tributo in vista della formulazione delle soluzioni migliori, atte a far si che la città sia polo di iniziative nei confronti della Provincia di cui è capoluogo. Mantova è molto importante, non solo per la posizione geografica, ma perchè il suo Sin daco con il Presidente della Provincia ed altri rappresentanti è membro del Comitato per il Piano Regionale di Programmazione, e in quel Comitato potrà difendere gli interessi dei mantovani ». Si sono sentite due contrapposte posizioni: dopo i comunisti che hanno parlato della insili ficienza di impegni, i liberali hanno detto che mancando le disponibilità dei mezzi finanziar necessari è inutile prospettare o programmare le soluzioni per tanti problemi. L’on. Usvard; a questo punto ha proseguito dicendo che per ottenere bisognerà battersi e perseguire il prò gramma formulato con impegno instancabile e fermo. I comunisti non possono solo criticare il piano per rinvio della riforma della finanza locale, che anche noi denunciamo, ma debbono essere realisti e battersi con tutto il Consiglio. « Se i Comuni non avranno la possibilità di vivere e di agire, si affosserà la democrazia perchè nei Comuni la collettività sente non solo i propri interessi, ma l’identificazione delle basi stesse dello Stato ». Con. Usvardi ha ribadito quindi che il suo Gruppo e tutto il Gruppo di maggioranza sono per la riforma della finanza locale. Tutti vanno dicendo che vi sono leggi superate, strumenti anacronistici, addirittura leggi sbagliate, perchè hanno portato solo danno a più Enti, ma anche per esempio all'agricoltura e ai Comuni che ancora attendono i miliardi di cui sono legittimi creditori per il dazio sul vino. « Noi siamo d'accordo cne òtato e Comune devono integrare la loro attività e modificare i loro rapporti e ciò sarà possibile solo se si addiverrà alla riforma della finanza locale ». Ha affermato poi che il piano mantovano non è avulso dal piano Pieraccini, nè da quello regionale. Il fatto che nel piano Pieraccini non si parli di Mantova non è motivo di molta rilevanza (infatti non si parla nemmeno di moltissime altre città, perchè esso è un piano di carattere generale e non particolare) ma di noi si parlerà a Montecitorio. L'On. Usvardi ha respinto l’accusa di moderazione, per le linee quadriennali mantovana, moderazione presupposta dall’opposizione per « non disturbare il manovratore », ed ha illustrato la realtà nella quale la Giunta ha ragione di ritenere di essersi inquadrata. « Se è vero che il piano nazionale in questo momento è in slittamento è anche vero che esso è in lento divenire, come dimostrano le leggi presentate e votate. Non è poi vero che la maggioranza abbia delle perplessità nei confronti dei comprensori. Si intende solo inquadrarli nella realtà alla luce della teoria e dell'esperienza. E’ pacifico, d’altra parte, che gli Enti Locali devono avere una loro parte in quel piano di coordinamento regionale che prefigura già la Regione, nè si può lasciare che le grandi decisioni siano assunte' dai più forti, si chiamino essi metropoli o grandi trust aziendali o meno. Mantova non vuole essere la Danimarca, ma nemmeno solo la zona di svago e di turi smo di Milano. Per questi motivi si persegue il miglioramento dei servizi, attraverso le infrastrutture, perchè senza di esse non può valorizzarsi un territorio. Mantova vuole delle industrie, non vuole certo essere una Provincia deserta di pascolo o meta di week-end. La battaglia del’a Giunta Municipale è dunque quella di tutta la Provincia, intesa a valorizzare tutto il territorio del mantovano. Per questo fine le infrastrutture sono un elemento fondamentale (si veda ad es. le idrovie in discussione ormai da dieci anni, la Brennero-Modena ora finalmente in fase di attuazione, ecc.). Mantova non vuole perciò essere la fucina di giovani forze per altre provincie o Paesi non vuole essere sacca di assorbimento di nessun hinterland milanese o no ». E’ stato detto che non si è guardato alla modifica delle strutture delle nostre campagne, ma se in questi anni è avvenuto un incremento del reddito, bisogna ricordare che ciò è avvenuto perchè si sono avuti a Mantova insediamenti industriali, cioè si sono creati posti di lavoro con largo assorbimento di mano d’opera delle nostre campagne. Per questo siamo anche d’accordo che nuovi rapporti con i Sindacati devono essere perseguiti. Ma l’affermare che non si è operato lealmente nei riguardi dei lavoratori è semplicemente gratuito. Il piano stesso è stato discusso giustamente con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali ». Circa l’affermazione che manchino nel piano le scelte socialiste, ha osservato il consigliere Usvardi che esse esistono chiaramente e troveranno conferma nella realizzazione di opere che hanno permesso il superamento di formule arretrate di aiuti alla collettività e hanno messo in essere moderne iniziative di servizio sociale. Per quanto riguarda i laghi il capogruppo socialista ha elencato una serie di finalità e di impegni estremamente chiari. 