di mano d’opera dell’agricoltura, dell esodo dalle nostre terre inteso come fatalità storica, come condanna inappellabile. Si dice che di sola agricoltura oggi non si vive, ed è vero, pena il perdere ulteriore materiale umano, destinato a congestionare ulteriormente i grossi centri industriali. E’ proprio il caso di Mantova che è già all avanguardia dell’agricoltura italiana, e che non vuol rinunciare a migliorarla ulteriormente. Ma è anche ben conscia dei limiti dell agricoltura. A questo punto non deve destar meraviglia al nord industriale congestionato se anche i mantovani si inseriscono con virulenza nel discorso del reinvestimento industriale, nella tematica delle convenienze e nel problema del futuro assetto territoriale. Si parla molto della mobilità della mano d’opera e con molta disinvoltura della mobilità spaziale delle famiglie di chi lavora, seguendo la tesi della maggior redditività del reinvestimento industriale in loco. . .. Seguiamo per un momento questa tesi: essa è esatta in riferimento allo alto reddito e alla possibilità di ulteriori reinvestimenti; è esatta nei riferimenti del potenziale competitivo nei confronti del mercato europeo, che è ormai una realtà, dell’Europa economica che si avvicina a grandi passi, ma ha i suoi grossi limiti, ha il suo rovescio di medaglia, che spetta anche a noi mantovani sottolineare. I conti dei costi economici di queste industrie a forte reddito vanno rifatti perchè non tengono conto dei costi sociali, dei costi d inurbamento, conseguenza delle forti migrazioni verso le zone industriali, e del costo della congestione urbana. f . E’ noto quanto infinitamente più basso sia il costo sociale di una tami-glia nel paese da cui si diparte che nel centro urbano dove emigra. E dove il fenomeno di immigrazione è alto i costi d’inurbamento raggiungono cifre spaventose (nuove case, nuove strade, nuove scuole, nuovi asili, nuovi altissimi costi di trasporto, ecc. ecc.). Costi, questi, ormai facilmente determinabili, che non si vogliono considerare come costi sostanziali di produzione, da aggiungere alle materie prime e ai salari, solo perchè non li sostiene l’industria ma li sostiene l’Ente locale, la collettività. Ecco il rovescio della medaglia che quanto meno pone dei limiti ™olt0 seri alla tesi della maggior redditività della germinazione in loco delle industrie. 4 Il secondo limite, il costo del congestionamento non è ancora perfettamente quantificabile. Ma esso è già presente e pesantemente sul senso di responsabilità di chi opera le scelte. Intendiamo parlare del traffico congestionato, dei fumi e della situazione igienica dell’aria, dell’inquinamento delle acque, della insufficienza delle risorse idriche, dei trasporti pendolari che oltre al costo elevatissimo, decurtano violentemente il tempo libero di chi lavora. Questo il tema attuale nostro mantovano verso i milanesi e verso il nord industriale lombardo, al quale fa seguito una nostra coerente volontà di por sempre più mano a quelle infrastrutture che possono creare un nuovo equilibrio di scelte di località di reinvestimento industriale a favore di Mantova e della sua Provincia. Ma la realtà è che questo è un tema obbligato dalla nostra inclusione (purtroppo anche assai periferica) entro i confini lombardi. La realtà è che i mantovani prima ancora che lombardi si sentono « padani » in un quadro geografico e storico di più ampio respiro. Mantova non può dimenticare di essere immediatamente a sud dello sbocco della Val d’Adige nella pianura padana, lungo una direttrice naturale di traffico che collega il centro-Europa col nostro paese, per non dire il Mare del Nord col Mediterraneo. Mantova non può dimenticare di essere al centro di una potenziale rete navigabile che traversa orizzontalmente la vai padana. Mantova non deve dimenticare di coltivare lo sviluppo di interessi di traffico e turistici orizzontali che vanno dalla Francia alla Iugoslavia. Certo il nostro è un modesto orticello da coltivare, modesto in relazione alla voce che abbiamo in capitolo. In esso coltiveremo le singole componenti che ci interessano, l’agricoltura, l’industria, il turismo, secondo un dosaggio che sapremo via via scegliere, secondo saggezza. E il dialogo lo porteremo avanti, doverosamente, in Lombardia, e non solo in Lombardia. Dolt. LUIGI GRIDATO Sindaco di Mantova