forma di attività tipicamente individuale. Ma la soluzione non sembra essere così semplice. Nella vita quotidiana di ognuno di noi il limite, la separazione tra ciò che è pubblico e ciò che è privato è diventata sempre più tenue e problematica. Seguiamo per un momento quel che ci succede da vicino. Fin dall’infanzia i giovani sono indirizzati verso istituzioni sociali che guidano ed organizzano la loro giornata. Asili, scuole materne, colonie, collegi ecc. Ugualmente la società tende a regolare collettivamente ogni nostra manifestazione esteriore sia di svago, di cultura, di cura. Anche i rapporti di lavoro sono regolati in forma collettiva attraverso i sindacati. Vediamo il malato lasciare il suo letto in famiglia, per quello dell'ospedale, il pensionalo entrare nelle case — famiglia o nei pii ricoveri. Le ferie o le gite non si fanro più come un tempo: le agenzie turistiche provvedono per conto nostro a trovarci pulmans, navi, alberghi ecc. Puranche il più banale divertimento è oggi in funzione di finalità comuni. Non basta più, per esempio il tifo del singolo che alla domenica se ne va allo stadio a vedersi la partita di calcio. La tifoseria si è organizzata. Oggi il nostro Mantova ha bisogno di centinaia di Mantua-clubs per sentirsi autorevolmente sorretto quando gioca. Questo è un discorso lungo che potrebbe continuare con tanti altri esempi. Ciò che importa invece è l’occasione di ribadire l'utilità del tempo libero speso nella attività sportiva e l’impegno sociale degli Enti Locali a realizzare il verde sportivo al servizio di coloro che dopo il lavoro e dopo lo studio si vogliono dedicare allo sport per ricrearsi e per conservarsi sani e fisicamente in buona forma. La maggior parte di noi guarda allo sport come ad una attività ricreativa all'aria aperta, in un ambiente sano e gradevole, in modo organizza o e continuativo. A parte la caccia e la pesca, la barca, il camping, ossia gli sports per i quali non sono richieste attrezzature fisse particolari, gli impianti sportivi da destinare all’attività collettiva, di massa, dove siano possibili esercizi sportivi che possono essere praticati ad ogni età e ad ogni livello, devono soddisfare ad alcuni requisiti basilari. — Impianto non costoso, ma esteso e di buona bellezza paesaggistica. — Possibilità di essere praticato contemporaneamente da un certo numero di persone di tutte le età. — Vicinanza alla città. — Mancanza di pericolo per l’incolumità dei praticanti. — Autosufficiente nella gestione. — Caratteristiche competitive polivalenti a tutti i livelli. — Ambientazione sana e gradevole nel verde organizzato. E’ una realtà a Mantova la disseminazione in questi ultimi anni degli impianti sportivi e delle zone di verde pubblico destinate ai nostri concittadini che se ne vogliono stare per un certo periodo all’aria aperta. Ma ancora molto si dovrà fare per raggiungere quanto altre città hanno già fatto nel settore degli impianti sportivi anche per sfatare quel ridicolo paradosso che Indro Montanelli ha raccontato tempo fa alla televisione e cioè che gli italiani non sono un popolo sportivo per colpa delle loro madri, che temono che i figli si facciano male. «Mamme, amate meno i vostri figli», ha detto. Sarà forse un paradosso, ma mi sembra sia un monito efficace per tuttl. Doli. FRANCO MARENGHI Pr«sld«nt* dal CONI Provinola!* attività sportive nella piscina comunale Domenica 24 Luglio ha luogo il confronto SVIZZERA - ITALIA Giovanile per gare di tuffo. Vince la rappresentativa italiana