La situazione delle acque dei laghi dal lato chimico - biologico - batteriologico Almeno per ora debbo precisare che non è stato possibile reperire un maggior numero di dati e che mancano molti fattori per un giudizio completo forse non possedendo i Laboratori strumentazioni idonee. Non è stato perciò attuabile produrre una curva, che indicasse negli anni l’evolutività degli inquinamenti, sia mancando annate di indagini, sia non riflettendo le indagini stesse lo stesso indirizzo di ricerca, pure essendosi operato col massimo impegno. E qui va un ringraziamento al Laboratorio Provinciale per la cortese e sapiente collaborazione sempre prestata. Ho reperito risultanze di analisi relative alle annte 1948-49. In esse erano segnalate tracce di solfazioni e di ammoniaca con rilevanti tracce di lignina ed emicellulosa, e si prospettava di fare sfociare tali acque in luogo più centrale e profondo, del Lago di mezzo. Nel 1954 allo stesso scarico (Burgo) si segnalavano tracce di solfati con abbondanti residui secchi ed un Ph acido (perciò dannoso). Nel 1960-61 l’allarme veniva dato per una moria di pesci e le indagini che furono rivolte accertarono la presenza di sostanze petrol-oleose e dichiararono il pesce prelevato non commestibile. Nel 1961 le analisi conclusero (presso l’OZO) per la presenza sul lago di uno strato di petrolio grezzo con tracce di ioni ferroso, ammonio, cloro e quindi per un’inidoneità dell’acqua al ciclo biologico. L’ossigenazione era naturalmente bassa. Nell’estate 1966, ripetuti esami presentavano in breve la seguente situazione : a) dal lato chimico-tossicologico tracce di ioni di cloro, nitroso, ammonio e tracce di detergenti, tracce di ione solfato. b) dal lato biologico: rilevanti sostanze organiche, scarsità o assenze di ossigeno libero con valori fino a 0.00; BOD di 5 giorni con valori elevati, Ph solitamente sui 7, talora acido. c) dal lato batteriologico un massimo inquinamento di colonie di bactc-rium coli e streptococco fecalis con colture per agar a valori sui 12.000 e patina diffusa. Nel contempo analisi condotte nei pozzi privati rilevavano tracce di detergenti in media sullo 0.50 —, presenza di nitrati, b. coli ed altri germi, il che sta a significare un iniziale inquinamento delle prime falde freatiche. Vi sono quindi, anche se esposti in breve e se auspicabile una maggior completezza nelle analisi stesse per il futuro, gli elementi per ritenere che negli specchi di acqua di Mantova, specie nel periodo estivo esistono le condizioni sfavorevoli e talora assolutamente negative per lo sviluppo della micro-flora e micro-fauna e per lo sviluppo dei processi ossidanti riduttivi base delle depurazioni naturali delle acque. Questo è il punto. Giunti qui ci siamo domandati quali sono le componenti specifiche di questo danno, per chiederci dopo come potremo agire. Componenti specifiche che hanno condotto agli inquinamenti dei laghi E’ giunto il momento di fare una interessante carrellata sui laghi o un « giro » ideale se fossimo in barca... E vediamo assieme. Va precisato in premessa generale che la prima componente sulla quale non mi soffermo, ma che sottolineo, è la mancanza di un costante regime idrico nei laghi con scarso e talora scarsissimo apporto d’acqua e assoluta mancanza di correnti multiple. Inoltre : A) SU TUTTI I LAGHI (superficie totale kmq. 5-6 circa) insiste ai bordi una intensa vegetazione palustre con erbe, canneti, cruore. Non vi è dubbio che possa definirsi palude. Orbene questa palude a cui si uniscono i numerosi fossati (come il Paiolo) pone tra i diversi problemi anche quello della lotta antianofelica e antileptospirosica. Infatti vi abitano e trovano favorevoli il terreno umido e le acque stagnanti la culexe l’anofelex che pure essendo zoofile però non disdegnano di pungere l’uomo. E tutti ne siamo convinti per personale esperienza. Nell'immediato dopoguerra vi furono ben 1.500 casi di malaria; la guarigione dei portatori ha eliminato l’epidemia. Ma se ricomparissero i portatori, il grave problema si potrebbe ripresentare. Sulle rive albergano poi numerosissimi i « ratti », anello di congiunzione e trasmissione tra leptospire-acque e uomo. E il Mantovano fu terra di studi in tema di leptospirosi (per le risaie, porcilaie, paludi ecc.). In tutti i laghi poi i depositi hanno aumentato i livelli del fondo riducendoli nell'estate a catini maleodoranti, fonte di esalazioni metanifere. B) LAGO SUPERIORE Quivi provengono dalle sponde di altri Comuni, sedi di aziende agricole e caseifici, scariche agricole. Purtroppo, si trova comodo anche convogliare le bestie morte. Arrivano le fognature dei dintorni (Angeli) e le scariche di una fabbrica di concimi chimici e di due cartiere (la Cartiera di Soave e quella del Maglio). Le cartiere hanno già creato inconvenienti notevoli sia sulle rive che nella composizione fisico-chimica del Lago superiore sulla sponda nord. Una di esse si è impegnata di modificare gli affluenti e di collaborare anche concretamente nell’eliminazione degli inconvenienti. Esistono analisi praticate sul Lago superiore solo nel 1966: dove si reper-tano ioni solforico, nitrico, tracce d’ammoniaca, Ph 7, scarso ossigeno dj-sciolto, BOD elevato (ma meno che nei laghi inferiori). C) - LAGO DI MEZZO Uno degli inconvenienti e non lieve, viene determinato dagli affluenti provenienti dalla cartiera Burgo (imponente complesso a livello europeo). La lavorazione avviene come di consueto in Italia, mediante il procedimento al 13