nell’ambito stesso delle mura urbane, si imponeva imperiosamente. Quindi sedici anni fa, esattamente il 23 dicembre 1949, iniziava a Mantova il servizio automobilistico urbano. Dopo diciotto anni dal giorno in cui le vecchie vetture tramviarie della SEB, che per ventun anni avevano svolto i collegamenti nell’interno della città, erano definitivamente rientrate in deposito, Mantova dava inizio pertanto ad un nuovo esperimento di pubblici trasporti urbani. Diciotto anni durante i quali il volto della città era notevolmente cambiato. Il Comune aveva allargato i suoi confini; nuove abitazioni erano sorte sulle aree periferiche e nuovi quartieri residenziali stavano per nascere nelle zone di Valletta Paiolo e Borgo Pompilio. Le distanze che i cittadini mantovani dovevano percorrere giornalmente a piedi si facevano sempre più lunghe e l’istituzione di un pubblico servizio di trasporti diveniva ormai una necessità. Cosicché il nuovo esercizio sollevò subito vivo interesse e unanimi consensi. Le otto fiammanti vetture che costituivano l’iniziale parco autobus incominciarono il loro lungo cammino sugli itinerari delle quattro linee: tre ad anello servite da due vetture ognuna; una radiale servita da una vettura. Però dopo alcune settimane d’esercizio risultò evidente che, per un felice esito dell’esperimento, il servizio non poteva essere limitato all’agglomerato urbano vero e proprio, ma doveva essere portato alle frazioni periferiche del Comune e, possibilmente, ai Comuni limitrofi. Si procedette, perciò, ad una graduale revisione dei percorsi. Fermi restando quelli delle linee circolari 1 e 3 che risultavano, pur nella loro limitata aderenza di traffico, sufficientemente indovinati, vennero istituite nuove linee per Frassine - Virgiliana, Castelletto - Formigosa, Ospedale Civile e Cerese. La rete dei collegamenti apparve subito tecnicamente più valida ed assumeva una fisionomia più aderente alle necessità e alle caratteristiche della città. Purtroppo i risultati economici iniziali non erano altrettanto confortanti e la Società SASA, che aveva stipulato col Comune una convenzione per la gestione del servizio, rinunciò alla fine del periodo sperimentale di sei mesi, alla gestione stessa. L’Amministrazione Comunale tuttavia conscia che un così breve periodo di esercizio non poteva fornire elementi sufficienti per emettere un giudizio definitivo sul servizio, assunse in proprio la gestione rilevando concessioni e materiale. I fatti confermarono la validità di tale operazione. Dopo due anni, il servizio degli autobus era ormai diventato un insopprimibile strumento a disposizione dei cittadini. Esso veniva, inoltre, insistentemente richiesto dalle frazioni dei Comuni limitrofi i cui interessi erano strettamente legati al Comune capoluogo. Nel frattempo l’Amministrazione Provinciale aveva allo studio la trasformazione in autobus delle linee tramviarie di Grazie, Montanara e Pompilio. Apparve questa una favorevole occasione per unire in un’unica azienda i due servizi. L’Azienda autobus del Comune portava il bagaglio di una esperienza che aveva ormai superato il più critico periodo sperimentale, mentre l’Amministrazione Provinciale garantiva alla nuova azienda una prospettiva di sviluppo oltre i confini comunali, altrimenti preclusa ad un servizio di carattere esclusivamente urbano. Gli immediati effetti di tale operazione si ebbero con la trasformazione in autobus delle linee di Grazie e di Montanara e con l’istituzione della nuova linea