Le spese che l'I.N.A.M. riesce ad evitare costringendo gli enti locali ad accollarsele, raggiungono somme rilevanti. Nel caso del nostro Comune dovrebbero aggirarsi sui sei-sette milioni l’anno. Il progetto di trasformazione del Ricovero di Via Trento Con deliberazione n. 279 del 3.7.65 il Consiglio Comunale approvava un progetto di ampliamento e trasformazione delle Pie Case del costo di 300.000 milioni. Per tale spesa esiste la disponibilità di un mutuo offerto dalla Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, mentre l’onere finanziario dovrebbe gravare sul Comune in parte prevalente, ed in misura minore sulla Amministrazione Provinciale. Il refettorio femminile nel Ricovero di Via Trento Tale spesa è tuttora all’esame dela Commissione Finanza Centrale per l’autorizzazione: allo stato attuale delle cose le possibilità di una approvazione della spesa in quelle motivazioni appare molto difficile. Un avvenimento nuovo e che apre prospettive serie è costituito invece dal fatto che per i 300 milioni (sugli 800 complessivi) necessari alla costruzione di una nuova infermeria, il Ministero della Sanità, di concerto col Ministero dei Lavori Pubblici, ha concesso un contributo del 4%. Questa concessione, una volta approvato il progetto in sede tecnica, permette di imboccare la strada della realizzazione almeno della nuova infermeria, probabilmente senza oneri per il Comune. Qui le nostre considerazioni esposte più sopra consiglierebbero una variante al progetto, e cioè il passaggio daM'infermeria all’ospedale geriatrico, o per lungodegenti. La soluzione appare possibile, dal momento che le strutture murarie progettate per l’infermeria sono idonee anche per un piccolo ospedale. Già l’Istituto Geriatrico possiede parte delle attrezzature medico-scientifiche necessarie; le restanti potrebbero essere ripartite con un onere facilmente sostenibile dallo stesso istituto. Questa nuova soluzione offrirebbe numerosi vantaggi : a) innanzitutto l’infermeria è uno strumento di assistenza sanitaria che nella nuova legislazione appare decisamente superato. b) Si porrebbe con maggiore chiarezza il problema dei rapporti con le mutue. c) Il Comune realizzerebbe un notevole risparmio alla voce spese di spedalità per indigenti non mutuati. J) Lo stesso bilancio complessivo dell’istituto geriatrico verrebbe a giovarsi in senso positivo di questa gestione, e) Infine si sarebbe creato lo strumento più valido per procurare « in loco » la più completa assistenza sanitaria agli anziani. Il resto del progetto (con la spesa prevista di 500 milioni) prevede un riattamento dei vecchi stabili, riattamento che trova grosse difficoltà nei vin- coli molto pesanti da parte della Sovraintendenza alle Belle Arti, che gravano sul complesso degli edifici ed infine nella loro vetustà. Nonostante questi limiti iniziali, il progetto prevede ottime soluzioni di trasformazioni ambientali, che contribuirebbero a trasformare il nostro vecchio icovero in una accogliente casa-albergo. Le obiezioni a questa soluzione possono essere controbattute con queste argomentazioni : a) Se è vero che una soluzione di pieno soddisfacimento si potrebbero ottenere costruendo ex novo, è pur vero che in complesso il progetto di riattamento porta a soluzioni soddisfacenti. b) Una costruzione ex novo costerebbe più del doppio, mentre ben poco si potrebbe ricavare dall'alienazione e degli stabili e della attuale area di Ricovero, sopratutto per i vincoli pesanti. c) L’ubicazione di Via Trento, in un certo senso anche periferica perchè per una parte guarda sul lago, è molto felice in quanto resta nel cuore della città. Una nuova soluzione cozzerebbe contro l'ostacolo di reperire aree più vaste nel centro, mentre una soluzione periferica sarebbe sbagliata. La possibilità di anticipare le costruzione deM’infermeria (da trasformarsi poi in ospedale), stante la decisione di mantenere in Via Trento la sede dello Istituto, andrebbe sfruttata, dal momento che anche se il progetto dei 500 milioni tardasse a trovare la strada dell'approvazione, l’infermeria (o l’ospedale) potrebbero funzionare benissimo, indipendentemente dal completamento dell'opera e, iniziando quel miglioramento dell’assistenza che lo stato attuale delle | cose appare veramente opportuno. A questo punto le obiezioni della Finanza Centrale alla autorizzazione della I spesa che comporterebbe per il Comune un onere annuo di 42 milioni, per 25 anni, potrebbero essere controbattute con nuovi elementi. Lo stralcio dei 300 milioni, con la realizzazione dell'ospedale porterebbe a: a) diminuzione della cifra di intervento del Comune, da 42 a 26-27 milioni annui; b) una economia per il Comune delle spese di spedalità ed una possibilità di ottimo bilancio del ricovero, con riflesso delle rette a carico del Comune. Infine la realizzazione completa del progetto, suggerita anche da ovvie esi-| genze di completamento dell’opera intrapresa, potrebbe riaprire il discorso della modifica dello statuto dell’Ente (tuttora sottoposto alla vecchia e anacronistica I legge sulle Pie Case) o su un eventuale passaggio alla diretta amministrazione del Comune. -----------------------------------------------------------------NINO ROSSI Hanno collaborato: Assessore all'Assistenza Vittoria Girardeilo, Umberto Pratola, Maria Teresa Zavanella