riore e notevoli lavori agli impianti idrovori di due Consorzi come più sotto andrò illustrando. Però anche il cammino del progetto Fornasini non è risultato nè breve nè facile. Da anni infatti il progetto trovasi bloccato a Roma, e attualmente il Ministero dell'Agricoltura sta esaminando gli elaborati del Consorzio di Bonifica per la sistemazione delle zone del lago Superiore che emergeranno per effetto dell'abbassamento del pelo d’acqua. Ma non pare che l'ostacolo sia insuperabile, perchè stando alla relazione dei tecnici, la bonifica dei terreni emergenti risulterebbe conveniente anche sotto il profilo economico. E’ intervenuto ancora, qualche mese fa, un provvedimento del Ministero della P.I. che assoggetta a vincolo paesistico le sponde del Mincio, vincolo che è venuto ad interessare anche il lago Superiore per i Comuni di Curta-tone e di Porto Mantovano; vogliamo sperare che il provvedimento non crei altri problemi e nuove complicazioni. Ma non vogliamo nasconderci anche le obiezioni e le difficoltà che sotto il profilo tecnico la soluzione comporta. Lo sviluppo economico del nostro paese, specie dell’alta Italia, ha come sua valida componente la navigazione interna. Parlare di navigazione a questo punto, potrebbe dare l’impressione che si voglia complicare il problema; è però innegabile che le idrovie sono una grande realtà, che Mantova vi è inserita anche geograficamente come nodo centrale e vitale, per cui, in una corretta visione della pubblica spesa, e nell’ambito di una seria programmazione, la soluzione del problema idraulico che ci interessa non può ignorare il problema idroviario della intera Val Padana. Il vecchio ponte di S. Giorgio con le arcate in muratura ora ricoperte da! terrapieno.... Dirò succintamente che la rete idroviaria che interessa Mantova secondo i vari progetti che vanno gradualmente trovando attuazione, è notevole: Al primo posto collochiamo l’idrovia Garda-Mantova che attraverso la conca di S. Leone raggiunge il Po e Venezia per il Tartaro - Canal Bianco. Viene poi la Ticino-Mincio, con raccordi col Lago di Como e di Iseo, idrovia che sfocia nel Garda-Mantova all’altezza di Pozzolo. Ricordiamo anche il navigabile Verona-Mincio che si raccorda col Garda-Mantova presso Marengo. Ancora la Locarno-Venezia che raggiunge il Po a Cremona, senza contare le idrovie Ferraresi-Venete-Piemontesi e Liguri che si collegano al nostro sistema. E’ un complesso di opere imponenti che avrà notevole incidenza nella economia dei trasporti e che darà a Mantova vie più comode e meno costose e, con il porto, sicuramente anche nuove occasioni di lavoro. Abbiamo accennato alla navigazione interna per prospettare anche le difficoltà che la soluzione Fornasini potrebbe incontrare. I natanti della navigazione interna aumenteranno di stazza e si passerà dalle 600 a 1350 tonnellate. I natanti di quest’ultimo tipo richiedono sotto i ponti un tirante d’aria minimo di m. 6,50, tirante che con i laghi a livello superiore ai m. 14,50 non si potrà avere nè a Porta Mulina nè a Porta San Giorgio che hanno il sottotrave a quota 21. Ma a prescindere dalla considerazione che la quota di m. 16,50 è solo indicativa, che la determinazione del tirante d’aria in quella misura, non risponde a rigide esigenze tecniche, tanto che si sta parlando di uno standard europeo di m. 4,50, è evidente che una soluzione del problema sarà sempre possibile: si rifaranno i ponti o si aumenteranno le conche; si tratterà di scegliere la soluzione migliore. ... e il ponte dei Mulini, com'era prima che fosse distrutto dai bombardamenti aèrei dell'ultima guerra.