La sponda Sud del lago Interiore, dove attualmente si scarica la fossa Magistrale. Il lago di Mezzo diviso dai lago Inferiore dal terra pieno del Ponte di San Giorgio, sullo sfondo nella foto L'afflusso delle acque come problema di lavaggio e di ricambio d'acqua nei laghi è pura problema assai dibattuto, ma chi ha ragionevolezza di non chiedere l'impossibile ai danni degli altri ha anche fiducia che sia possibile ottenere in tempi di magra un minimo di acque disponibili e presenti ed un'equa suddivisione fra gli utenti. Il ponte di Mulina già oggi presenta una disposizione di bocche di scarico più favorevole al ricambio d'acqua verso le sponde. Quanto al terrapieno di San Giorgio, che rappresenta indubbiamente un ostacolo ed un freno, a parte le più ambiziose idee del restauro del vecchio ponte o di nuovo ponte a grandi arcate, potrà comunque, con modesta spesa, essere forato onde dilatare verso le sponde la scorrevolezza delle acque. Inversione di tendenza dunque. Operata una analisi delle varie componenti, lavoriamo in ogni settore perchè siano innanzi tutto ridate alle acque che ci circondano quelle condizioni che lentamente e progressivamente sono state tolte. E per chiudere queste brevi note diciamo anche chiaramente che l'unica ipotesi che non possiamo prendere in considerazione è quella della soppressione dei laghi, della loro canalizzazione. I lavori di ultimazione del dispositivo Adige Garda Tartaro Canal Bianco devono essere comunque ultimati. La soppressione dei laghi a questo punto non, rappresenta più alternativa per uno stato di salubrità. Essa costituisce solo rinuncia. Rinuncia al nostro paesaggio in cui l'elemento specchio d'acqua è inscindibile da quello delle torri, del profilo della città. Rinuncia alla nostra storia, rinuncia alla nostra cultura, rinuncia alla nostra civiltà. Insensata, intollerabile rinuncia.