Il problema del ricovero per anziani OSPEDALE E CASA DI RIPOSO per sostituire l’Ospizio Caritativo « ...se è vero che i giovani sono la speranza di domani, è innegabile che gli anziani sono la prova di intere generazioni che hanno messo la loro forza ed il loro ingegno al servi- zio del Paese, contribuendo al suo sviluppo culturale e sociale ». Nel quadro di una azione amministrativa che tenda a risolvere in termini di maggior civiltà i problemi sociali della nostra città, nella sforzo di estendere i benefici di una moderna assistenza sociale a strati sempre più vasti di citta dini, il problema degli anziani va posto in evidenza, se non altro per constatare un ritardo in questo settore rispetto a molti altri. La discussione avvenuta nella seduta del Consiglio Municipale del 17 febbraio con la relazione dell’As sessore al ramo, ha risollevato un certo interesse della pubblica opinione e della stampa su questo problema. In questa sede vogliamo ampliare il discorso sul problema degli anziani nella nostra città, alla luce di ulteriori considerazioni, di un maggior sforzo nel reperimento di dati ed anche tenendo conto di elementi emersi nella discussione Il discorso che proviene da noi ha dei limiti ben precisi, limiti che sono imposti da una situazione obiettiva: il Comune non gestisce nè possiede case di ricovero e neppure le attuali condizioni finanziarie deM’Ente Locale in genere e quello del nostro In particolare, consentono di farsi inutili illusioni sulle possibilità di intervenire nel settore con congrue disponibilità finanziarie. Tuttavia il discorso sul njiglioramento dell'assistenza agli anziani e del suo adeguamento alle necessità di una società in costante evoluzione, ed anche la razionalizzazione di questa assistenza, o una organizzazione che comporti minori costi, è un discorso non solo legittimo, ma doveroso in quanto il Comune paga le rette per il mantenimento di cinquecento cittadini, ed è sempre e comunque interessato al miglioramento dei servizi sociali per tutta la collettività che amministra. IO In questo senso quindi l’esame non può essere limitato solo ai cinquecento cittadini indigenti, ma al problema dell’assistenza agli anziani nel suo complesso. L’argomento deve essere trattato da due punti di vista: l’uno generale, che individua delle tendenze in atto e delle esigenze da soddisfare nel modo che appare più razionale e completo. L’altro è quello particolare, sul singolo problema la cui soluzione deve essere cercata nel quadro del discorso generale. Il rapporto fra esigenza generale e singolo problema è un rapporto che va costantemente mantenuto ed aggiornato, così come ogni soluzione amministrativa, in presenza di tante aspettative e da possibilità tanto limitate, non può concedere nulla ad esigenze che non siano « generali » e « razionali ». O si rischia ancora di aggravare lo stato di cose della conduzione nazionale dell'assistenza, costosissima e poco efficiente, dominata da criteri di settorialismo, antieconomicità, spirito corporativo ed aziendalistico di ogni sua branca. Problemi, studi, proposte, sono comunque una forma di intervento, in particolare in questo momento, in cui tutti gli Enti pubblici, a cominciare dal Governo, danno inizio alla programmazione come metodo di amministrazione. L’assistenza sanitaria prima esigenza Preso atto delle precedenti considerazioni, non c'è dubbio che si debba individuare nell'assistenza sanitaria il settore che prima di ogni altro necessita di un intervento: nel quadro di un miglioramento del servizio assistenziale agli anziani questo è il problema più urgente. Lo strumento più idoneo è la creazione, nello stesso ambito degli istituti, di ospedali geriatrici o cronicari per lungo degenti, ove ricoverare i pazienti nella fase jub-acuta delle malattie. Molti sono i motivi che suggeriscono questa forza di intervento: — L’alta percentuale, fra i ricoverati negli istituti, di soggetti bisognosi di con-Itinue cure mediche; _ La necessità di evitare i disagi di ordine psicologico e fisico dei continui I trasferimenti all'Ospedale e quindi in ambiente diverso. I— Questi ospedali, senza costose attrezzature, potrebbero essere gestiti con I rette aggirantisi sulle 3.500 lire giornaliere, consentendo un risparmio del 50% [agli Enti locali ed alle Mutue. I— Da questa soluzione trarrebbero vantaggio anche gli Ospedali, spesso affol-I lati oltre le loro possibilità, che vedrebbero resi disponibili un buon numero di I posti letto per malati in fase acuta, ove esistessero dei cronicari in cui ricove-I rare gli anziani o comunque i malati cronici. I— La creazione di questo tipo di ospedale in forma unica col Ricovero, consen-I tirebbe probabilmente di migliorare anche i bilanci di questi istituti. I— La creazione dei cronicari si inserisce nelle direttive della riforma ospedaliera, che tende ad aumentare la specializzazione e la quantità dell assistenza Inegli ospedali riducendo al minimo indispensabile la degenza. A sostegno di queste considerazioni, vogliamo riportare un brano dell inter-I vista del Ministro Mariotti concessa al quotidiano « La Stampa » del 15 feb-Ibraio 1967: « Le spese utili si trasformano in economia. Mancano i ricoveri per I i malati cronici, che debbono essere accolti in ospedali specialistici: così co-: stano 8.000 lire al giorno invece di 3.000 ». 11