necessari nel cassetto. Da qui la sconsideratezza della Giunta, a detta dei liberali, per avere previsto spese che le finanze comunali non possono consentire. Una semile tesi non trova giustificazione nemmeno sul piano strettamente economico: il mondo industriale ed imprenditoriale non sarebbe quello che è oggi se avesse atteso le preventive coperture finanziarie degli impianti che è andato via via costruendo o delle operazioni che è andato via via attuando. Tanto meno il discorso può valere nel campo della pubblica amministrazione ove imprescindibili esigenze sociali impongono urgenti e improrogabili realizzazioni. Seguire la tesi liberale significherebbe paralizzare la vita della città, frenare il suo sviluppo, allontanare la pubblica amministrazione dalla realtà economica che ci circonda, realtà che, al contrario, deve essere eccitata, spinta verso traguardi sempre più lontani. Più impegnata, più importante è stata la critica comunista, la quale tuttavia ha avuto questa caratteristica peculiare: quella di denunciare lacune e carenze non tanto del nostro piano, quanto del nostro sistema legislativo. Il discorso comunista avrebbe trovato sede più consona nel Parlamento, poiché, se lo Stato non è ancora intervenuto in determinati settori e nei confronti di determinate categorie, ciò non può essere posto a carico, evidentemente, dell’Amministrazione Comunale di Mantova. II gruppo comunista insomma, ha preso lo spunto da questa discussione per proseguire la propria battaglia politica, che, come tale, è pur sempre rispettabile, ma non pertinente al nostro discorso e comunque implicante valutazioni di natura politica ed ideologica che non riguardano minimamente la reale, concreta, quotidiana attività della nostra Amministrazione. E’ da sottolineare inoltre il tono oltremodo aspro della polemica comunista; si sono preconizzati, in modo gratuito, disastri amministrativi per giungere alla affermazione, altrettanto gratuita, di clamorosi fallimenti della attuale formula politica di maggioranza. Vale allora la pena di ricordare ai comunisti che proprio in questi giorni, buona parte dell’elettorato italiano ha riconfermato la propria fiducia al centro sinistra, rafforzandolo ulteriormente con un consenso di voti sensibilmente più largo; e mi sia consentito sottolineare che a questo successo il partito Socialista Democratico Italiano ha contribuito, percen-centualisticamente, nella misura maggiore. Per obiettività, comunque, devesi riconoscere che non tutti gli interventi comunisti sono stati improntati a tale polemica strumentale e demagogica. Si sono anche avuti suggerimenti e indicazioni utili e costruttivi che la Giunta, in sede di commissione, è stata ben lieta di accogliere per migliorare il proprio lavoro. Degli specifici temi trattati dal piano, molto si è discusso. Numerosi Consiglieri della maggioranza e della minoranza hanno già ampiamente esaminato gli aspetti di ogni singolo argomento: non ritengo pertanto opportuno ripetere le molte cose già dette. Mi sia permesso soltanto un accenno al problema dei laghi, problema così pressante e così indilazionabile. Innanzi tutto è a dire che esso non potrà essere definitivamente risolto se non con il massiccio intervento dello Stato. Il Comune, come tutti sanno, da solo, non ne avrebbe le capacità finanziarie. Tuttavia occorre anche dire che questo problema ha già avuto la sua prima e più importante soluzione, quella della difesa della città dalle acque. Ormai il peri colo, che da sempre aveva minacciato la nostra città di essere invasa dalle acque, è defini tivamente scongiurato. Tutti sanno quali imponenti opere idriche siano state necessarie per giungere a questo primo risultato. Ora occorre affrontare il secondo aspetto del problema, quello igienico, a cui è legata la soluzione definitiva della sistemazione dei laghi. Anche a questa seconda parte del problema si è dato l’avvio con la redazione da parti del competente Ministero, del progetto del grande collettore delle acque bianche e nere che costituirà la spina dorsale della rete delle fognature e sono già stati stanziati un miliardo i trecento milioni per la sua costruzione. A questo si affianca il progetto della rete di fognature della città, per il quale il nostro bilancio ha previsto una spesa di venti milioni. E' a dirsi che, se nel quadrienno la rete delle fognature troverà soluzione concreta caratterizzerà da sè sola, in modo altamente positivo, questa Amministrazione. Il problema dunque costituisce una delle maggiori preoccupazioni della nostra Ammini strazione che ad esso dedica tutta la propria attenzione ed il proprio interessamento. Molte altre sono le importanti opere previste dal piano in ogni settore dell’attività comu naie : dalla viabilità, alla scuola definita « la pupilla » della Amministrazione, dalla casa all." assistenza, dalla sanità alle attività culturali, dalla zona annonaria alla pubblica igiene, dallo sport al turismo. Tutta una serie di opere che contribuiranno a rendere la nostra città più moderna, più vitale, più adeguata alle esigenze della collettività mantovana. Il nostro auspicio