namenti industriali tenendo in debita considerazione i costi e prospettando tempi e modi di attuazione. 4) Un’opera di intensa disinfestazione e disinfezione con lotta antilarvale in gronda ai laghi, nei fossati, nelle tombinature, negli immondezzai, ecc. poi — e non troppo tardi — la GRANDE BONIFICA con la sistemazione idraulica definitiva dei Laghi di Mantova tenendo conto delle varie esigenze igieniche, industriali, agricole, urbanistiche e paesistiche. Essa darà la definitiva risoluzione del problema igìenico-sanitario che a nostro parere non è secondario agli altri. Abbiamo avuto modo di osservare che quando il mirabile disegno della Provvidenza viene interrotto dall'uomo, è sull’uomo stesso che se ne riversano le dannose conseguenze. Così quando l’ossigeno che fa « vivo » l’uomo manca nell’acqua, si interrompe quella catena biologica che va dall’essere più piccolo al pesce, tutti al servizio delì’uomo, anche nella funzione apparentemente umiliante di eliminatori e di depuratori. L’igiene e la salute non sono in contrasto con il progresso, con le industrie e con l’agricoltura. Ma essendo queste, secondo un corretto pensiero, al servizio dell’uomo, ritengo si tratti di risolverne gli apparenti conflitti. E sono certo che nell’attuale progresso tecnologico non mancano le soluzioni che tenendo in primo piano la figura « uomo » sapranno essere le più idonee per risolvere questi problemi che da secoli angustiano la paziente e laboriosa cittadinanza mantovana. Doti. ROBERTO CAFFARELLA ; ri Assessore all’Igiene e Sanità CITTA’ di MANTOVA ____:_______________________hanno oollaborato: GIUSEPPE AMADEI, ALDO ANTONIOLI, VITTORIO BALESTRA, CIRO BAMBINI, CLAUDIO BASSANI, WALTER BENTIVOGLIO, FAUSTA BETTINI, GIUSEPPE BORELLA, EZIO BRESCIANI, ANGELO CAMI, VANNIO CAMPAGNARI, ETTORE CAMPOGALLIANI, GIULIANO CAVALIERI, WANDO DALLAMANO, GIOVANNI N. DALL’OGLIO, STENIO DEFENDI, MAURIZIO DELLA CASA, FRANCO FACCINCANI, SILVIO FERRARI, LUIGI FRACCALINI, ANTONIO FUCCI, MANLIO GABRIELI, MANFREDO GENERALI, LUCIANO GEROLA, NEDO GIAN FILIPPI, GUIDO GIARDINI, GISELLA GIRARDI, RENATO GIUSTI, DINO LANFREDI, GUIDO LA ROCCA, ERCOLANO MARANI, FRANCO MARENGHI, IVO MARETTI, RENZO MARGONARI, OTTORINO MOMOLI, FRANCESCO MORE SE, UMBERTO MUSA, FRANCESCO PANELLI, ATTALO POLDI, BRUNO POLDL ADOLFO POLTRONI ERI, AURELIO V. REGGIO, TITO RIGHI, CARLA ROMANI, GILBERTO ROSSETTI, GIANNI USVARDI, CARLO ZANINI, RINA ZANINI, NORIS ZUCCOLI. IL PROBLEMA IDRAULICO DEI LAGHI DI MANTOVA Ritengo necessario, preliminarmente, al fine di meglio valutare i vari aspetti del problema che ne occupa, un sia pur rapido accenno ad alcune notizie che si riferiscono e alle cause che determinarono il formarsi dei tre laghi di Mantova e alle opere di presidio che in tempi più o meno lontani, tecnici e amministratori, idearono e vollero, per salvare la città dalle inondazioni nei periodi di piena. Questo era infatti, in tempi meno recenti, l’unico problema che assillava i Mantovani. Tutti sanno che i nostri laghi non sono di origine naturale e che la loro formazione fu dovuta sopratutto ad opere di contenimento delle acque, quali la diga di Ponte Mulini che, costruita nel 1200, venne a fissare ad una quota molto vicina a quella attuale, il pelo d’acqua del lago formatosi a monte e cioè del lago Superiore. La seconda opera, che va ricordata per la determinante influenza che ebbe nel formarsi dei laghi di Mezzo e Inferiore, è la costruzione della chiusa di Governolo dovuta al Bertazzolo; essa ebbe l’evidente scopo di trattenere le acque del Mincio ed innalzarne il livello fino ai due laghi predetti. Pare, che esigenze di carattere militare, e qualcuno vuole anche di altra natura, abbiano indotto alla creazione di questi vasti allagamenti, attorno alla città. Per vero ad ostacolare il libero e rapido deflusso delle acque del Mincio verso l’Adriatico, sarebbe intervenuta una rotta dell’Adige che avrebbe disalveato il Mincio, conducendolo a sboccare in Po. Questo avvenimento ha mutato definitivamente il corso del nostro fiume ed ha contribuito in maniera determinante ad alterarne e a peggiorare le condizioni di scolo delle acque; si dovette infatti subire l’alterno gioco dei livelli del Po, con le inevitabili piene, nei casi di rigurgiti. 21