la relazione del Sindaco Altre cifre sono previste in bilancio con riferimento al Piano, quali ad esempio 4 milioni e mezzo quale prima rata per la meccanizzazione della anagrafe e un milione di contributo annuo onde assicurare gli attuali servizi aeroportuali. Per l’inurbamento delle aree della « 167 » abbiamo segnalato al Ministero l’esigenza di contributi statali e su di essi nutriamo una cauta ma fondata speranza. II problema di rimettere in moto l’edilizia nel settore cooperativistico attraverso contributi, occuperà Comune e Provincia unitamente in questo scorcio di 1966, così pure il problema di comprimere gli affitti dei nuovi alloggi popolari. La Giunta inoltre intende insistere con maggior forza sugli incentivi per il risanamento delle case antigieniche. Sarà utile vitalizzare il problema con un dibattito, una tavola rotonda, con la presenza dei rappresentanti della proprietà edilizia, degli inquilini, dei costruttori e capimastri e degli Istituti di credito. Circa le vie di comunicazione si sta costituendo la Società per grande arteria trasversale Cremona-Mantova-Ferrara e Monselice. Il casello, l'incrocio con l’autostrada del Brennero e il secondo casello di quest’ultima, per una corretta visione dei raccordi, sarà motivo di attento esame tecnico da parte del Comune e della Provincia congiuntamente. Nel settore delle fognature sono in bilancio 20 milioni per il progetto, e la richiesta di contributo, per la progettazione, ai Ministeri dei LL.PP. e della Sanità. Se la cifra non basterà il bilancio ’67 conterrà la necessaria integrazione. Sui laghi e fognature ampio e approfondito è stato il dibattito da poco conclusosi. L’impegno della Giunta, in accordo con gli altri Enti Locali man-lovani, ad esso si riferisce, e soprattutto allo spirito dellordine del giorno volato aH’unanimità. La recente visita del Ministro della Sanità e gli impegni presi alla presenza delle autorità mantovane che il Governo sarà sensibile alle esigenze nostre, incita la Giunta a continuare a dedicarsi con rinnovato vigore per la soluzione di uno dei problemi essenziali per la Città. GLI INTERVENTI DEI RAPPRESENTANTI I GRUPPI CONSILIARI Gli interventi ampi ed articolati che abbiamo avuto occasione di fare, dice il Cons. Avv. VAIMI, nel corso della discussione sul Piano di attività presentato dalla Giunta Municipale per il quadriennio 1966-1969, ci consentono di contenere il nostro giudizio sul bilancio per l'esercizio 1966 e sulla relazione che lo accompagna, in termini brevi. Non per questo tuttavia il nostro giudizio può essere meno severo di quello formulato sul piano di attività, sia perchè questo bilancio ne è lo specchio, sia perchè esso ripropone le stesse insufficienze e gli stessi infingimenti. Perchè risulti più chiaro questo giudizio e perchè se ne colga meglio la continuità con quello formulato sul piano di attività presentato dalla Giunta, ricordiamo che dai nostri interventi è scaturita la denuncia della politica di copertura e di minimizzazione dei bisogni e delle necessità antiche e recenti della città di Mantova e nell'abbandono sostanziale della politica e dello sforzo compiuti dalle amministrazioni popolari di inserire Mantova tra le città produttive, per trarla dall’isolamento e dalla condizione di depressione di cui la città ha sempre sofferto e che nei laghi paludosi, ha la rappresentazione vivente. Abbiamo denunciato l'abbandono della politica di sviluppo industriale e della creazione sostanziale della zona annonaria, rinviata ormai nel tempo con causidiche giustificazioni niente affatto convincenti che semmai sono la riprova ulteriore della incapacità di questa Giunta di affrontare i problemi che, per avventura, esccno fuori dalla ordinaria amministrazione. La Giunta ancora una volta, con la relazione al bilancio sfugge alla concretezza dei problemi e ci ammanisce una sia pur corretta lezione sugli aspetti conoscitivi del bilancio 1967 conseguenti alla nuova classificazione delle entrate e delle spese comunali