considerazioni sui laghi Parlare della sistemazione dei laghi di Mantova a pochi giorni di distanza dalla alluvione del 4 novembre si corre il rischio che il cuore abbia il sopravvento sulla mente, che i sentimentti invadano il campo del freddo e lineare ragionamento. I morti e i danni non ancora definiti fanno di questa alluvione un motivo di profonda commozione, e la città di Firenze riassume in un'unica espressione l'eco di tristezza e di dolore che purtroppo viene da tante province, da tante regioni italiane. II primo sentimento è quello della solidarietà e della piena comprensione da parte dei mantovani. Solidarietà e comprensione del tutto particolari e significative perchè i manto- vani hanno vissuto le esperienze deH'alluvione del '51; le hanno vissute in una battaglia e con una passione il cui ricordo, a distanza di 15 anni, è ancora vivissimo. Occorre ricordare che se la battaglia è stata allora vinta e la città non ha subito i gravissimi danni che oggi gravano su molte città italiane (chi non ricorda le ore drammatiche della falla di piazza Arche e il tamponamento operato con furia disperata di uomini perlomeno pari alla furia esterna delle acque) ciò fu possibile per un fattore di estrema importanza: la perfetta conoscenza della situazione e una buona possibilità di previsione di quel che poteva accadere. Ma occorre anche dire che se Mantova oggi ha vissuto ore tranquille e non si è ripetuto il pericolo, ciò è dovuto ai lavori eseguiti in presenza di una costante preoccupazione e di una continua sollecitazione dei mantovani. Questa premessa non ci esime dal continuare il nostro discorso sulla situazione igienica dei nostri laghi, ma da questo discorso appare anche limpidamente chiaro quanto sia stato saggio nella eterna scarsità di fondi e di finanziamenti, dare la precedenza alle opere di sicurezza idraulica pur nel contesto di un problema anche sanitario; anche paesaggistico. Scarsa consolazione sarebbe stata per i mantovani l'aver raggiunto un maggior grado di igienicità per poi registrare una perdita totale di migliaia di negozi, degli interi piani terra come è accaduto oggi a Firenze, come per un soffio non è accaduto a Mantova 15 anni fa. Ma non vogliamo eludere il discorso dell'igiene e del paesaggio. Le acque di Mantova hanno avuto un lento processo di degradamento ad opera dell'uomo. Varie sono le compo- 6 nenti. Le attività industriali con i loro scarichi hanno inciso sul peggiorare della situazione dei laghi in sinistra; in destra gli scarichi del Rio e della fossa Magistrale (in particolare quost'ultima ) con la dilatazione di Mantova c con sempre maggiori scarichi che portano una maggior massa di acque bionde nei laghi. L'agricoltura assetata di acqua nei periodi di secca non contribuisce certo a confortare i mantovani rivieraschi di quel minimo di pas ;aggio d'acqua che la salute pubblica ha p ragione di esigere. Lo stesso lavaggio del lago è reso più difficile per ostacoli che si sono andati frapponendo: il terrapienamento del ponte San Giorgio e la chiusura di tante bocch a Mulina per effetto dei bombardamenti. Le acque di Mantova da tempo non erano adatte ad essere frequentate dai bagnanti; da molto prima che questo fosse sanzionato dal Medico Provinciale due anni or sono. Già nel 1951 questo problema si affacciò, quando l'Amministrazione Comunale decise di realizzare il bagno pubblico nella formula dell'attuale piscina, anziché del vecchio « Zappetto ». Ma nel '51 erano scattati altri interessi che si dimostravano prevalenti ed erano quelli della sicurezza idraulica. Certo è che occorre invertire la tendenza, occorre cioè che l'opera dell'uomo sia rivolta a migliorare la situazione dei laghi, nei singoli settori, nelle singole componenti, per strade parallele ma tutte dirette a quei fine. Non crediamo, come qualche giornale ha detto, che Mantova debba scegliere fra laghi c industrie. Sarebbe una ben strana drastica scelta: o eliminare i laghi canalizzandoli, o rinunciare ad una politica di sviluppo industriale. Siamo convinti che l'una e l'altra esigenza si possano contemperare e che le industrie rivierasche possano por mano ai processi di depurazione, onde restituire le acque di cui abbisognano, nei limiti di una correttezza sanitaria. Il discorso con le industrie è già cominciato e deve proseguire a livello degli Enti Locali con la sovrintendenza dello stesso Ministero dalla Sanità sino ad arrivare ad una mèta soddisfacente. Parimenti la stessa collettività mantovana non può continuare ad aumentare lo scarico nei laghi dei propri liquami. A spese dello Stato è previsto il canale deviatore delle attuali acque del Rio e della Fossa Magistrale che si rende necessario per effetto della prevista parificazione dei laghi. Ma l'Amministrazione intende porre ordine a tutto il settore e predisporre il progetto della rete di fognatura di cui Mantova nei secoli è sempre stata sprovvista. Naturalmente anche tale rete scaricherà non nei laghi ma a valle, lontano dall'abitato e previa purificazione. Tale opera potrà risultare indubbiamente di costo notevole, ma potremo avere il contributo dello Stato, ad essa potrà partecipare la proprietà edilizia con contributi di miglioria e potrà essere affrontata per stralci, a tempi diversi onde rendere sopportabile l'onere. Tale progetto potrà essere comunque valido strumento per una pianificazione igienica, e di tale problema il Consiglio Comunale sarà assai presto investito. il problema vero e proprio della sistemazione dei laghi sotto l'aspetto bonifica non è opera degli Enti Locali. Esso fa parte del grande dispositivo Adige - Garda - Mincio - Fissero - Tartaro - Canal Bianco. Di esso esistono i progetti; sono stati eseguiti i lavori sino a mettere provvisoriamente al sicuro la città. Continueremo ad insistere perchè i lavori proseguano a valle, col Fissero Tartaro Canal Bianco e conche, anche perchè dopo il disastro del 4 novembre, la resurrezione della legge sui fiumi e suo finanziamento appare scontata. Ad opera compiuta l'esatto livello dei laghi parificati, dato sul quale oggi si esercitano polemicamente tecnici e non, potrà trovare il suo assestamento e la sua definizione forse con maggior facilità di quanto non si creda.