Mantova-Borgochiesanuova-S. Silvestro. Da allora quel servizio che si era timidamente presentato alla cittadinanza la mattina del 23 dicembre 1949 ha compiuto passi enormi ed oggi esso costituisce un elemento basilare nel quadro della vita e dello sviluppo della città. Dopo 13 anni d’esercizio l’A.P.A.M. conferma, quindi, la validità dei criteri che hanno ispirato la sua costituzione in azienda provincializzata, criteri tendenti a garantire una rete di trasporti stabile ed efficiente, al servizio non solo degli utenti della città ma anche degli abitanti delle frazioni e dei comuni periferici, Alcune cifre potranno dare una idea più chiara del progressivo sviluppo del l’Azienda : 1950 (primo anno di gestione) — vetture in servizio 8 — sviluppo della rete 36 km. — percorrenza annua 650.000 km. — linee servite 7 — viaggiatori trasportati 1.500.000 — personale dipendente 52 1953 (primo anno di gestione provincializzata) — vetture m servizio — sviluppo della rete — percorrenza annuale compì. — linee servite — viaggiatori trasportati — personale dipendente — vetture in servizio — sviluppo della rete — percorrenza annuale compì. — linee servite — viaggiatori trasportati — personale dipendente 12 50 km. 800.000 km. 10 (6 urbane 3.000.000 90 4 extraurbane) 28 75 km. 1.500.000 km. M ( 8 urbane - 5 extraurbane ) 7.000.000 circa 131 Il forte incremento dei viaggiatori in rapporto alla percorrenza chilometrica registrato negli ultimi anni testimonia l’elevato indice di gradimento del servizio da parte della cittadinanza e dimostra come l’Azienda abbia saputo adeguare tempestivamente il servizio stesso ai tempi ed alle esigenze degli utenti, e ciò sotto la guida sicura e saggia delle varie Commissioni Amministratrici che si sono succedute in questi ultimi anni di gestione autonoma e sotto la direzione abile ed intelligente di tutti i suoi dirigenti in primo luogo del suo Direttore Sig. Giuliano Cavalieri. Ciò è dimostrato anche dal fatto che mentre in tutte le altre città italiane da due o tre anni a questa parte il numero dei viaggiatori trasportati dai mezzi pubblici urbani presenta indici di contrazione preoccupanti che vanno da un minimo del 10% fino ad oltre il 20%, la nostra Azienda pur avendo lamentato flessioni notevoli in certe linee extraurbane, ha mantenuto inalterato il movimento complessivo degli utenti, compensando, ripeto, la flessione degli utenti delle linee periferiche — che sono quelle che più risentono del fortissimo incremento della motorizzazione privata — con l’incremento altrettanto notevole del numero degli utenti delle linee prettamente urbane che, opportunamente potenziate, hanno se-g ito di pari passo lo sviluppo edilizio della città. Ma malgrado tutto questo, Signore e Signori, l’Azienda è notevolmente passiva e costituisce per gli Enti che la sovvengono, e che in piccola parte è il Comune di Mantova ed in massima parte l’Amministrazione Provinciale, un gravame indubbiamente pesante. Ciò non vuol dire che l’Azienda corra qualche pericolo ed il servizio urbano od extraurbano possa cessare; vuol dire soltanto che tutte le forze impegnate nel mantenimento e nello sviluppo di questo servizio devono impiegare la loro volontà e le loro migliori energie a far sì che questo gravame sia reso più sopportabile se non proprio eliminato. Dicevo prima che il numero degli utenti non è complessivamente diminuito in questi ultimi anni, e questo è indiscutibilmente un dato molto confortante, ma accennavo al fatto che le linee extraurbane e quelle della zona industriale, che salvo un modestissimo contributo da parte dei Comuni di Virgilio e di Porto Mantovano non godono di altri contributi da parte dei Comuni e degli Enti interessati, sono fortemente passive. Ciò impone, a non lunga scadenza, alla Commissione Amministratrice, sempre in carenza di contributi che potrebbero alleggerire il suo passivo, una revisione della sua struttura organizzativa, ma imporrà soprattutto al Governo ed al Parlamento — non solo ovviamente per noi, ma per tutte le Aziende Pubbliche di trasporto urbane d’Italia che, senza eccezione alcuna, sono tutte passive — massicci interventi contributivi e nuove leggi più liberali e più consone ai tempi che attraversiamo e nuovi provvedimenti che consentano alle stesse aziende la possibilità di svilupparsi meglio e di stendere i propri servizi a centri extraurbani di maggior interesse nonché di considerare il servizio di trasporto urbano, finora contemplato come un’attività esclusivamente industriale che dovrebbe essere economicamente autosufficiente, come un servizio sociale — alla stregua di ìnnti altri servizi del genere — svolto per le classi meno abbienti della collettività prive del mezzo privato. E ciò al fine di evitare di far gravare sull’utente i! costo del servizio stesso; costo che è molto più elevato di quanto appaia dalle tariffe applicate. Giacché è certo, Signore e Signori, che se l’APAM — che serve in prevalenza studenti, operai, massaie, piccoli impiegati; cioè gli studenti squattrinati e gli autentici lavoratori per i quali pratica tariffe di abbonamento fra le più basse ("Italia — dovesse adeguare le tariffe ai costi, dovrebbe almeno raddoppiare le sae tariffe. Il che, come sembra ovvio, non è certamente nè possibile, nè attuabile giacché in questo caso cesserebbe il servizio sociale e la fuga e la rinuncia dell'utente sarebbe talmente grave da costringere l’Azienda a cessare il servizio. L'Azienda, comunque, non trascura di ricercare i mezzi che possono favorire la gestione più economica del servizio, quella gestione che riesca, nell’ambito delle possibilità aziendali e dopo aver assicurato il raggiungimento delle sue finalità sociali, a contenere il più possibile i costi di esercizio con l'introduzione dei sistemi tecnici, organizzativi ed economici più idonei a ridurre le spese. Nel 1964, infatti, vennero impiegati in linea con graduale progressione veicoli serviti dal solo autista e muniti di macchine automatiche per la distribuzione dei biglietti. I APAM è stata una delle prime Aziende a sperimentare tale sistema, con risultati che, dopo circa due anni di esercizio, possono essere considerati positivi sia dal punto di vista tecnico, sia per quanto riguarda la rispondenza del pubblico. 29