per i fini del bilancio economico nazionale. E’ vero che la relazione contiene anche la nota delle rivendicazioni sulla riforma della finanza locale che costituiscono ormai la generale piattaforma rivendicativa degli Enti locali. Quello che tuttavia è incomprensibile è come si possano conciliare queste rivendicazioni con l’appoggio sostanziale alla politica governativa nei confronti degli Enti Locali che trova espressione nel grave disegno di legge presentato dal ministro Taviani, a nome del Governo, al Parlamento e che rappresenta il blocco delle attività degli Enti Locali per gli anni a venire Questo disegno di legge contiene un articolo che il Sig. Sindaco, forse per pudore, ha evitato di leggere al Consiglio, articolo che manda a picco l’autonomia degli Enti Locali ed in pratica rende inutile la stessa esistenza di questo Cor sesso. L’articolo 6 dice infatti: « per i Comuni < le Provincie che nell’esercizio 1965 hanno pareggiato a bilancio con mutui autorizzati ai sensidella legge 19-5-1965 n. 594, il bilancio relativo al detto esercizio resta consolidato per il triennio 1966-69, per far fronte a nuove o maggiori spese correnti qualora abbiano carattere di inderogabilità, e di urgenza, e dipendano da circostanze sopraggiunte dopo l’approvazione del bilancio. Le relative deliberazioni nonché quelle che concernano spese vincolanti il bilancio oltre l’anno, sono sottoposte al controllo dello stesso organo che ha approvato il bilancio consolidato ». E’ evidente che quello che ci divide non è lo stanziamento sulla manutenzione dei giardini o quello per la lotta contro le zanzare o quello per il mantenimento dei bambini negli istituti di ricovero, tanto per citare a caso, ma qualcosa di più sostanziale, il dissenso è sul ruolo che compete agli Enti Locali nella politica nazionale e cioè sul modo di concepire a quali forze e a quali organi appartiene il compito di dirigere lo sforzo economico e sociale del Paese. E' chiaro che la scelta del governo è per lasciare alle forze tradizionali questo compiei. Non si spiega altrimenti l'incredibile proposito che nell’anno 1969 la spesa debba essere pari a quella dell’anno 1965. Cosicché per 4 anni Mantova dovrebbe secondo gli intendimenti del Go- verno camminare al passo del 1965. Se consideriamo gli approdi a cui la politica di ccntro-sinstra ha condotto e conduce la città di Mantova e le iniziali, euforiche dichiarazioni circa i benefici che la città nc avrebbe tratto, c’è da essere ben tristi e vogliamo sperare che la Giunta di Ironie alla gravità della situazione abbandoni e superi il complesso de « recinto », abbandonando ogni intendimento delimitatorio nei confronti delle forze che in concreto hanno dimostrato di avere una visione e una politica che si ispira ai sostanziali interessi nazionali e mantovani. Vogliamo sperare che la Giunta si batterà perchè questo disegno di legge venga ritirato o sostanzialmente modificato e in luogo di esso venga varata l’auspicata riforma della finanza locale, da tutti gli amministratori responsabili rivendicata. Se la Giunta dimostrerà di lavorare in questa direzione potrà contare sul nostro appoggio nonostante le gravi e persistenti diversità di valutazione della situazione che ci divide. Al riguardo chiediamo formalmente se la Giunta aderirà al convegno promosso dal Sindaco di Milano per la fine del corrente mese sui problemi sopraindicati decisivi peraltro per la esistenza stessa degli enti locali. Vogliamo sperare che la Giunta tragga esempio da questa iniziativa per comprendere, senza alcuna delimitazione, come sia possibile affrontare problemi decisivi con l’apporto di •ulte le forze interessate. Le considerazioni avanti formulate ci esimono da una puntuale contestazione dei singoli stanziamenti del bilancio per il loro carattere assorbente, è difatti inutile discutere del bilan-cio 1966 se verrà consolidato il bilancio 1965 fino al 1969. Le stesse previsioni straordinarie con mutui finiranno come i « sogni nel cassetto ». 9