Nella scelta della soluzione ottimale però, non si potrà non tener conto anche di altre importanti opere che si renderebbero necessarie sul lago Superiore, qualora la quota di tale lago, Ministero della Pubblica Istruzione, permettendo, dovesse scendere sotto i m. 16,50. Dovrebbe anzitutto essere in buona parte rifatto l'impianto di sollevamento del Consorzio di Bonifica Sud che ha appunto, alla quota minima di m. 16,50, le camere di pescaggio. Opere di rinnovamento notevoli, pur se di minore impegno, dovrebbero essere apportate all’impianto idrovoro di Curtatone, dal Consorzio di Roncocorrente. Da ultimo si imporrebbe quella radicale opera di bonifica dei terreni vallivi (1500 ettari) emergenti, di cui abbiamo detto sopra, anche per non rischiare di ricreare sia pur parzialmente sul lago Superiore, le condizioni particolarmente precarie che lamentiamo oggi nei laghi di Mezzo e Inferiore. Si obbietta ancora che la palude è dovuta anche ad un diminuito afflusso di acque al Mincio ed ai laghi; qualcuno lo afferma convinto, mentre altri lo contesta. Purtroppo chi scrive non ha ancora elementi certi in base ai quali poter aderire alluna o all’altra tesi; quando i tecnici non sono d’accordo, quando si contesta la veridicità di talune rilevazioni, per chi tecnico non è, la difficoltà di una scelta, aumenta. Quello che è certo invece si è che negli ultimi tempi, nel regime idraulico dei nostri laghi si è venuto determinando un mutamento radicale. Si è avuta invero dapprima la copertura e l’interramento del vecchio ponte di San Giorgio con la conseguenza che, eliminati i numerosi varchi che consentivano il naturale lavaggio delle gronde, oltre che un notevole ed uniforme moto delle acque, si sono venuti creando vari bacini di acqua pressoché statica, solo parzialmente e comunque insufficientemente collegati tra loro. La distruzione per evento bellico del Ponte dei Mulini, con la eliminazione delle bocche d’acqua dei vari opifici, ha inferto l’ultimo e decisivo colpo ad una situazione fattasi già precaria. Non v’ha dubbio che il ripristino della situazione quo ante o comunque un intervento diretto a far si che il collegamento fra i tre laghi tra loro e con il Mincio non avvenga per uno solo ma per molteplici varchi, migliorerebbe radicalmente la situazione consentendo un'azione di lavaggio e di pulizia che oggi non è possibile. Ciò premesso ed ammesso non si può seriamente non riconoscere che vi è anche un problema di acqua, vuoi per i laghi, vuoi per la navigazione, quale che sia la quantità di metri cubi d’acqua al secondo che può erogare attualmente il lago di Garda, o di cui abbiano bisogno i nostri laghi. Il problema è già attuale, ma potrebbe anche aggravarsi in futuro ove non si prendessero opportune cautele e non vi fosse sufficiente vigilanza. Le dimensioni però di questo problema esorbitano dall’ambito non solo del Comune di Mantova ma anche della Provincia; l’acqua dei nostri laghi viene dal Garda, e più a nord dai bacini di Molveno e della Val Rendena. Altre regioni, altre provincie, altri enti (leggi ENEL) sono interessati al regime idrografico del Sarca che va daH’Adamello al Brenta fino alla Val d’Adige. 'ni Mantova deve guardare quindi anche alle montagne, dove l’acqua può essere ritenuta in bacini quando servirebbe a valle, o prendere altre direzioni che non siano quelle del Garda e tanto proprio per evitare che gli aflussi a questo lago siano alterati e perchè non abbiano costantemente a diminuire. E venendo a parlare anche del Garda dobbiamo lamentare anzitutto che la galleria Mori-Torbole funzioni solo in casi di emergenza e cioè in occasione di gravi piene e non anche in occasione delle morbide dell’Adige, così come era previsto nel piano originario. Aggiungiamo ancora che mentre il Ministero dei Lavori Pubblici aveva considerato possibile la regolazione del Garda con una escursione di m. 1,80 fra la quota massima e la minima, la comunità del Garda è riuscita a ridurre tale escursione a m. 1,20 e si ripromette di ridurla ulteriormente, scaricando nel Mincio tutta l’acqua possibile nei periodi invernali, e sorvendoci con il contagocce nei periodi estivi. Da ultimo vi è anche da dire che le modeste portate d’acqua che d’estate vengono erogate dal Garda, sono oggetto di sempre maggiori sottrazioni, a monte dei nostri laghi, da parte dei Consorzi di irrigazione e bonifica, senza contare che sono giacenti, presso i competenti organi, numerose domande e per nuove concessioni e per l’aumento di portata di altre già esistenti. Occorre evitare quindi che alle sorgenti o nel bacino di riserva, o anche più sotto, si lavori ai danni della nostra città, creando situazioni che l’esperienza insegna non essere più rimediabili. E’ vero però che vi sono anche delle voci attive e che bisognerà tener conto e delle acque delle restituzioni irrigue e delle cospicue risorgenze che si hanno nell’alveo del fiume al termine dell’anfiteatro morenico; pare anche, se le notizie sono esatte, che nei periodi estivi si possa avere qual- via Broletto fotografata il giorno 4 giugno 1917 durante la piena dei laghi