domanda precedentemente posta sul tappeto e cioè vedere fino a che punto sia possibile por tare avanti in questa sede il discorso sul futuro di Mantova e, quindi, sui grossi problemi di fondo. « Indubbiamente l’aula consiliare è una sede nella quale si possono senz’altro fare discors' di questo tipo, ma non è certo, oggi, l’unica, nè forse la più importante e determinante. « Costituendo il Comitato provinciale per la programmazione economica noi, infatti, abbia mo almeno in parte rinunciato alla possibilità di fare, in questa sede, i discorsi sui cosiddetti grossi problemi. Tali discorsi vanno fatti in quella sede e in sede di Comitato regionale per la programmazione. Da quest’aula, tutt’al più, devono partire le indicazioni che i nostri rappresentanti in quegli organismi dovranno fare proprie affinchè in quelle sedi siano tenute presenti le legittime aspirazioni della collettività mantovana. « Ma quali sono queste legittime aspirazioni? In che cosa consistono? Come dovranno — a nostro avviso — essere soddisfatte? Facendo, ad esempio, di Mantova una provincia essen zialmente agricola o incrementando il peso dellindustria? e se desideriamo nuove industrie, le vogliamo di base o complementari all’agricoltura? e dove vogliamo che sorgano? Ecco, tra mille, alcune domande alle quali dobbiamo dare quanto prima una risposta. Perchè non possiamo continuare ad andare avanti riempiendoci la bocca di grossi discorsi (che vanno dal P.I.M. alle idrovie) senza aver ancora risposto ad una domanda di fondamentale importanza: noi, in sostanza, cosa vogliamo? E a questa domanda — ha concluso Fanin — è giusto che anche il Consiglio comunale risponda, ma non in questa occasione, ma quando — e mi auguro molto presto — dovremo por mano al « piano di sviluppo » logica conseguenza dell’attuale piano di attività. E sarà un discorso che in questa sede dovrà essere impostato per essere poi ulteriormente sviluppato a livello di Comitato provinciale e di Comitato regionale per la programmazione economica ». In chiusura della discussione, a njme dei Gruppi Consiliari di maggioranza, i Consiglieri Dr. Nicolini, Avv. Ruberti e On. Usvardi hanno proposto al Consiglio il seguente ordine del giorno che è stato approvato a maggioranza : « Il Consiglio Comunale di Mantova, dopo aver ripetutamente e responsabilmente discusso in sede di esame del piano quadriennale, della situazione dei laghi che giustamente preoccupa tutta la collettività locale per gli aspetti igienici, sociali ed economici che ad essa sono strettamente legati, RITIENE che essendo pressoché definita — grazie alle opere realizzate dello Stato, ¡a difesa dalle acque oggi sia URGENTE ED INDILAZIONABILE affrontare il problema delle fognature — all'esame tecnico dell'Istituto Superiore di Sanità — e quindi delle opere igieniche dei nostri laghi attraverso un impegno coordinato degli sforzi dello Stato e del Comune. Mentre ha accolto con soddisfazione la decisione del Ministero dei LL.PP. di predisporre il grande collettore degli scarichi della Città CHIEDE che siano stanziati i fondi sulla legge per i fiumi (che ci si augura di prossimo rinnovo) per iniziare al più presto i lavori della grande sistemazione dei laghi. Contemporaneamente RIBADISCE l’importanza di una azione contestativa negli organi di controllo delle acque del Garda per far sì che la nostra città possa ottenere una sufficiente portata d’acqua che diminuisca la ANTIGIENI-CITA’ delle acque stagnanti ». z Successivamente, sempre su proposta dei Gruppi di maggioranza, il Consiglio ha approvato all’unanimità i seguenti ordini del giorno : « Il Consiglio Comunale di Mantova, dopo una attenta ed approfondita analisi del piano quadriennale predisposto dalla Giunta per la soluzione dei problemi più urgenti della Città, LO APPROVA nelle linee fondamentali d'azione e nelle finalità, sollecitando il suo inserimento articolato e conseguente nel piano di sviluppo provinciale ed in particolare in quello regionale ¡n via di elaborazione. INVITA, infine, il Sindaco, quale rappresentante della Città nel Comitato regionale lombardo per la programmazione economica, a sostenere, assieme agli altri rappresentanti mantovani, le istanze e le esigenze della nostra collettività, per dare a Mantova e alla provincia una giusta collocazione nel processo di sviluppo economico della nostra Regione ». * ❖ * « Il C.C. di Mantova, in occasione della discussione del Piano quadriennale, HA RIBADITO l’urgenza della riforma della Finanza locale, che se non realizzata al più presto minaccia di affossare lo stesso Ente Comune, che vede ogni giorno di più dilatati i propri compiti al servizio del cittadino. Troppi sono gli oneri finanziari di varia natura addossati ai Comuni da da parte dello Stato e si ritiene pertanto che la riforma della Finanza sia lo strumento capace di dare vera AUTONOMIA Al COMUNI per rendere effet tiva, reale la collaborazione costituzionale fra Comune-Provincia e Stato, CHIEDE pertanto che gli strumenti istituzionali (vedi ad es. Cassa DD.PP.), creati per favorire le iniziative dei Comuni, siano riportati alla loro attività originaria e che i versamenti dello Stato avvengano con maggiore puntualità. IL CONSIGLIO denunciando con vigore la difficile insostenibile situazione, peraltro ribadita concordemente dall’ANCI e dall’UPI, INVITA il Governo a definire la riforma in oggetto, agendo, in via d’urgenza, sulla compartecipazione dei Comuni agli introiti dell’imposta erariale sui carburanti, della tassa di circolazione degli autoveicoli e sulla partecipazione all’IGE dei Comuni, sostitutiva della soppressa imposta sul bestiame ». 23