CITTA’ di MANTOVA ---------——-----------------hanno oollaborato :__ GIUSEPPE AMADEI, ALDO ANTONIOLI, VITTORIO BALESTRA, CIRO BAMBINI, CLAUDIO BASSANI, WALTER BENTIVOGLIO, FAUSTA BETTINI, GIUSEPPE BORELLA, EZIO BRESCIANI, ANGELO CAMI, VANNIO CAMPAGNARI, ETTORE CAMPOGALLIANI, GIULIANO CAVALIERI, WANDO DALLAMANO, GIOVANNI N. DALL’OGLIO, STENIO DEFENDI, MAURIZIO DELLA CASA, FRANCO FACCINCANI, SILVIO FERRARI, LUIGI FRACCALINI, ANTONIO FUCCI, MANLIO GABRIELI, MANFREDO GENERALI, LUCIANO GEROLA, NEDO GIAN FILIPPI, GUIDO GIARDINI, GISELLA GIRARDI, RENATO GIUSTI, DINO LANFREDI, GUIDO LA ROCCA, ERCOLANO MARANI, FRANCO MARENGHI, IVO MARETTI, RENZO MARGONARI, OTTORINO MOMOLI, FRANCESCO MORE-SE, UMBERTO MUSA, FRANCESCO PANELLI, ATTALO POLDI, BRUNO POLDI, ADOLFO POLTRONIERI, AURELIO V. REGGIO, TITO RIGHI, CARLA ROMANI, GILBERTO ROSSETTI, GIANNI USVARDI, CARLO ZAN1NI, RINA ZANINI, NOR1S ZUCCOLI. Assessore el traffico ed alla Polizia Urbana SPARTACO GAMBA creare percorsi diretti, completi ed a senso unico di periferia o città nuova e centro storico e viceversa. Contemporaneamente, l’accesso diretto al centro storico del traffico proveniente da Porta Mulina e da Porta S. Giorgio è stato impedito facilitandone invece il percorso inverso. Detto traffico, senza alcuna valida ragione era, e lo sarà fintanto che in Via Broletto e in Via Cavour non verrà imposto il senso unico di uscita e non verrà invertito il senso unico di Via E. Tazzoli, esclusivamente di transito in quanto, si è accertato, gli automobilisti provenienti dalle Porte accennate hanno l’invincibile abitudine di passare per il Centro ovunque vogliano andare, nella erronea convinzione che la via più breve sia anche la più svelta. Naturalmente su tali percorsi, intersecantisi fra loro in alcuni tormentati ed irregolari incroci, è stata prevista ed è in fase di attuazione una idonea regolazione semaforica che nel 1967 sarà estesa anche al piazzale Gramsci ed alla Porta Mulina. arturo cavicchini pittore Personalmente ho di Cavicchini, pittore e incisore, un preciso anche se ormai lontano ricordo. Ho ammirato l’artista quando ho cominciato ad appassionarmi ai problemi dell'arte figurativa e in particolare alla pittura: col G.U.F. e attraverso la partecipazione ai Littoriali noi giovani stabilivamo i primi contatti con l’ambiente artistico, che sembrava lontano, quasi inaccessibile, mitico. Fra gli artisti delle giovani generazioni Cavicchini era, a Mantova, la personalità più notevole ed affermata in campo nazionale e la sua opera era qualificata tra le più promettenti. Noi giovani, progressisti per l’età, guardavamo a lui perchè, attraverso le sue opere, ci pareva di uscire dai limiti di una cultura provinciale per attingere ad un più vasto orizzonte, senza renderci conto, così per impulso: ammiravamo le opere di Vindizio, di Guin-dani, di Bresciani e di altri, ma la nuova pittura di cui, Cavicchini era a Mantova uno dei maggiori esponenti, ci attirava di più. Forse agivano su di noi il fascino delle nuove forme per il loro linguaggio inusitato e la problematica che in tal modo ci si proponeva, e ci spingevano ad abbandonare forme più acquisite, facili da capire e da accettare, per raggiungere un nuovo linguaggio e un nostro nuovo contenuto. L’opera di Cavicchini poi, pur nella novità della espressione, mi appariva abbastanza facile forse perchè più aderente di altre alla mia sensibilità. L’artista si esprimeva con estrema facilità e in modo così naturale che le difficoltà scomparivano. la spontaneità e la freschezza del segno, rendevano logico e chiaro il suo lavoro e sempre accettabile nella soluzione proposta, e ancora oggi, nei suoi quadri e nelle incisioni, Nato a Ostiglia il 18 Settembre del 1907. Ha studiato a Venezia presso l’incisore Brugnoli. Ha esposto dal 1930 alle Biennali di Venezia, a tutte le Quadriennali di Roma e alle principali rassegne italiane ottenendo significativi riconoscimenti sia come pittore che come incisore. Sue opere figurano in Gallerie ed in numerose collezioni private. E’ morto a Mantova il 9 febbraio 1942.