18 z Ha sottolineato come sia chiaro a tutti che i problemi dei laghi sono sentiti profondamente e come maggioranza e come cittadini, quindi ha respinto l’accusa che non sia operato con sufficiente responsabilità. Il problema dei laghi oggi come oggi, ha invero portato dei risultati positivi. L’Amministrazione ha perseguito una scelta di carattere prioritario. « Oggi la città non è più minacciata dalle acque, mentre nel novembre 1951 tale grande pericolo era permanente. Questo elemento prioritario è stato perseguito anche dagli organi dello Stato. Il primo obbiettivo è stato raggiunto e quindi è tempo si possa ora dimenticare le piene, il che costituisce un grande risultato, tanto auspicato dai nostri padri. Il secondo problema è quello dell’igienicità altro problema vecchio di secoli. Il problema igienico è legato allo smaltimento delle acque di rifiuto della città e la costru zione del grande collettore per convogliare le stesse verso il fiume a valle dei laghi è senz’altro un primo importante passo. Il terzo problema è quello della sistemazione dei laghi dal punto di vista paesaggistico. Con il 30 giugno scade la famosa legge sui fiumi, legge che però sarà ripresentata e sarà compito di tutti fare in modo che quei fondi stanziati vengano indirizzati anche verso Mantova. Su questo argomento i gruppi di maggioranza sono d’accordo per la formulazione di un ordine del giorno comune che definisca le finalità e sugli intenti dell’Amministrazione sull’argomento ». Infine, ha affermato di credere nel coordinamento col Comitato Provinciale per la programmazione e si augura che tutti i Comuni della provincia possano discutere in seno a questo Comitato, perchè ritiene che solo così l’azione contro il municipalismo deteriore possa avere successo. A proposito del Piano Intercomunale Milanese, l’on. Usvardi ha ricordato che l’on. Ferrari, ex Sindaco di Milano (piano così esaltato da parte comunista) Io ha così definito due mesi fa: « problema di grande importanza e di grande utilità; purtroppo è già giunto ad una terza edizione — il piano Hazon — ma solo a parole, senza cioè che dalle idee si sia potuti passare alla loro attuazione e ciò è di grande danno per Milano, per la Regione lombarda, per tutti ». L’cn. Usvardi ha concluso che a tale ritardo, ormai di dieci anni, possa essere messo finalmente rimedio con l’attuazione della programmazione anche in campo nazionale, programmazione nella quale si è augurato che Mantova, con il piano presentato dalla Giunta Municipale, possa inserirsi per le migliori fortune della collettività cittadina. Avv. ALBERTO RUBLRTl P.S.D.I. Ruengu innanzi tutto doveroso da parte nostra rivolgere un ringraziamento alla Giunta per l’importante lavoro svolto: il piano di programmazione quadriennale che ci è stato presentato, costituisce, di per sè solo, un risultato positivo, sia sul piano amministrativo che sul piano politico. Programmare significa vedere organicamente tutte quelle che sono le esigenze della collettività e prefigurare le realizzazioni atte a soddisfarle. Significa, quindi, vedere meglio e più compiutamente la realtà sulla quale dobbiamo operare per convogliare tutte le energie disponibili verso quei traguardi che l'Amministrazione ha pusto come risultato finale della propria attività. Programmare, infine, significa inserire la vita comunale nel contesto della politica amministrativa regionale e nazionale, esigenza questa imprescindibile per un Comune moderno, teso verso il futuro, impegnato in realizzazioni che trascendono i suoi limiti territoriali. Queste peculiari caratteristiche noi le ritro/iamo nel nostro piano quadriennale, il quale, partendo da una approfondita indagine della situazione mantovana, indica in modo serio, realistico, senza nulla concedere alla facile promessa demagogica, gli obiettivi che possono essere raggiunti nel quadriennio. Alla Giunta pertanto, deve andare il nostro appoggio ed il nostro plauso. Naturalmente, le minoranze hanno rivolto obiezioni e critiche al piano. Noi ce le attendevamo, anche se, in verità, pensavamo che esse sarebbero state meno asPre, meno strumentali, più obiettive. Da parte liberale si è rispolverato la vecchia tesi del buon padre di famiglia che non si avventura in nessuna operazione finanziaria se non quando sia ben certo di avere i soldi 19 ìt