale di sviluppo economico, non contraddicendone le finalità ». A proposito delle critiche dei comunisti che avrebbero voluto più che un piano di spesa quadriennale, un piano comunale di grandi propositi programmati, il consigliere socialista ha ricordato le difficoltà finanziarie deH'Amministrazione, il crescente carico di compiti che il Comune va assumendo, soprattutto ha ricordato che il piano di sviluppo nazionale dà ai Comuni la funzione di collaboratori, attivi fin che si vuole, ma non di sostituti degli indirizzi che il programma quinquennale faticosamente il Parlamento va definendo. Parlando del significato sperimentale del piano — l’on. Usvardi — si è soffermato sulle possibili variazioni correttive, che esso potrà subire, così come è largamente cosa consueta nei Paesi ad economia programmata. Ed ha sottolineato che la formulazione avanzata dalla Giunta è il frutto di un esame di esigenze. « Le cose contemplate nel piano sono tutte cose che avranno la loro definizione neìla stesura ben precisa, definitiva, che si avrà dopo il dibattito, che non può essere considerato la Passerella delle singole opinioni personali, ma il mezzo perchè ognuno apporti il proprio con- 17