è che tutti quanti insieme, con sforzo comune, si operi affinchè il pro- gramma possa trovare completa realizzazione. Se questo traguardo sarà raggiunto potremo ben dire di avere lavorato con profitto. z Rag. EMILIO FANIN D. C. Prendendo la parola a nome del gruppo d.c., il consigliere Emilio Fanin, dopo aver respinto alcune affermazioni del capo-gruppo comunista e del liberale Raspanti, ha detto: « quando la Giunta pose mano alla stesura delle linee per il piano quadriennale di attività, aveva la possibilità di impostare il lavoro in due modi: — o sviluppare tutto un discorso sul futuro di Mantova e cioè sulle prospettive di sviluppo della Città, viste, ovviamente, in un contesto comprensoriale e alla luce delle indicazioni che provengono dal Comitato regionale lombardo per la programmazione; — o mettere in evidenza le attuali concrete esigenze con le relative soluzioni atte a soddisfarle. Di fronte a queste due possibili strade, non necessariamente antitetiche, la Giunta ha preferito seguire la seconda, senza peraltro trascurare completamente la prima, come si può notare da ben precisi discorsi contenuti nel progetto di piano che ci è stato presentato ». A questo punto, il consigliere Fanin, dopo aver analizzato alcuni aspetti del programma presentato dalla Giunta e dopo aver affermato che « la Giunta stessa ha dimostrato, attraverso l’impostazione di discorsi di vasto respiro, una buona dose di coraggio e una chiara volontà di risolvere per quanto obiettivamente possibile molti problemi che da anni assillano Mantova », ha continuato dicendo: « Ma credo proprio che valga la pena di soffermarci un momento su questo « per quanto obiettivamente possibile ». Certo! — ha aggiunto Fanin — l’Amministrazione comunale in quattro anni non potrà risolvere tutti i problemi di Mantova. Ma dall’essere convinti di questo, al voler bloccare ogni iniziativa trincerandosi dietro la denuncia che è tutto da riformare, passa quella differenza che dimostra la disponibilità o meno dei singoli grupppi, dei singoli consiglieri ad iniziare, sia pure dalle diverse posizioni politiche, un’azione che deve tendere a dimostrare che le autonomie locali ed intermedie, ben coordinate in un quadro organizzativo che dovrebbe avere nelle Regioni un suo cardine fondamentale, sono oggi indispensabili per avviare a soluzione e così incanalare quelle generali esigenze di libertà e di crescita civile che si esprimono nelle moderne società pluraliste. « Ecco, dunque, che da queste osservazioni scaturisce per noi tutti e per la stessa Giunta un impegno ben preciso. « Con le linee per il piano quadriennale, la Giunta ha cominciato a percorrere una strada che ci porterà molto avanti. Oggi, infatti, noi siamo chiamati a discutere su un vero e proprio programma d’attività su un programma chiaro, preciso, quasi matematico. Un programma che senz’altro il gruppo consiliare democristiano approva. Ma se noi ci limitassimo a questo, fermeremmo il nostro lavoro a metà, perchè oltre ai problemi presi in esame da questo p ano, ne esistono altri che si riferiscono all’altro modo di impostare il discorso sulla pro-g; animazione e sono cioè i problemi dalla soluzione dei quali non dipende solo il futuro di una via, di una scuola, delle fognature o di uno stesso quartiere, ma di tutta la città ed anche dell’intera provincia. « Ma questo discorso sui grossi problemi e sul piano di sviluppo di Mantova può essere fatto in questa sede? Ecco, direi a questo proposito che in quest’aula qualcuno ha voluto giocare sull’equivoco. « La Giunta ha proposto alla nostra attenzione un piano d’attività, se vogliamo ha reso a male, aggiornandolo, rimescolandolo, definendolo in termini di maggiore compiutezza e pori ndolo su un livello di maggiore prestigio, il programma amministrativo iniziale del centro-sinistra. Su questa impostazione, sulle cose contenute in questo tipo di piano il Consiglio era chiamato a discutere. Invece i comunisti hanno preferito tirare in ballo i grossi discorsi, hanno impostato i loro interventi come se avessero avuto di fronte un vero e proprio « piano di sviluppo ». Per questo credo che si possa parlare di equivoco, che si possano accusare i comunisti di aver voluto giocare a chi è più progressista o avanzato tra i presenti in quest aula. « E, contrariamente alle tesi sostenute dai colleghi dell’estrema sinistra, è doveroso rilevare che la Giunta non ha affrontato, nel piano di attività, i grossi problemi, i problemi cosiddetti di fondo, non per ignoranza, non per incapacità, non perchè ancorata su posizioni conservatrici, ma semplicemente perchè ha ritenuto più utile per la città predisporre un piano ili attività concreta. Che poi questo piano possa o meno essere compiutamente realizzato, è problema la cui soluzione dipenderà dall'impegno di noi tutti: consiglieri di- maggioranza, ma anche consiglieri di minoranza perchè compito della minoranza non è solo quello di criticare Per demolire, nè quello di voler costruire più di quanto sia obiettivamente possibile. « A questo punto però — ha continuato il consigliere Fanin — è opportuno ritornare alla 21