IL FISCHIETTO BUONO 13 - 12 - 1966 lll.mo Sig. Sindaco, sono una cittadina di Mantova, non abituata a rivolgermi nè a Lei nè ad Altri, non perchè ne abbia timore, ma perchè la mia vita è semplice e monotona • non richiede il Suo interessamento. La disturbo solo perchè mi è talmente rimasto impresso questo episodio a cui mi è capitato di assistere, che non posso fare a meno di riferirglieLo. Questa mattina era la mattina di S. Lucia, e come tutti gli altri giorni verso le 8,30 ho accompagnato a scuola la mia bambina. I bambini che vanno a scuola sono tutti belli grazie a noi genitori che facciamo il possibile per dar loro quelle soddisfazioni che noi da piccoli non abbiamo avuto, e come si sa, al mattino di S. Lucia è consuetudine che i bambini portino a scuola i doni ricevuti. Quindi la scena dei bimbi che si recano a scuola questa mattina era più colorita e viva del solito. C'era più allegria, c'era uno sgambettare di bimbi più vispo, e I loro occhioni erano più mobili ed espressivi, più pieni e interessati. Tutti avevano un pacco o un pacchettino che con fare orgoglioso si stringevano al petto. Naturalmente anche fra I bimbi ci sono i più fortunati e I meno fortunati. Di questi ultimi oggigiorno ce ne sono pochi, ma uno l'ho visto appunto questa mattina. Il suo paltoncino era troppo grande per la sua età, le sue scarpe e i suoi guantini erano rabberciati alla meglio, ma nonostante stringesse colla mano solo un piccolo sacchetto di cioccolatini i suoi occhi sprizzavano lo stesso orgoglio e la stessa gioia dei suoi più fortunati coetanei. Ebbene questa mattina ho visto qui alle scuole di Cittadella un Vigile Urbano motociclista regalare a quel bambino il proprio fischietto. Glielo ha dato furtivamente, cercando di non farsi vedere, e, nell'intento di non far capire nemmeno al bimbo che gli faceva un dono perchè nessuno altro glielo aveva fatto, ha barattato il fischietto con un cioccolatino. Non so dirLe Sig. Sindaco se questo episodio mi abbia riempito il cuore di gioia o di dolore, ma certo è che mi ha colpito in modo particolare. Quel Suo Vigile, anzi quel Nostro Vigile, col suo gesto silenzioso, intriso di bontà e dì pietà, ha saputo, anche se per poco far felice un bimbo. Vorrei che Lei ringraziasse questo Vigile a nome mio e a nome di tutti gli altri che, se conoscessero l'episodio, certamente si associerebbero. Con il più ossequioso rispetto Lettera firmata Il progredire della programmazione ai vari livelli pone sempre più a fuoco l’interrogativo di ogni città, di ogni provincia per quanto riguarda il suo collocamento dinamico, il suo progredire economico, nel piano della programmazione nazionale, nel futuro assetto economico equilibrato del nostro Paese. Mantova è entrata così, pur con la sua modesta voce nella dialettica generale, con le sue rivendicazioni, che non germogliano da un puro velleitarismo di campanile, ma poggiano su considerazioni storico-geografiche e su gli stessi assunti fondamentali del Piano nazionale. NeH’ambito della Lombardia, Mantova ha in atto un grosso discorso con la Metropoli lombarda: il discorso del sud agricolo con il nord industriale, il discorso del riequilibrio economico (almeno come tendenza) non solo nel Paese, ma anche all’interno della Regione, il discorso dell’ulteriore salasso