Applicazioni concrete di queste indicazioni cominciano a verificarsi in numerose provincie del Nord specialmente dove gli Istituti per la prima infan zia sono — come è giusto — dirette emanazioni delle Amministrazioni Pro vinciali. Agli IPAI viene, cioè, delegato il servizio per la seconda infanzia per le evidente analogia dei compiti consentendo, oltre tutto, di eliminare i traumi cu sono sottoposti i bambini quando vengono trasferiti in altro Istituto (questo ultimo aspetto merita, come ben si comprende, un discorso a parte se non altro per esporre la ricca bibliografia esistente sui danni recati al bambino da que sto trattamento « assistenziale »). Si può facilmente individuare nella istituzione del reparto per la seconda infanzia un obiettivo immediato che molto può cambiare e per gli assistiti e per l’I.PA.I. di Mantova. Anche l’assistenza ai subnormali va perseguita con interventi che sappiano dare una risposta globale alle macroscopiche esigenze di questo settore. La « Casa del Sole » costituisce già, per Mantova, un validissimo punto di riferimento sia per quanto sa concretamente dare — cinque piccoli ospiti del « Son cini » ne seguono i corsi con risultati sorprendenti — sia soprattutto per il rapidissimo impianto organizzativo deM'iniziativa stessa. Certo occorre procedere preliminarmente ad una indagine sulla consistenza dei bisogni e sul tipo di questi. Chi conosce la situazione della provincia mantovana parla di 7-8 mila subnormali. E’ un'indicazione spaventosa che va verificata e studiata subito senza attendere l’esito di un’analoga indagine che il Ministero della Sanità condurrà presumibilmente verso la fine del 1967. Molti altri compiti essenziali devono e possono essere svolti in avvenire purché si voglia unificare o quanto meno coordinare le organizzazioni assistenziali operanti oggi in Provincia di Mantova. Ad esemplo con una spesa modestissima è possibile istituire una scuola — convitto per puericultrici che di per sè rappresenterebbe un modernissimo servizio sociale. Basterà poi sincronizzare taluni aspetti dell’assistenza generica con l’azione dell'Ospedale Civile, data la nuova configurazione che assumerà poco, per risolvere molte altre situazioni senza nuove spese. E’ ormai in atto in sede legislativa un serio impegno che si riconnette ai presupposti fin qui sommariamente esposti. Va osservato che non si tratta di provvedimenti a sè stanti (le vituperate leggine) ma al contrario di provvedimenti articolati in modo da conseguire un nuovo e organico ordinamento assistenziale. 26 Certo è che non serve aspettare le decisioni del centro se non si sa, conoscendone gli indirizzi di fondo, operare conformemente a livello locale senza indugi come per molte cose è possibile. Per esempio è stata promulgata recentemente una legge (1° dicembre 1966, n. 1081) che modifica la struttura dirigenziale dell’O.N.M.I. democratizzandone l’ossatura. L’IMPORTANZA DI QUESTO PROVVEDIMENTO CONSISTE ESCLUSIVAMENTE NELLA PRONTA ADOZIONE CHE GLI ENTI LOCALI VORRANNO FARNE. O se ne adempie tempestivamente il dettato e si potrà fare moltissimo e subito, oppure rimarrà un vuoto strumento senza nessuna capacità di modificare la realtà. Ecco perchè spetta agli Enti locali porsi una politica unitaria di intervento che ponga finalmente termine alla frammentarietà delle iniziative e possa svilupparsi coerentemente alle direttrici fondamentali più sopra richiamate. L’Istituto Provinciale per l'Infanzia « Dr. E. Soncini » e l'Amministrazione Provinciale stanno approntando un Convegno di studi sull'assistenza all 'infanzia. Lo scopo è di svolgere un pubblico esame delle carenze del settore e delle prospettive per un servizio provinciale più avanzato. Si tratta in buona sostanza di verificare la consistenza e la dislocazione geografica dei bisogni in relazione alla potenzialità strumentale oggi disponibile nella provincia. Dal Convegno, che sarà un appuntamento per quanti hanno interesse a questa stimolante problematica, dovranno affiorare precise indicazioni di lavoro e altrettanto precisi impegni dei responsabili degli Enti Locali verso interventi organici e, in un tempo ragionevolmente vicino, risolutori. Dalla situazione, che si è cercato di esporre quale oggettivamente si presenta senza forzature di dati nè interessati occultamenti, emerge chiaramente il tipo di intervento che si pone in termini di urgenza e di necessità. Poco male se molte decisioni comporteranno qualche serio scossone agli apparenti equilibri del « sistema », poco male se nel prossimo futuro si avranno meno pesche di beneficenza se, a tutto questo, l'alternativa sarà una più sicura e liberante assistenza. MARIO VE8ENTINI Presidenta dell’Istituto Provinciale per l’Infanzia “ E. Soncini „ 27